WILANDER: “SONO PREOCCUPATO PER IL FUTURO DI ZVEREV”

L’ex campione svedese Wilander sembra nutrire qualche dubbio sul fatto che la carriera del tedesco stia seguendo la giusta direzione
lunedì, 8 Gennaio 2018

Tennis. Intervistato dal noto portale spagnolo Punto de Break, l’ex campione svedese e attuale commentatore su Eurosport Mats Wilander ha fornito il suo punto di vista in relazione ad una serie di argomenti molto interessanti alla vigilia del primo Slam stagionale in Australia.

Innanzitutto, una breve panoramica sulle prospettive di Alexander Zverev: “Dovrebbero permettergli di trovare il suo stile. Perché è un giocatore unico: alto quasi 2 metri, buon dritto, rovescio eccellente, buona prima, sensazionale seconda palla.

Alexander ha 20 anni e non ha problemi. Solo se hai problemi devi prendere un supercoach.

Se invece lo fai troppo presto, allora il problema emerge. Anche se lo allenasse Roger Federer sarebbe sbagliato”.

“Sono preoccupato per il suo futuroHo paura che possa finire in una trappola. Alexander dovrebbe essere più simile a Boris (Becker).

Perché Boris ha vinto Slam molto giovane? Perché gli è stato dato tempo dal suo allenatore Günther Bosch e dal suo entourage per crescere a livello di gioco, fare errori da sé e prendersi le proprie responsabilità.

A Zverev invece non è permesso di fare questo tipo di crescita. Temo che non realizzerà il suo potenziale.

Il miglior allenatore di Alexander è suo papà. Dovrebbe essere così. Proprio come zio Toni è il miglior coach di Rafael Nadal. Non dovrebbe avere addosso troppa pressione».

Sul favorito per gli Australian Open, Wilander non sembra nutrire dubbi: “Direi Federer. Lo scorso anno nessuno si aspettava che vincesse e arrivava senza pressione.

Penso possa giocare altri 2-3 anni. Direi che sarà pericoloso negli Slam anche a 40 anni. Gioca sempre meno tornei e si concentra su quelli più importanti.”

Non poteva ovviamente mancare un accenno anche al recente forfait annunciato da Andy Murray ancora alle prese con un infortunio all’anca che lo affligge ormai da svariati mesi.

“Già nell’esibizione di Glasgow era chiarissimo che non riusciva a muoversi bene. Direi che è meglio che torni a giocare quando è al 100%, come hanno fatto l’anno scorso Federer e Nadal. Forzare in questo momento sarebbe una pessima idea.

La cosa più ovvia quando arrivi a quell’età è cercare di essere più aggressivo, giocare punti più brevi, come stanno facendo Federer e  Nadal. 

Non credo che ad Andy piaccia prendersi più rischi ma se vuole migliorare è la cosa più giusta”.

E se fosse l’anno della definitiva esplosione di Grigor Dimitrov? Mats non vuole però sbilanciarsi troppo in merito al campione delle scorse ATP Finals di Londra.

“Non credo che per il momento possa vincere un Grand Slam, in quanto gli manca ancora un po’ di regolarità.

Ha troppi alti e bassi ed il suo maggior handicap è quello di non riuscire a vincere i grandi giocatori come Federer o Nadal.

Deve affrontarli pensando che non ha niente da perdere e molto guadagnare. Nel 2018 lo vedo sicuramente tra i primi tre al mondo”. 


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