COSA CI ATTENDE NEL 2018? TANTI GIOVANI SCALPITANO, CERTEZZE NADAL E FEDERER

Il 2018 rappresenterà la stagione cruciale per molti giocatori sia a livello maschile che femminile, ma occhio alle perle dei soliti Nadal e Federer

Tennis. Dopo una prima scorpacciata di tornei andati in scena nella prima settimana del 2018, è già il tempo di fare un punto in merito agli attesi protagonisti della stagione 2018 proprio alla vigilia del primo Slam stagionale in programma in Australia dal 15 al 28 gennaio prossimo.

Tra i protagonisti più attesi ci saranno ancora una volta Roger Federer e Rafael Nadal, rispettivamente numero uno e due delle classifiche mondiali. “Ho sentito supposizioni sul fatto che a 31 e 36 anni avremmo dovuto essere sorpassati da giocatori più giovani”, ha dichiarato il campione spagnolo lasciando intendere l’ennesima annata da protagonisti.

“Ma dedurre da questa teoria che il tennis abbia un problema mi sembra esagerato. Penso nonostante tutto che, nelle nostre rispettive carriere, io e Roger abbiamo portato molto al gioco e lo stiamo ancora facendo”.

Più incertezza regna invece intorno ai due grandi decaduti Novak Djokovic e Andy Murray, inevitabilmente costretti a dosare il proprio fisico con l’intento di evitare i bruschi stop subiti all’anno scorso, quando entrambi non sono mai stati davvero protagonisti.

Alle spalle dei soliti noti, si collocano outsider di lusso come Grigor Dimitrov, recente trionfatore delle ATP Finals di Londra nel 2017, Stan Wawrinka, la cui ripresa dall’infortunio riserva ancora qualche incognita, e infine Nick Kyrgios, che potrebbe far saltare il banco già a Melbourne dopo il sigillo conseguito a Brisbane.

I due eventi conclusivi della stagione femminile hanno rappresentato uno spaccato a dir poco fedele del canovaccio ammirato nei mesi precedenti, tanto che alla fine a trionfare sono state giocatrici non inserite tra le legittime favorite alla vigilia del torneo. Sia Caroline Wozniacki che Julia Goerges hanno azzeccato una settimana da incorniciare scombinando completamente i piani, fino ad ergersi sul piedistallo di autentiche dominatrici grazie anche alla pochezza e all’inadeguatezza di una concorrenza fragile come foglie d’autunno.

Ciò non toglie che abbiamo avuto la possibilità di assistere ad incontri emozionanti e senza esclusione di colpi dal primo all’ultimo punto, ma la presenza in finale a Singapore di Venus Williams a otto anni di distanza dall’ultima volta non può nascondere tutte le debolezze di un sistema che fatica a trovare una soluzione anche in termini di appeal.

Staremo ora a vedere se la danese e la tedesca riusciranno a fornire continuità di rendimento nei primi mesi del 2018, memori tuttavia di quanto accaduto lo scorso anno a Dominika Cibulkova protagonista di un declino inesorabile nonostante la corona di Maestra acquisita sul finire del 2017. D’altronde, nemmeno i nomi più blasonati di Garbine Muguruza, Karolina Pliskova e Simona Halep sono stati in grado di convincere fino in fondo, pur ricordando come tutte e tre le giocatrici citate si siano scambiate reciprocamente la vetta del ranking occupata adesso dall’esponente rumena.

Forse la spagnola ha dimostrato più delle altre di possedere le stigmate necessarie per fondare un proprio regno, ma la continuità rappresenta un requisito altrettanto essenziale che fino a questo momento la nativa venezuelana non ha mai affinato, altrimenti non si spiegherebbero i continui alti e bassi messi in mostra dopo i grandi trionfi della sua carriera conseguiti rispettivamente al Roland Garros nel 2016 e a Wimbledon nell’edizione corrente.

Staremo a vedere se il 2018 rappresenterà per lei l’anno della maturazione ai vertici della classifica, oppure se potremo aspettarci soltanto qualche exploit in giro per il mondo senza tuttavia essere dinnanzi ad un nome che scriverà pagine di storia della disciplina.

Discorso quasi analogo applicabile anche alla poderosa giocatrice ceca, le cui ambizioni sono ormai note agli addetti ai lavori nonché ai suoi numerosi affezionati, spesso delusi però da un rendimento spaventoso nei turni inaugurali prima di assistere a rovinose cadute come avvenuto recentemente durante l’edizione corrente del Master.

Ormai il tempo è sempre più stretto complice anche un’età anagrafica prossima ai 26 anni, uno snodo cruciale all’interno della carriera agonistica che richiede la giusta dose di cattiveria al fine di non accontentarsi di essere l’ennesima meteora. I tre titoli conquistati nel 2017 rappresentano l’obiettivo minimo per una tennista della sua caratura, se si osserva che Brisbane,Doha e Eastbourne non costituiscono l’èlite del calendario WTA nonostante la folta presenza di avversarie prestigiose nei rispettivi main draw.

La nativa di Louny deve compiere l’ultimo step per ottenere trionfi importanti anche negli Slam, e le qualità sembrano esserci davvero tutte in relazione ad una statura fisica e ad un’incisività da fondo campo con pochi eguali nel circuito.

Impossibile non citare poi la nuova numero uno del mondo Simona Halep, un risultato incredibile frutto della sua indiscutibile costanza seppur priva di acuti rilevanti e della proficua collaborazione assieme al noto coach statunitense Darren Cahill. Eppure, a dispetto delle lampanti gioie, non mancano motivi di rammarico alla rumena. Uno su tutti, l’inenarrabile beffa subita al Roland Garros ad opera della stellina lettone Jelena Ostapenko, capace di rovinare la festa della rumena proprio quando tutto appariva pronto a vederne finalmente le braccia sollevate in cielo.


Nessun Commento per “COSA CI ATTENDE NEL 2018? TANTI GIOVANI SCALPITANO, CERTEZZE NADAL E FEDERER”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Novembre 2018

  • Naomi incanta. Di cognome fa Osaka, esattamente come la città che le ha dato i natali, ed è un riuscitissimo incrocio di razze dato che la madre è giapponese e il padre haitiano. I fans e gli sponsor impazziscono per lei, che ormai naviga stabilmente tra le top-five.
  • La Davis che verrà. In attesa dell'atto finale della Coppa 2018 tra Francia e Croazia, vi raccontiamo tutti i cambiamenti che il prossimo anno rivoluzioneranno il torneo a squadre più prestigioso del tennis.
  • Attenti a quell'aussie! Si chiama John Millman e finché non ha battuto Roger Federer sul palcoscenico degli US Open era sconosciuto ai più. Il 29enne di Brisbane è infatti sbocciato in ritardo a causa di una lunga serie di infortuni.