ZVEREV CONTINUA A DELUDERE NEGLI SLAM, MA IL TEMPO É DALLA SUA PARTE

A Melbourne è arrivata l’ennesima delusione per Alexander Zverev in un torneo Major, dove ha passato una sola volta la prima settimana
domenica, 21 Gennaio 2018

Tennis. Ennesima delusione a livello Slam per la giovane promessa del movimento tedesco Alexander Zverev, estromesso al terzo turno degli Australian Open per mano del coetaneo Hyeon Chung al termine di un match contrassegnato da innumerevoli capovolgimenti di fronte.

L’attuale numero quattro del mondo ha infatti accusato un calo vertiginoso nella quinta e decisiva frazione esemplificato dal 6-0 conclusivo, un dato sul quale il pupillo di Juan Carlos Ferrero ha provato a riflettere durante la conferenza stampa post-match.

“Credo che entrambi abbiamo giocato bene per quattro set. Credo che sia stato un match con un livello di gioco molto alto.

Anche nel quarto, anche dopo aver perso il servizio, credo di stare ancora giocando bene, ho avuto chance di contro-break. Dopo nel quinto è andato tutto così veloce e non ho avuto il tempo di realizzare quanto stesse succedendo”.

Sulla polemica con l’arbitro in merito alla visibilità: “Gli ho detto di accendere le luci, perché era nuvoloso e buio.

Dopo qualche game che lo chiedevo non le avevano ancora accese, gliel’ho richiesto chiedendo perché fosse così difficile. Dopo un po’ le hanno accese, tutto qui”.

Alla specifica domanda se il crollo accusato nel quinto set sia dovuto ad un fattore di natura mentale oppure fisica, Zverev non si è sottratto prendendosi anzi tutte le responsabilità del caso.

“Decisamente non fisico. Anche se devo un po’ capire, è successo in molti momenti importanti negli slam.

A Wimbledon, a New York e adesso qui. Sono giovane ho tanto tempo, devo sicuramente capire meglio me stesso”.

Il problema è dunque circoscritto soltanto agli Slam? “Si perché negli altri tornei quelli al meglio dei tre set ho buoni risultati”.

Infine, non poteva mancare un parallelismo con l’incontro disputato l’anno scorso proprio qui a Melbourne dinnanzi a Rafael Nadal, impostosi alla fine alla distanza a coronamento di una battaglia senza esclusione di colpi dall’inizio alla fine.

“Simile, ovviamente in questo però ero io favorito, non come contro Nadal. Lui è un numero 50 del mondo ma il livello del match era da top ten, almeno fino alla fine del quarto per me, mentre lui ha mantenuto lo stesso livello sino alla fine.

Il ranking ogni tanto mente, il suo modo di giocare sicuramente non rispecchia il ranking che ha ora. E’ uno dei migliori giocatori e basta. Quando lui gioca così veramente poche persone possono batterlo”.

La sensazione è che Alexander debba soltanto pazientare un altro pochino, e certamente l’ausilio di tecnici competenti al suo fianco lo aiuterà ad esplodere in maniera definitiva anche nei quattro appuntamenti più importanti del calendario.


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