EDMUND ALLA RISCOSSA: LA GRAN BRETAGNA PUÒ TORNARE A SORRIDERE

La giovane stella britannica Kyle Edmund si è issato in semifinale nel primo Slam della stagione, facendo intravedere ottimi segnali per il futuro

Tennis. Tra le grandi rivelazioni dell’edizione 2018 degli Australian Open figura senza dubbio il nome di Kyle Edmund, capace di issarsi in semifinale per la prima volta in carriera a livello Slam grazie all’affermazione ai danni del terzo favorito del seeding Grigor Dimitrov.

Il talentuoso britannico avrà ora la possibilità di giocarsi tutte le proprie carte pur partendo sfavorito sulla carta al cospetto del croato Marin Cilic, decisamente più abituato a questi palcoscenici e quindi avvantaggiato sotto il profilo dell’esperienza.

Sul nervosismo prima del match: “Si ne ho parlato con il mio coach prima del match. Credo sia normale essere un pochino nervosi, è un emozione, una cosa umana, è normale.

Ho accettato questo, per la prima volta in vita mia ero nervoso entrando in campo, vai e giochi il tuo gioco. Ho cercato di concentrarmi sul mio tennis e divertirmi il più possibile”.

Sulle differenze rispetto al match di Brisbane: “Non troppa, il match a Brisbane era equilibrato. Oggi è stato simile.

Forse nei momenti chiave io sono salito di livello, sono stato coraggioso e in quei momenti ho giocato bene i miei colpi. Gli ultimi due set  sono un esempio di questo”.

Sull’importanza del diritto nel suo tennis: “Lo so, ci ho sempre creduto, so che il mio dritto è un grande colpo. Conosco il mio gioco e so di cosa ho bisogno quando scendo in campo.

Ovviamente ho accumulato più esperienza e ho imparato ad usarlo più efficacemente. Ho una grande fiducia in questo colpo”.

Sulle reali possibilità di vittoria finale: “Mi avete fatto questa domanda alla scorso conferenza stampa, non penso a questo, che posso vincere.

Penso al prossimo match che devo giocare. Penso che posso vincere come oggi e ogni incontro che gioco. Non approccio in modo diverso gli incontri”.

Sugli idoli di infanzia: “I top, i ragazzi inglesi, Greg (Rudeski, ndr), Tim (Henman, ndr) e Andy (Murray, ndr) quando ero più giovane.

Ho sempre guardato le loro partite negli Slam, mi piaceva molto anche Safin, il suo modo di giocare.

Era esplosivo, un giocatore potente, anche Gonzo (Fernando Gonzalez) per il suo dritto. Probabilmente i giocatori che mi piace guardare hanno condizionato il mio modo di giocare”.

Sugli obiettivi futuri, Kyle non si sbilancia: “Sono un sacco, ma la realtà ti colpisce. Sogni di giocare un torneo dello Slam prima di tutto. L’ho fatto, palleggiare con i migliori, ricordo quando mi sono allenato con Andy, Rafa e Roger, poi quando ci giochi contro è surreale.

L’istinto competitivo ti sale dentro e vuoi batterli. Un altro sogno e giocare per la mia nazione e l’ho fatto anche. Sicuramente il più grande è giocare una finale Slam e ovviamente vincerla”.

 


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