CILIC ALLA SUA TERZA FINALE SLAM: SERVIZIO E DIRITTO LE CHIAVI

Il gigante croato Marin Cilic ha dimostrato anche agli Australian Open di saper sfruttare le chance a sua disposizione negli Slam

Tennis. Quando i big del circuito internazionale vacillano per i motivi più disparata, è davvero difficile che Marin Cilic si faccia scappare l’opportunità di inserirsi prepotentemente nel tabellone dei principali tornei del calendario maschile.

Agli Australian Open 2018 il gigante croato ha infatti centrato la sua terza finale in carriera a livello Slam, dopo aver conseguito il medesimo risultato agli US Open 2014 quando vinse il trofeo e nell’edizione 2017 di Wimbledon, sconfitto invece da Roger Federer complici anche alcuni guai fisici.

Sono molto contento per come ho giocato – ha affermato il croato, nuovo numero tre del mondo -. Chiaramente non cedere nemmeno una volta il servizio in una semifinale dove c’è tanto in gioco è qualcosa di grande. Non ho iniziato nel modo desiderato.

Ho dovuto annullare due palle break nel primo geme e i primi 3-4 game non sono stati al miglior livello, ma dopo di che ho cambiato marcia.

È stato un match un po’ diverso rispetto a quello contro Rafa. L’intensità era leggermente differente, meno scambi e ritmo“.

“Sì. Mi sento benissimo fisicamente nonostante abbia avuto alcune partite durate più di tre ore. Rispeto alla fine dello scorso anno sono migliorato, gioco più aggressivo in ogni aspetto del gioco.

Nel tennis se non migliori, peggiori come giocatore, perché tutti gli altri migliorando. Il gioco sta facendo passi in avanti”.

“Ci sono tanti giovani emergenti che giocano un gran tennis e devi sempre trovare un modo per fare progressi.

Molti top player, soprattutto Roger, si sono adattati al gioco e agli avversari. E anch’io nella scorsa off-season ho lavorato su alcuni piccoli dettagli”.

Ho imparato tanto, era tutto in stile italiano. Ho lavorato con Bob Brett che aveva un’accademia lì. Bob mi ha seguito per nove anni insegnandomi tanto sulla vita del tennista. Mi ha portato nella dotazione giusta”.

Sull’eventualità di affrontare nuovamente Federer in una finale a livello Major, Cilic non si è voluto sbilanciare troppo in merito alla tattica che adotterebbe nella determinata circostanza.

“Non la vedo come una vendetta. In quel caso non ho potuto dare il meglio. E succede. Sia con Rafa che con Kyle oggi verso la fine del match, ho notato soltanto verso la fine che avevano dei problemi.

Sono cose che succedono. Ma per me è fantastico avere un’altra opportunità per vincere uno Slam”.

Kyle Edmund esprime invece un mix di frustrazione e orgoglio: “Sono deluso per la sconfitta ma sono state due settimane davvero positive per me. Ho vissuto ciò che significa arrivare in un fondo in uno Slam per la prima volta.

Ho giocato due match sulla Rod Laver Arena e battuto dei buoni giocatori. Un torneo del genere ti dà la spinta per volere di più. Una volta “assaggiato”, ne vuoi di più“.


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