CONTINUA LA MALEDIZIONE DI SIMONA HALEP: DEMERITO O SFORTUNA?

L’ormai ex numero uno del mondo Halep ha perso in Australia la sua terza finale su tre a livello Slam, un tabù che rischia di soffocarla

Tennis. Nemmeno gli Australian Open 2018 sono stati in grado di spezzare la maledizione di Simona Halep a livello Slam, con la tennista rumena obbligata ad incassare la terza sconfitta in altrettante finali perdendo inoltre la prima posizione del ranking mondiale a vantaggio della rediviva Caroline Wozniacki.

Questo tabù rischia di diventare una pesante macchia sopra la carriera dell’allieva di Darren Cahill, parzialmente giustificata però dalla sussistenza di un problema alla caviglia che l’ha un pochino limitata durante la seconda parte del torneo australiano.

“Posso sorridere, sto bene, ho pianto ma ora sorrido. È solo una partita di tennis dopotutto, sono comunque triste di non aver vinto, ancora una volta così vicino. Lei è stata migliore, era più fresca, ha avuto più energie nel finale.

Si sicuro, ero molto stanca, ho avuto problemi ai piedi, dolori dappertutto, ma pensi positivo e vai avanti. Alla fine del primo set ero fuori, non sapevo cosa succedeva, no energie, no forza.

Mi sono detta solo di colpire di colpire la palla e ho conquistato il secondo set. Ho rimontato nel terzo ma quando ho servito per salire 5-3 qualcosa è andata.

Si lo sono, ho dato il 100% oggi, tutto quello che potevo. Non sono triste per questo, lo sono perché non ho vinto. Ma la vita va avanti.

Si penso siano differenti in tutto. Qui ho giocato bene, non potevo muovermi come volevo, ma il mio gioco era buono, la mia testa era sulla partita. Sono migliorata molto in questo torneo, lascio l’Australia con molti pensieri positivi.

Lui ha detto che è fiero di me, di quello che ho fatto nel torneo. Ha detto che sono stata la migliore mentalmente e fisicamente lottando fino alla fine. Lui è felice riguardo la mia prestazione.

Si l’ho fatto, mi ero decisa ad essere più aggressiva, per questo andavo a rete, ma le gambe non erano veloci abbastanza.

Lei correva molto bene, rispondeva anche meglio, lo ha fatto per tutto il tempo merito a lei.

Forse un po’, ero in rimonta da 1-3, forse quei tre minuti sono stati duri. Ma sai la regola è la regola, non mi lamento”.

Staremo ora a vedere quali indicazioni positive Simona riuscirà a trarre da questa esperienza, al fine soprattutto di trasformare l’immensa delusione attuale in nuova linfa per riprovarci ancora nei prossimi appuntamenti.

Un campionessa come la Halep merita assolutamente di sollevare un trofeo Major, e quindi l’auspicio degli addetti ai lavori è quello che il suo sogno sia destinato a realizzarsi prima o poi.


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