MARIN CILIC DEPONE LE ARMI, MA ONORE ALLO SCONFITTO

Nonostante la sconfitta subita in finale agli Australian Open, il croato Marin Cilic ha comunque evidenziato gli enormi progressi dell’ultimo periodo

Tennis. Un epilogo agrodolce per Marin Cilic sconfitto in finale agli Australian Open 2018, dove il gigante croato ha dovuto alzare bandiera bianca al quinto set di fronte al talento incredibile di Roger Federer al suo 20° Slam di una carriera irripetibile.

Nonostante la fisiologica delusione derivante da un incontro che avrebbe anche potuto vincere, Marin può comunque consolarsi guardando alla classifica mondiale, che lo vede attualmente al numero tre dietro soltanto alle due eterne leggende di questa epoca (ovviamente Nadal e Federer).

“Sono ovviamente dispiaciuto come è normale. È stata una grande battaglia, cinque set, ho gestito per farla girare. Ho colpito davvero alla grande quando ho recuperato nel quarto set, stavo giocando in modo fenomenale.

Sono felice della mia prestazione, mentalmente è stata dura. Anche le condizioni erano difficili, giochi tutto il torneo outdoor e ti alleni fuori con 38 gradi, dopo prima della finale chiudono il tetto, è difficile, complicato specie all’inizio del match”.

“Beh no non mi hanno chiesto niente. Solo venuti da me a dirmelo che avevano preso questa decisione, intorno alle 19, a mezz’ora dall’inizio del match. C’era differenza 38 gradi fuori e dentro 23, molto più freddo di quello che ti aspetti”.

“Non so, guardo solo al mio lato, ho avuto una partenza lenta, perdendo due volte di seguito il mio servizio. Tutto sommato sono soddisfatto della mia performance, ho giocato bene per due settimane.

Ho avuto match difficili, avversari difficili, ho battuto Rafa. Il mio gioco è migliorato molto, è emozionante per me questo 2018″.

“Bene il momento era dalla mia, venivo dal 6-3 in rimonta del quarto, giocavo bene specie in risposta. Non pensavo molto alle mie prestazioni al quinto.

Fisicamente stavo bene, ovviamente anche Federer è abbastanza a suo agio a giocare un quinto set. Per me era importante continuare a giocare e provare a vincere due game in fila al quinto”.

“La passione di competere prima di tutto. Stagione dopo stagione, specialmente ad alti livelli. Dopo anche misurarsi continuamente con se stesso sia fisicamente che mentalmente. Noi sappiamo che livelli può raggiungere.

Il suo stile di gioco non ha difetti. Ma in questi momenti ovviamente l’abilità di tenere fisicamente questo livello di gioco alla sua età, una sfida con se stesso continua”.

“Il mio obiettivo finale è raggiungere il numero uno. Sto lavorando per questo, specie negli ultimi due anni, i progressi sono stati enormi. Questo mi dà molta fiducia, battere Rafa – anche se per ritiro – giocare alla pari con Roger, mi dà molta fiducia e mi sprona ad andare avanti.

Essere numero tre è speciale, specie dietro quei due, ma ricordo anche che Andy e Novak e tanti altri hanno avuto problemi lo scorso anno”.

“Sono match diversi, credo di servire meglio contro Rafa. Oggi non ho mai trovato bene il ritmo al servizio come faccio solitamente con Rafa. Inoltre pure Federer serve bene, non ti offre le chance che ti offre Nadal.

Guardando alle condizioni era anche una giornata molto calda contro Rafa, la palla usciva più veloce, credo che sia stata anche un’altra piccola differenza”.


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