EDBERG: “FORSE SONO I QUATTRO FIGLI A TENERE FEDERER GIOVANE”

La leggenda svedese Stefan Edberg incensa il fuoriclasse svizzero reduce dalla ventesima affermazione in un torneo del Grande Slam
giovedì, 1 Febbraio 2018

Tennis. La collaborazione tra Roger Federer e Stefan Edberg è stata senza dubbio molto proficua sotto molteplici punti di vista, nonostante il fuoriclasse svizzero non sia riuscito ad aggiudicarsi nemmeno un titolo dello Slam durante il biennio 2014-2015.

La leggenda del tennis svedese ha comunque apportato numerosi miglioramenti al gioco del 20 volte trionfatore Major, tanto da aprire il viatico alle incredibili variazioni tattiche di cui l’ex numero uno del mondo può disporre attualmente sotto la guida di Ivan Ljubicic.

“Roger è unico in tanti aspetti. Ama ancora tanto il gioco, sta migliorando, ha ancora grande motivazione, e in forma e per la sua età è qualcosa di eccezionale.

Sappiamo tutti che gioca un tennis bellissimo, ma soprattutto che è il miglior ambasciatore di questo sport. Ha un ottimo rapporto con la stampa e tratta gli sponsor e i tifosi in modo unico. È perfetto. Un giorno sarà molto difficile sostituirlo. Non può essere copiato”.

Sono rimasto piuttosto sorpreso. Non ho mai avuto l’intenzione di stare nel circuito né come allenatore né come mentore o come dir si voglia. Prima di tutto, dovevo rispondere alla domanda se potevo aiutarlo.

E se volevo viaggiare ancora così tanto. Poi abbiamo fatto una settimana di allenamento a Dubai e ci siamo conosciuti ancora meglio. Era chiaro che saremmo stati insieme un anno, alla fine sono stati due”.

Voleva alcuni cambiamenti nel suo gioco, quella era la cosa più importante. Era reduce da un 2013 difficile dove non aveva espresso il suo miglior tennis. Quindi sapeva che doveva cambiare qualcosa se voleva tornare al top.

È stato un grande momento, anche se è diverso quando sei un allenatore. Roger però ha reso tutto molto facile per me. Riesce ad ascoltare molto bene e ad applicare bene ciò che gli viene consigliato”.

Se hai più di 30 anni, devi cambiare qualcosa se vuoi continuare a essere competitivo al più alto livello. Doveva diventare più aggressivo e dettare lui gli scambi, non subire.

Il 2014 è stato sicuramente un anno speciale per Roger. Nuova stagione, nuovo attrezzo, nuovo allenatore, nuova idea di gioco, ma ha immediatamente trovato la strada per tornare in cima. Per farlo devi aver bisogno di tante motivazione, e devi star bene fisicamente.

Forse sono i suoi quattro figli che lo tengono così giovane. Ma ciò che è possibile per lui non vale per gli altri. Con lui ho avuto un rapporto personale, fuori dall’ordinario”.

È difficile da dire. Normalmente si gioca il proprio miglior tennis tra i 22 e i 28 anni. Forse a questa età c’è stato il massimo dominio da parte sia nel circuito, ma guarda l’anno scorso.

Ha perso solo cinque partite, vinto due tornei del Grande Slam agli l’Australian Open e Wimbledon, e ora ha difeso il titolo a Melbourne. In un certo senso, è sicuramente un giocatore migliore di dieci anni fa. Certo, non è così veloce, ma è ancora molto reattivo“.


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