BECKER SUL GOAT: “FARE CONFRONTI TRA GENERAZIONI É DURA”

L’ex campione tedesco Boris Becker appare molto incerto sulla questione del più grande di sempre, tornata in auge grazie ai successi di Federer

Tennis. Il parere di Boris Becker resta ancora uno dei più autorevoli all’interno del circuito internazionale, visto che l’ex campione tedesco esercita ancora una grande influenza in virtù di una personalità spesso ingombrante. Ecco il suo parere relativo all’eterna questione del più grande di sempre.

Si dovrebbe dire che è quello ad aver avuto più successo, ma come lo si può dare per certo che il migliore di sempre sia lui? Fare confronti tra generazioni è dura, soprattutto nel tennis, ma in molti aspetti lui è il più grande. Ha il record di Slam, 20. Il record di settimane in prima posizione, impressionante”.

“Tuttavia, avrebbe battuto McEnroe quando questo era al suo picco nella finale di Wimbledon 1984 usando un tipo di racchetta molto diverso rispetto a quello che ha ora? Lo dubito.

Avrebbe battuto Bjorn Borg in versione dominatore al Roland Garros e Wimbledon? Lo ripeto, ho dubbi, ma non voglio togliere nulla a Federer.

Chi avrebbe immaginato che sarebbe stato il giocatore da battere a 36 anni? È molto presente nel circuito e credo che vi rimarrà per un altro po’ di tempo. Sono incantato dal suo impegno considerando che ha quattro figli. Io anche per questo decisi di ritirarmi”.

Forse no, ma è in un’epoca dove ci sono due incredibilmente popolari e di successo come Federer e Nadal e questo gioca un ruolo.

Novak ha avuto una carriera incredibile ed è stato un privilegio per me lavorare con lui. Sicuramente potrà vincere altri Slam”.

Non poteva mancare poi un commento su Nick Kyrgios: “Ha una personalità molto interessante e, a volte, questo gli complica la vita. Ma ama sicuramente il tennis, altrimenti non potrebbe fare tutto ciò che sta facendo. Non è il classico bravo ragazzo che gli australiani vorrebbero vedere.

Ma potrebbe essere una superstar internazionale nello sport, grazie al suo background multietnico, al suo stile, ai suoi orecchini, ecc.

Lui è il tipo di ragazzo che tutti i ventiduenni vorrebbero essere. Spero solo che si concentri un po’ di più sul tennis perché sarebbe meraviglioso per il nostro sport”.

Si passa infine ad Alexander Zverev: “Per lui l’importante è arrivare agevolmente alla seconda settimana, approdare ai quarti di finale e sentirsi bene con il suo gioco e con il suo fisico, a quel punto sarà veramente pericoloso.

Quando sei giovane la cosa difficile è che non hai pazienza. Vuoi tutto e subito. Giocare uno Slam ad alti livelli per due settimane, mantenere alta la concentrazione e un ritmo costante sono cose difficili per un ventenne.

È più facile quando sei più esperto e lo hai già fatto prima. Quando hai 19 o 20 anni vorresti già giocarti la finale!”.


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