FEDERER ALIMENTA LA SUA LEGGENDA, FRANTUMATO L’ENNESIMO RECORD

Il campionissimo svizzero Roger Federer ha scritto un’altra pagina indimenticabile della sua carriera semplicemente irripetibile

Tennis. L’eterna carriera di Roger Federer incontra un’altra tappa leggendaria, corrispondente al ritorno in vetta al ranking mondiale a quasi sei anni di distanza dall’ultima volta nel lontano 2012.

Il fuoriclasse svizzero ha infatti centrato l’obiettivo della vigilia raggiungendo la semifinale nel prestigioso ATP di Rotterdam, preludio ad una semifinale tutta da gustare al cospetto del nostro Andreas Seppi (13-1 il bilancio dei precedenti in favore dell’elvetico).

Grazie per la cerimonia, per questo premio e grazie a Richard. Grazie per avermi invitato e avermi concesso la Wild Card, ho un rapporto speciale con questo torneo, nel 1999 ho giocato qui la prima volta, ma ci avevo giocato da Juniores”.

“È stato un viaggio straordinario per me. Ringrazio il pubblico che dall’inizio de torneo non ha fatto che supportarmi.

Questo è un sogno che diventa realtà, non riesco a credere a quanto è accaduto, specie con tutti i momenti brutti che ho vissuto. 

Ringrazio il mio team con cui sto lavorando da tempo. Ultimo, ma non per importanza ringrazio di nuovo il pubblico e ci vedremo domani”.

“Sto lavorando duramente per il mio team, per tutte quelle persone che mi hanno supportato nel corso della mia carriera.

I miei coach sono sempre stati con me, nel bene e nel male. Sarebbe il giusto riconoscimento anche per loro che hanno contribuito al mio rilancio“.

Non mi sveglio pensando di essere il migliore giocatore del mondo, non mi sento a mio agio in questo e non è nemmeno vero.

Sto ancora giocando e non sapremo mai chi verrà dopo di me. I tempi sono cambiati molto, gli Slam sono molto più importanti di prima. Anni fa a Natale molti non andavano a giocare gli Australian Open”.

“Rio 2016 era un obiettivo per me. Se fino ad allora starò ancora giocando, fantastico.

Ma non devo per forza giocare un’altra Olimpiade prima del ritiro. È troppo lontano e non so cosa accadrà fino ad allora. Sarebbe bello ma non posso dirlo per certo”.

Ho pensato alla classifica dopo che l’Australian Open è finitoNon mi aspettavo di ripetermi a Melbourne e non avendo vinto le ATP Finals, non avrei mai pensato di poter avere un’altra chance (per il numero uno, ndr)“.

“Ho giocato gli Australian Open non pensando alla classifica, ma sapevo di avere flessibilità nel mio calendario a febbraio. Potevo scegliere tra Rotterdam e Dubai.

Mi piacciono entrambi i tornei ma ho scelto Rotterdam perché amo giocare indoor. Sono qui per dare il massimo.

Avere la possibilità di tornare numero uno è una motivazione molto forte che mi dà entusiasmo”.


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