LUTHI: “HO SEGUITO L’ISTINTO E SONO VOLATO A ROTTERDAM PER ROGER”

Lo storico coach del neo numero uno al mondo, vale a dire Severin Luthi, confessa i retroscena dietro alla sua decisione di volare a Rotterdam
mercoledì, 21 Febbraio 2018

Tennis. Tra i segreti del successo di Roger Federer nel corso di questi anni figura senz’altro il nome di Severin Luthi, capitano di Coppa Davis della Svizzera ma anche coach storico del fuoriclasse elvetico che non manca mai di ringraziarlo.

Intervistato dal quotidiano svizzero Blick, “Severin ha parlato della sua scelta di volare a Rotterdam nel giorno in cui il 20 volte trionfatore Slam ha acquisito la matematica certezza di tornare al numero uno del ranking mondiale.

“Normalmente, Roger non ha problemi a stare da solo in queste situazioni. Ma questo non era un match come gli altri,era un’occasione speciale.

Così ho seguito il mio istinto, ho pensato che fosse meglio non dirgli nulla, e assieme a mia moglie siamo volati a Rotterdam per assistere al match dei quarti di finale contro Haase”. 

“No, o almeno non credo. A meno che lui facesse finta di non saperlo. Avevo chiesto all’organizzazione del torneo di non rivelare nulla, e di non darci i posti in prima fila; altrimenti, ogni telecamera mi avrebbe inquadrato, e Roger avrebbe potuto vedermi”.

“Era un momento speciale, ho sentito che dovevo essere lì, per lui ma anche per me stesso. Anche molti miei amici mi avevano detto che sarei dovuto essere lì con lui.

Ho sperato tanto che vincesse, in modo che così potesse festeggiare insieme a qualche amico.

Ma anche qualora avesse perso, almeno sarebbe stato felice di avere qualche faccia amica accanto, e forse sarebbe stato un po’ meno deluso”.

“Ho sempre creduto che potesse vincere tornei prestigiosi e raggiungere grandi traguardi, ma per essere numero uno devi vincere tanto e con continuità, e questo diventa sempre più arduo con l’avanzare dell’età.

Ecco perchè non avevamo in programma il raggiungimento del n.1 del mondo, non lo avevamo mai pianificato negli ultimi anni. Avevamo visto una chance la scorsa estate, ma poi Roger ha avuto l’infortunio alla schiena.

Ad ogni modo, credo che, per chi ha trascorso così tante settimane al top del ranking, il rincorrere continuamente il n.1 non sia più così importante a un certo punto. Ma Roger ce l’ha fatta comunque, ed è incredibile!”.

“A Roger è sempre piaciuto essere nelle prime posizioni, perchè ti da tanta carica e motivazione extra.

Ma non è stato per niente qualcosa di pilotato dai media. E ha cercato di non pensare troppo alle previsioni degli esperti o ai titoli dei giornali, quello può essere un grave errore.

I suoi incontri non sono stati facili nè dall’esito scontato, e questo dimostra a tutti che bisogna stare attenti nel fare facili previsioni, perchè non si può mai sapere cosa succederà in campo”.

 


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