EDBERG CONSIGLIA FEDERER: “SAREBBE SAGGIO NON GIOCARE SULLA TERRA”

Lo svedese Edberg appare convinto che la terra battuta potrebbe distogliere Roger dai reali obiettivi della sua stagione, come Wimbledon e US Open
lunedì, 5 Marzo 2018

Tennis. Dietro il recente successo di Roger Federer spicca certamente il nome di Stefan Edberg, anche se l’ex campione tedesco non siede più ora sulla panchina dell’attuale numero uno al mondo. La loro collaborazione ha però rappresentato il punto di svolta per l’elvetico dopo un paio di annate abbastanza complicate.

“Mi chiese se volevo dargli una mano – ha raccontato Edberg durante una bella intervista con Rediff – io presi un po’ di tempo perché sarebbe stato un cambiamento notevole nella mia vita, con i viaggi e tutto il resto. Allora decisi di fare una settimana con lui a Dubai e da lì la scelta di fare un anno alla volta”.

“Osservandolo, ho individuato aspetti del suo tennis che avrebbe dovuto cambiare. Forse aveva bisogno di qualcuno che era stato numero 1 e che lo spingesse a effettuare le modifiche di cui aveva bisogno.

Io ho sentito che doveva fare qualcosa di diverso, giocare più offensivo e colpire la palla in anticipo. Il cambiamento, più grande, tuttavia, è stata la decisione di passare a una nuova racchetta.

È passato da un telaio piccolo a uno più grande e moderno. Credo che la combinazione dei due elementi abbia fatto la differenza”.

“Forse uno lo avrebbe meritato, magari Wimbledon 2014, quando ha perso in cinque set contro Djokovic. Ma in quel momento il serbo giocava alla grande”.

 “La gente ama vederlo giocare, ma credo che debba lasciar perdere la terra. Deve prendersi un buon numero di paure per recuperare e avere la giusta fame nei grandi tornei che può vincere.

Non giocare sulla terra battuta sarebbe molto saggio: non credo che a Parigi abbia grandi chance di vincere. Potrebbe lasciar perdere e puntare a Wimbledon e Us Open. L’anno scorso è stata la scelta giusta, potrebbe essere così anche quest’anno”.

“Nole tornerà e andrà valutata la sua condizione fisica. Se sta bene è sempre una grande minaccia. In quel caso, credo che tornerà a vincere.

Ho più dubbi su Murray perché l’infortunio all’anca è qualcosa di serio. Lui ha sempre dimostrato di essere competitivo, ma per adesso è un grande punto di domanda”.

“È stata speciale perché siamo cresciuti insieme, sin dai tornei giovanili, poi abbiamo giocato tre finali a Wimbledon. Curiosamente, ci siamo affrontati soltanto quattro volte nei tornei del Grande Slam”.

“Ho alcune società finanziarie , proprietà commerciali e affitti. Non avevo una laurea in finanza, ma sono stato fortunato. Ho investito saggiamente i miei guadagni e ho protetto il denaro, pensando alla famiglia e al futuro”.


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