DJOKOVIC STECCA ALLA PRIMA: RIVEDREMO MAI IL VERO NOLE?

Le impressioni fornite dal serbo Djokovic durante il suo rientro a Indian Wells hanno testimonia una condizione ancora ben lontana da quella ottimale
martedì, 13 Marzo 2018

Tennis. Ancora lontano dalla migliore condizione Novak Djokovic, almeno per quanto ammirato sul rovente cemento di Indian Wells, dove una versione piuttosto opaca del campione serbo è uscita di scena per mano del non irresistibile giapponese Taro Daniel. Di certo, la strada verso il pieno recupero si preannuncia assai tortuosa.

“Voglio congratularmi con il mio avversario, ha mostrato un grande spirito in campo. Per quanto riguarda me ho sentito questo primo match come se fosse il primo che ho giocato nel circuito, molto strano.

Ho completamente perso il ritmo. Sono grato di essere tornato in campo molto velocemente dopo lo stop, ma allo stesso tempo non ho ancora sensazioni positive su tutto”.

“Si si ne ho parlato un po’, Troicki è passato per infortuni e la sospensione ITF che l’hanno tenuto fuori 18 mesi.

Ho passato attraverso quello che ha passato lui e ora capisco anche come è stato mentalmente. Devo prendere tempo, è la prima volta per me che mi confronto con una situazione del genere”.

“Beh l’allenamento è differente ovviamente dal match ufficiale, soprattutto mentalmente. Non ho giocato bene come fatto in allenamento. Sono felice di aver gestito il rientro così velocemente dopo l’intervento e di essere già tornato in campo”.

“Non realmente, ma ovviamente ho giocato solo un paio di match in nove mesi. Anche se non senti dolore ci pensi, perché è qualcosa che ti ha accompagnato per due anni”.

Sono stato molto sorpreso nel leggere di un mio possibile coinvolgimento al fianco del fondo Kosmos per la riforma di cui tutti parlano. Devo smentire categoricamente ogni cosa: né personalmente, né tramite alcun mio collaboratore ho interessi economici e gestionali in questo progetto.

Perché il mio nome vi è stato accostato? Non saprei con certezza, ma posso ipotizzare che le motivazioni abbiano a che fare con il rapporto di profonda stima e amicizia che lega me e Gerard Piqué.

Il fatto che io sia anche il presidente dell’associazione giocatori ha spinto le dicerie in quella direzione. Ma io parlo con tutti, ascolto ogni proposta, fa parte del mio ruolo: il prossimo “raduno” è previsto a Indian Wells, e all’ordine del giorno ci sarà la Coppa Davis, com’è naturale“.

La riforma di cui sento parlare rappresenta una fantastica notizia. Amo rappresentare il mio paese e sono sempre andato a giocare la Davis quando mi è stato possibile, spesso dopo aver disputato la finale di un torneo dello Slam, ma varie volte mi sono chiesto se un calendario così com’è fosse ragionevole.

La formula andava rivista, è sotto gli occhi di tutti: se i grandi giocatori partecipano sempre meno volentieri significa che c’è qualcosa che non va”.


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