DJOKOVIC CI PENSA: RITORNO DI FIAMMA CON MARIAN VAJDA?

Il campione serbo Novak Djokovic sembra voler recuperare alcune certezza in vista della stagione sulla terra battuta che inizia a Montecarlo
lunedì, 9 Aprile 2018

Tennis. Nel momento probabilmente peggiore della sua gloriosa carriera, l’ex numero uno al mondo Novak Djokovic opta per un ritorno alle origini. Secondo quanto riportano i media serbi, il fuoriclasse belgradese si è allenato questa settimana a Marbella sotto la consulenza del suo ex coach Marian Vajda.

Dopo il torneo di Miami Novak Djokovic e il suo coach Radek Stepanek hanno deciso di terminare la loro collaborazione.

I rapporti privati con Stepanek rimangono ottimi, e Novak ha apprezzato lavoro svolto e il fatto di aver potuto imparare da lui; gli rimarrà grato e riconoscente per tutto il sostegno che ha ricevuto da Radek nel recente periodo.

Novak è concentrato sull’obiettivo di tornare forte dopo un lungo periodo di stop per infortunio che ha inficiato la sua fiducia e il suo gioco, e cerca con passione di trovare nuove e diverse strade per ritornare a vincere.

Djokovic beneficerà di una breve vacanza con la famiglia prima di iniziare la preparazione in vista della stagione su terra battuta. Anche la collaborazione tra Novak e Andre Agassi si è conclusa“.

 “Penso di avere il diritto a commentare la situazione – ha dichiarato Obradovic – poiché conosco Novak da molti anni, e so di cosa ha bisogno.Questa collaborazione non mi è mai piaciuta, sin dall’inizio. Il loro accordo non andava bene: Agassi sarebbe stato presente solo ai grandi tornei. Non è abbastanza”.

 “Non so se potrà creare un’atmosfera così positiva trovando persone simili a loro, o magari richiamando le stesse”.

“Lo apprezzo molto, mette il cuore in ogni cosa che fa, per lui voglio solo il meglio. Ha il mio pieno sostegno e sarò disponibile se avesse bisogno di me”.

“Io mi sono opposto a questa collaborazione sin dall’inizio, perché Agassi non ha fatto niente per Novak.

Anzi, penso che sia stato Djokovic a rendere Agassi un coach. Non avendo mai fatto l’allenatore, non aveva l’esperienza necessaria per dargli una mano.

Nole gioca da fondocampo meglio di quanto faceva Agassi, è superiore anche nella risposta al servizio… Agassi come avrebbe potuto aiutarlo?”.

 “Ho cercato di aiutare Novak con le migliori intenzioni, ma ci siamo trovati spesso in disaccordo l’uno cono l’altro. Gli auguro il meglio per il prosieguo della carriera”.

“A Miami ho giocato bene i primi sei giochi, poi ho finito il gas… Il mio avversario ha servito bene e poteva sempre cominciare gli scambi spingendo i colpi. La partita è scivolata via molto in fretta.

Avevo deciso di venire a Indian Wells e Miami per vedere il mio livello e avere due tornei nelle gambe prima della stagione su terra battuta. Ma, alla prova dei fatti, chiaramente non sono pronto. 

Non sarei venuto qui se non ci provassi, a vincere. Intendo dire che nessuno mi sta costringendo con una frusta a scendere in campo. Ho la libertà di scegliere se giocare o meno”.


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