ATP HOUSTON: DERBY AMERICANO TRA JOHNSON E SANDGREN IN FINALE

Saranno due esponenti a stelle e strisce a contendersi il titolo sulla terra battuta dell'ATP di Houston, frutto di tantissime sorprese durante la settimana

Tennis. Saranno Tennys Sandgren e Steve Johnson a contendersi il titolo del prestigioso ATP di Houston, una finale a sorpresa che garantirà al pubblico di casa la possibilità di veder trionfare un proprio beniamino dopo le ultime edizioni un pochino deludenti.

“Da ragazzo ero timido. E alto, troppo per gli altri. Mi sono sentito diverso. Solo”.

“Una volta mi sono ritrovato in Italia per sbaglio. Per giocare i primi tornei viaggiavo di notte e in quel caso non mi sono svegliato alla fermata giusta.

Un’altra volta, in Francia, ho dovuto dormire in un bagno pubblico. Il bello è che ho vinto ma, seppur superstizioso, non ho voluto riprovare”.

“Mi svegliai con un braccio insensibile e non riuscivo a parlare. Mia moglie chiamò il 911 ma nel frattempo peggioravo. Cominciai a vomitare e mi salì un mal di testa insopportabile, che sarebbe durato dieci giorni. Sono stato fortunato; per questo vedo meglio le cose”.

Si tratta di una condanna a morte per la Coppa Davis. Non hanno fatto altro che prendere l’idea dell’ATP di fare un campionato del mondo di tennis, perché è esattamente quello che diverrebbe dopo la riforma.

Durerebbe una settimana con molte squadre e tanti soldi da fare e da dare come montepremi. Ecco perché vogliono farlo!“.

 “Non credo potranno chiamarla ancora Coppa Davis. Quando tu non giochi a casa o nella nazione contro cui giochi, non è più coppa Davis.
 Credo che chiunque abbia già vissuto dal vivo una sfida di questa manifestazione sappia che dopo sarà differente, che non ci sarà più la stessa atmosfera. Credo sia davvero una pessima idea“.

Quello che nessuno vuole capire è che se i grandi campioni non giocano sempre la Coppa Davis, il motivo non è dovuto al suo formato attuale o alla sua sistemazione nel calendario. 

La vera ragione è l’eccessivo numero di tornei di cui è pieno la stagione ATP, i cui meccanismi costringono i giocatori a giocarne troppi“.

“Immaginate la situazione: giocano Belgio e Canada, diciamo a Singapore. A chi interesserebbe? Ucciderebbero l’atmosfera della manifestazione, perché non ci sarebbero i tifosi di casa come adesso.

È un dato di fatto che qualcosa può e deve cambiare, ma stipare l’intera Coppa Davis in sette giorni… non so se i soldi possono veramente comprare tutto”.

Ho parlato con diversi colleghi, la maggioranza è per lasciare la formula attuale giocando al meglio dei tre set.

Invece in questo modo si uccide una manifestazione che ha un’atmosfera straordinariamente bella. Sono sicuro che molti la pensano come me.

Pensate se passasse l’idea di non giocare più la Champions League e di fare invece una esibizione in cui si guadagna di più“.


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