ATP MONTECARLO: FOGNINI/BOLELLI SI ARRENDONO AI GEMELLI BRYAN

Termina anche la residua rappresentanza di colori nostrani sulla terra battuta dell’ATP di Montecarlo, dove il doppio azzurro si è arreso al tiebreak decisivo

Tennis. Si spegne sul più bello il sogno di Simone Bolelli e Fabio Fognini impegnati nel torneo di doppio all’interno della meravigliosa cornice dell’ATP di Montecarlo. Il duo azzurro si è infatti dovuto arrendere ai leggendari gemelli Bryan con il punteggio di 4-6 6-3 10-7.

“L’unica cosa che voglio è tornare ad avere è fiducia e ritmo. Ho giocato appena quattro match in nove mesi. Quindi spero di giocare senza dolore nei tornei ATP”.

“In Australia ho avuto dolore ogni giorno, poi ho subito un’operazione (al gomito destro) ed è passato ancora poco tempo ma sono riuscito a recuperare molto bene e mi auguro di cominciare il torneo più in salute possibile. Ovviamente le aspettative sono diverse.

Non arrivo qui come lo scorso anno o due anni fa, ora è diverso non solo per la classifica ma perché non ho giocato partite. Gli obiettivi sono un po’ diversi, ma cercherò di fare del mio meglio”.

Non puoi giocare senza dolore quando sei un atleta professionista. Il dolore è stato con me per più di due anni per via del gomito, ma spero di poter sentire qui cosa significa non avere dolore e godermi il tempo che passo in campo”.

Sono stato molto sorpreso nel leggere di un mio possibile coinvolgimento al fianco del fondo Kosmos per la riforma di cui tutti parlano. 

Devo smentire categoricamente ogni cosa: né personalmente, né tramite alcun mio collaboratore ho interessi economici e gestionali in questo progetto.

Perché il mio nome vi è stato accostato? Non saprei con certezza, ma posso ipotizzare che le motivazioni abbiano a che fare con il rapporto di profonda stima e amicizia che lega me e Gerard Piqué.

Il fatto che io sia anche il presidente dell’associazione giocatori ha spinto le dicerie in quella direzione. Ma io parlo con tutti, ascolto ogni proposta, fa parte del mio ruolo: il prossimo “raduno” è previsto all’ATP di Indian Wells, e all’ordine del giorno ci sarà la Coppa Davis, com’è naturale“.

La riforma di cui sento parlare rappresenta una fantastica notizia. Amo rappresentare il mio paese e sono sempre andato a giocare la Davis quando mi è stato possibile, spesso dopo aver disputato la finale di un torneo dello Slam, ma varie volte mi sono chiesto se un calendario così com’è fosse ragionevole.

La formula andava rivista, è sotto gli occhi di tutti: se i grandi giocatori partecipano sempre meno volentieri significa che c’è qualcosa che non va negli ATP“.

Il tennis è uno sport che sa essere molto prudente e so che molte nazioni sono contrarie ai cambiamenti in fase di valutazione; sono anche cosciente del fatto che il nostro sport ha radici e tradizioni profonde che rispettiamo immensamente, ma abbiamo bisogno di innovazione, di miglioramenti.

Guardate il calcio, il basket, il golf: tutti si sono sottoposti a un necessario restyling a un certo punto, traendone solo vantaggiL’eredità in nostro possesso è un tesoro di valore inestimabile, ma dobbiamo far si che la storia si adegui ai tempi correnti”. 


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