FOGNINI: “SUL CENTRALE HO LASCIATO TUTTO ME STESSO”

"Contro Nadal ce l'ho messa tutta, esco dal torneo soddisfatto". Fabio Fognini, arrivato a Roma senza aspettative, riparte in direzione Parigi con ottime sensazioni. Non senza prima tirare qualche frecciatina agli organizzatori...
venerdì, 18 Maggio 2018

Tennis – Fabio è sorridente entrando in sala conferenze stampa. Lo spettacolo che ha offerto in campo è stato infatti di livello, e non ha di certo sfigurato davanti al “divino” Nadal e al pubblico romano. Soprattutto nel primo set, ha ubriacato entrambi con servizi sparati all’angolo, fucilate da fondocampo tirate sulle righe, traiettorie disegnate col compasso che sembravano al limite del possibile. Il risultato finale 4/6 6/1 6/2 non gli ha dato ragione, però. Il tennis indubbiamente ce l’ha, ma la testa del campione vero, quella appartiene solo a “Rafa”.

Fabio, Rafael ha detto che nel primo set tu l’hai obbligato ad alzare il livello della competizione perché stavi dominando.
“Buono, mi fa piacere. In effetti penso di averlo portato al limite. Poi, detto da lui, non temo smentite. Ho perso, certo, ma sono comunque sereno perché su quel campo ho lasciato tutto me stesso”.

Hai qualcosa da recriminare sul campo o sulla programmazione?
“In effeti oggi si scivolava abbastanza sulla superficie del Centrale. La programmazione invece la commento in separata sede, se volete che dica realmente ciò che penso. Ho imparato che è meglio non discutere. In grandi linee diciamo che questo non era un incontro da proporre a mezzogiorno. Mi sono svegliato molto presto per essere pronto, meno male che il mio piccolo Federico non ha dormito con me…. Commento assolutamente negativo”.

Hai pensato di poterlo battere di nuovo, dopo averlo già fatto in passato?
Con Nadal parte da sfavorito pure Federer, e quindi ci posso partire anche io! Sì, certo, ci ho creduto, ma l’incontro è girato al meglio per lui quando mi sono lasciato sfuggire l’opportunitaà di breakarlo nel primo gioco del primo set. Sul 30 pari ho sbagliato un rovescio incrociato per la troppa fretta e mi sono tagliato le gambe da solo. Lì ho avvertito tutta la pressione e ho ceduto un po’ anche mentalmente.

Fabio, abbiamo visto che hai riaccusato il dolore alla gamba.
Sulla terra è una costante, ma non è stato determinante ai fini del risultato.

Il tuo tennis al volo non è stato in grado di supportare i tuoi magnifici colpi da fondo. Come mai tanti errori?
E’ colpa degli accordatori. Non hanno fatto un buon lavoro.

Sull’1 a 0 per te al terzo set il pubblico ha intonato in coro “Fabio, Fabio”, e tu hai perso 12 punti di fila! Ti ha disturbato?
No assolutamente.


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