QUALI ROLAND GARROS: GIANNESSI PASSA IL TURNO, SALUTA CARUSO

Lo spezzino approda al secondo turno nel tabellone cadetto del Roland Garros, mentre il nativo di Avola cede il passo già al debutto
martedì, 22 Maggio 2018

Tennis. Buona la prima per Alessandro Giannessi nelle qualificazioni all’edizione 2018 del Roland Garros, dove lo spezzino spera di cogliere finalmente un buon risultato a livello Slam. Esce di scena invece il connazionale Salvatore Caruso, autore di una prestazione abbastanza discontinua sotto il profilo del rendimento.

“Non molto, a dire il vero. Sono semplicemente più occupata. Dico occupata perché sono passata dal non giocare a tennis per 11 mesi fino a vincere lo Us Open.

Credo che tutti sappiano quali conseguenze ci sono dopo la vittoria in uno Slam, ma per un americano che vince lo Us Open è ancora di più. Ho cercato di sfruttare tutte le occasioni, e questo ha un po’ riempito la mia vita”.

“Non dico che fosse un problema, però andare in Cina subito dopo non è sempre qualcosa di divertente. Adesso sto ritrovando la voglia di giocare a tennis al Roland Garros. 

Non vedo l’ora che arrivi la stagione sulla terra battuta, è da parecchio che non ci gioco e spero di raccogliere qualche buon risultato”.

“Non penso di giocare oltre i 30 anni, ma ammetto che sto tenendo d’occhio il rientro di Serena Williams dopo il parto al Roland Garros”.

“Se va tutto bene, nei prossimi 5 anni spero di vincere altri tornei e, spero, fare altre belle cose sia dentro che fuori dal campo. Questo non definisce che la mia carriera stia per finire”.

“Non giocherò assolutamente così a lungo a livello WTA. Sicuramente no. Vedremo. Serena ha avuto un figlio, e anche a me piacerebbe vivere un’esperienza del genere.

Se lei vincerà un altro paio di Slam dopo il rientro ci penserò, ma mi limiterò a valutarlo in base a quello che fa lei, poi vedremo negli ATP”.

“Quando fui operata non pensai che sarebbe mai potuto capitare. Non pensavo neppure di arrivare vicino alla 100esima posizione. Avevo idee sbagliate. Pensavo alla mia classifica protetta e a come usarla nei tornei dello Slam (Roland Garros).

Una volta che mi sono liberata psicologicamente e mi sono lasciata andare senza farmi troppi problemi ho iniziato a giocare libera e a correre e gareggiare per vincere partita dopo partita.

Non ho parole per descrivere come sono giunta fin qui. Se lo raccontassi a qualcuno mi prenderebbe per pazza. Sono così felice”.

“Quando nella tua biografia puoi mettere “campionessa dello US Open” le cose cambiano. Per chiunque a livello ATP.

Perciò non so se sono già arrivata, se sto arrivando, se arriverò. So solo che sono la campionessa. Qualunque cosa significhi per voi”.

“È orgoglioso è felice per me. È stata dura giungere sino a qua. Il mio team ha dovuto attraversare tante traversie prima di arrivare a questo traguardo. Tipo l’operazione al piede. È stato un lungo viaggio e questo un grande momento per ognuno di noi”.


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