24 PER BARBORA

La Zahlavova-Strycova compie gli anni in un periodo che sta vedendo risalire le sue quotazioni: ma quanto sono lontani i trionfi da juniores?
sabato, 27 Marzo 2010

Milano, 28 Marzo 2010 – E’ una presenza frequente del circuito maggiore di questo decennio, sebbene compia oggi soltanto 24 anni: la ceca Barbora Zahlavova-Strycova difficilmente sarà a Roma sul finire del mese di aprile per cercare di strappare alla nazionale italiana la qualificazione alla finale 2010 di Fed Cup, pur essendosi proposta in questi ultimi mesi come un’ottima interprete del doppio. E pensare che Barbora, da junior, sembrava una tennista destinata a  mutare gli scenari del circuito internazionale, tante erano le belle parole che si spendevano sul suo conto. Ironia della sorte, uno dei motivi per cui ci è rimasta impressa è che qualcosa in effetti l’ha davvero cambiato, ma si tratta del cognome, modificato “in corsa” a causa della liaison – che la unisce, non solo professionalmente, ad un suo collega, ora suo coach – nel frattempo diventata ufficiale a tutti gli effetti. Lui è Jakub Herm-Zahlava, entrato anche tra i primi 200 giocatori al mondo nell’anno 2003, che, nonostante la nazionalità tedesca, proprio della Cechia è orignario, oltre ad essere, per la serie “come è piccolo il mondo del tennis”, cugino di primo grado di un’altra professionista, Sandra Zahlavova. E qualche problema quest’omonimia l’ha creata, un motivo in più per continuare a indicare la protagonista di questo articolo come Strycova – figlia di Ilona e Jindrich Stryc – cognome col quale, come già si è avuto modo di riferire, si era conquistata uno spazio considerevole delle cronache tennistiche, essendo state una delle migliori nelle manifestazioni under 18.

Carriera juniores. Anzi la migliore, la numero 1 per un certo periodo della graduatoria di singolo, ma anche di quella di doppio, con un ruolino che per lei sarà davvero piacevole sciorinare. Due Australian Open conquistati (2002-2003) contro le top russe Sharapova e Kirilenko, un Bonfiglio, una finale agli Us Open e tanti altri piazzamenti: la Strycova appariva come una predestinata e dava così ragione al suo fiuto, che, da piccola, tra il tennis e il pattinaggio artistico, le fece scegliere il primo. Anche perchè, come sottolinea lei stessa, nel secondo ci sono inconvenienti spiacevoli, come le cadute, che il tennis, quantomeno, ti risparmia. E così, ulteriormente motivata dai genitori che la portavano con loro al club quando invece a giocare, e con maggiore volontà, era la sorella Ivona, Barbora ha dato il là alla sua carriera che fino al passaggio al professionismo è sempre stata all’insegna del successo.

La dura vita di una pro ceca. L’approdo nel circuito Wta ha invece fatto assaporare il lato più amaro della vita della tennista a Barbora, la quale, pur a segno alla sua seconda competizione assoluta – il 25.000$ di Edinburgo – ha dovuto fare presto fare i conti con la realtà che non le ha regalato nulla di più di un ruolo da comprimaria. E se le prime stagioni, fino al 2004, facevano comunque segnare un progresso costante, ben rappresentato da quello che risulta tutt’ora essere il suo best ranking di 55esima giocatrice al mondo, la Strycova capì presto che per salire ulteriormente nelle gerarchie del tennis mondiale c’era bisogno di qualcosa che il suo tennis non possedeva. Giunse così una crisi che per ben tre stagioni consecutive le ha fatto chiudere l’annata ben distante in classifica dalle top-100. Rientrataci ora a pieno merito, la Strycova non ha dato prova di ulteriori miglioramenti e l’esperienza, in questo caso, non ha fatto il suo corso a tal punto da permetterglielo. In 5 anni è così tornata allo stesso livello cui era giunta prima del periodo nero, compiendo probabilmente il suo destino: ce la farà a crearsi un futuro diverso? Forse, anche se attraverso una strada alternativa.

Exploit in doppio. Abbiamo fatto cenno precedentemente come nel suo glorioso cammino nel mondo juniores, la Strycova avesse ricoperto anche il ruolo di leader della graduatoria di doppio, disciplina che non ha mai smesso di praticare con risultati da sempre leggermente migliori rispetto a quelli colti nelle competizioni di singolare. In questi ultimi mesi la forbice delle prestazioni tra le due specialità si è considerevolmente allargata per merito dei successi che Barbora ha saputo ottenere nel circuito di doppio, dove ha fatto incetta di titoli. Da metà settembre sono stati cinque gli allori aggiunti ad un palmares che già ne comprendeva tre – sempre e solo in doppio, almeno nel Wta – a partire da Quebec City, proseguendo per Lussemburgo, Parigi, Acapulco e infine Monterrey: in tre occasioni la sua compagna è stata la connazionale Iveta Benesova, con cui sta formando un team molto affiattato che ha permeso ad entrambe di entrare nelle top-30 di categoria. Barbora ha così raggiunto la 26esima posizione nel ranking mondiale – due posti avanti ad Iveta – risultando la numero 2 del suo Paese, dietro al monumento Kveta Peschke, la cui presenza al momento le preclude la convocazione nel team di Fed Cup, dalla cui rosa la Strycova è esclusa da ormai tre anni. Nel giro di qualche match, di questo passo, tornerà a farne parte, perché come tutte le persone abituate a vincere, la Strycova ha trovato un modo per non farsi mancare i successi di cui la sua carriera sembrava dovesse essere costellata.


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