MURRAY, UNA PROGRAMMAZIONE RIDOTTA PER SALVARE LA CARRIERA

L’ex numero uno al mondo Andy Murray proverà a giocare meno tornei l’anno prossimo al fine di preservare il suo fisico

Tennis. Mai come questa volta la carriera di Andy Murray è vicinissima ad un bivio, se si considerano le difficoltà incontrate quest’anno dal fuoriclasse britannico reduce dall’operazione all’anca dello scorso anno. L’ex numero uno al mondo ha deciso di concludere già a Shenzhen la sua stagione, rinunciando così a Pechino e agli appuntamenti sul veloce indoor europeo.

Con l’intento di preservare il suo fisico ancora per qualche stagione, il tre volte campione Slam ha avanzato l’ipotesi di una programmazione ridotta nel 2019, sullo stile del grande rivale Roger Federer. Naturalmente molto dipenderà dai risultati che Murray riuscirà ad ottenere nei tornei a cui partecipa, rimarcando come un buon ranking sarà fondamentale per permettergli di evitare scogli durissimi fin dai primi round.

“Ciò che conta è il numero di partite che vinci. Se imposti una programmazione ridotta, con soli 10-11 tornei, ma vinci solo 10 partite, è ovvio che giocare soltanto 20 match non è abbastanza. L’ideale sarebbe avere un programma leggero e vincere più partite possibili. Quando torni da un lungo stop, la classifica è peggiorata e non sei testa di serie, è difficile risalire in fretta” – ha infatti ammesso Murray.

“Se vincerò molte partite, di sicuro ridurrò il numero complessivo di tornei che sono solito giocare. Mi spiego: nel 2016 ho avuto la mia miglior stagione, con 15-16 tornei: non sono molti, ma se vinci tante partite puoi arrivare a giocarne un’ottantina.

Per questo proverò a ridurre il numero di partite piuttosto che preoccuparmi di partecipare a più tornei possibili. Se vinco un titolo, posso sempre saltare la settimana successiva, cosa che in passato non facevo mai”.

 


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