42 ANNI PER PETE SAMPRAS, IL MITO CHE HA PRECEDUTO IL MITO

TENNIS- Il 12 agosto compie gli anni Pete Sampras, probabilmente il più forte tennista del vecchio millennio. Ripercorriamo alcune delle sue gesta e divertiamoci ad affiancarlo agli altri big all times.
lunedì, 12 Agosto 2013

Tennis. Cosa si può scrivere di nuovo e di interessante su un personaggio come Pete Sampras, un tennista che ha dominato in lungo e in largo il suo sport negli anni novanta, che è stato celebrato in tutta la sua grandezza dalle riviste specializzate di tutto il mondo? Forse nulla, ma è doveroso comunque parlarne, almeno una volta l’anno, almeno nel giorno del suo compleanno. Certamente il tennista americano deve molto al tennis, che gli ha dato fama, ricchezza e ammirazione, lui che sarebbe stato, altrimenti, un normale ragazzo della borghesia statunitense, non particolarmente dotato di personalità e carisma come altri campioni. Ma è stato anche lui a dare molto al tennis con la sua dedizione totale: negli oltre 10 anni di carriera a livelli stratosferici non ha mai dato segnali di cedimenti o debolezze, mai tentazioni extra-sportive, mai storie sentimentali o di gossip sopra le righe, mai coinvolto in situazioni polemiche o comportamenti reprensibili.

Ovviamente, questa sua perfezione un po’ impersonale costituisce anche il limite di un personaggio che personaggio veramente non è mai stato e non è mai andato al di là del suo ruolo di tennista esemplare; se è vero che il pubblico, soprattutto giovanile, ha bisogno di idoli per i quali entusiasmarsi, non troverà certo in Pete Sampras il suo riscontro ideale! Ma tant’è a Pistol Pete (questo uno dei suoi soprannomi) va bene così, lo ha dichiarato più volte e in più occasioni, lui ha sempre fatto parlare la sua racchetta e, a suon di record e risultati alla fine si è guadagnato la stima di tutti, colleghi, giornalisti e appassionati.

E a forza di vincere è arrivato a totalizzare 14 vittorie Slam, più di chiunque altro nel passato,  si é cominciato a parlare di lui come del più forte di tutti i tempi. Un gioco sempre affascinante, quello di tentare di eleggere il miglior tennista di sempre, che non può avere un nome certo ed univoco, perché troppe sono le variabili che andrebbero prese in considerazione. Volendo continuare il giochino di buttare giù dalla torre un mito a favore di un altro, possiamo provare ad affermare, sia pure in un mare di insidie e di contraddizioni, che Pete Sampras ha scacciato dal trono gente del calibro di Bjorn Borg o Rod Laver (e non ne cito altri per non addentrarmi in un labirinto).

Ma il destino gli ha riservato un’amara sorpresa: un alter ego nato esattamente 10 anni dopo di lui che, a 10 anni di distanza ha cominciato a ripercorrerne tutte le imprese con similitudini a volte impressionanti fino ad eguagliare e superare, a poco a poco, inesorabilmente tutti i suoi record più significativi. Primo tra tutti quello di vittorie Slam, 17 a 14, e poi quello delle settimane passate al vertice della classifica ATP, 302 a 286, quello dei tornei Master Series, 21 a 11, dei master di fine anno, 6 a 5, quello di tornei ATP vinti, 77 a 64. Il tutto impreziosito da quel simbolico (e unico) match ufficiale a Wimbledon 2001, dove un diciannovenne semi-sconosciuto Roger Federer mise fine al regno di Pete Sampras che durava da 31 match consecutivi e gettò la maschera dimostrando al mondo di essere pronto ad abbattere il gigante.

E così anche Sweet Pete, appena accomodatosi sulla ipotetica poltrona di re dei re del tennis, ne è stato spodestato in un decennio in cui Roger Federer ne ha ricalcato le gesta andandolo ad affiancare e, spesso, a superare in tutti quei record che aveva appena finito di fissare e che sperava di poter contemplare a lungo dall’alto negli anni della dorata pensione. Persino nell’unico taboo delle due carriere sostanzialmente perfette i due si sono confrontati da vicino e Pete Sampras ne è uscito sconfitto: 0-1 il computo dei Roland Garros vinti, il torneo stregato per entrambi che per l’americano resterà sempre un rimpianto mentre allo svizzero la sorte ha concesso un’unica, insperata possibilità che ha prontamente colto. E’ doveroso, però, sottolineare che, dove termina il divertente gioco dei parallelismi, bisognerebbe ricordare anche le tante diversità fra i due campioni, sulle quali non mi soffermo per esigenze di sintesi.

Ma il tempo corre veloce, si sa, gli idoli bruciano in fretta ed anche Roger Federer è tutt’ora in pericolo. Chi può esser certo che altri due campioni di precocità ancora all’apice della loro carriera come Nadal e Djokovic non saranno in grado di alzare ulteriormente l’asticella delle vittorie? Difficile, ma non impossibile. La storia ce lo dirà.

Ma tornando a Pete Sampras, oggi, nel giorno del suo compleanno, siamo certi che il pensiero di queste sfide indirette non lo sfiora minimamente. E’ un quarantenne fortunato che si gode la vita con la tranquillità e la consapevolezza di aver avuto una carriera di successo, un successo che niente potrà mai scalfire. Con una bella famiglia e un cospicuo conto in banca, forse potrà avere, ogni tanto, un po’ di dolce nostalgia per quelle battaglie sul campo che gli hanno dato adrenalina e gloria, ma le sfide col passato e col futuro restano sempre e soltanto un gioco giornalistico.

 

 


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