A GSTAAD YOUZHNY E HAASE VOLANO IN FINALE

TENNIS - Dal nostro inviato a Gstaad - Il russo Mikhail Youzhny disputa una partita splendida contro il trentaduenne rumeno Victor Hanescu e vola per la prima volta in finale, dove incontrerà l'olandese Robin Haase, che ha battuto in tre lottati set Feliciano Lopez, complice un problema fisico per lo spagnolo. Haase: 'Roger Federer è in crisi, ma ritornerà presto ai suoi livelli'.
sabato, 27 Luglio 2013

Tennis. Gstaad (Svizzera) – Nella ‘Roy Emerson Arena’ di Gstaad il russo Mikhail Youzhny, n. 33 del mondo, si impone con un secco 6-3 6-3 su Victor Hanescu e conquista la sua prima finale nel torneo svizzero. Nonostante il punteggio, la partita a tratti è stata piuttosto combattuta, con il rumeno che ha tenuto testa per ampi tratti del match; ma è stato Youzhny che ha controllato l’incontro e ha entusiasmato il pubblico con il suo istrionismo e la sua classe cristallina, mettendo a segno diversi punti spettacolari a rete in punti dove ormai la maggior parte dei collaeghi non mette neppure più piede.

Una mattina assolata tra le imponenti montagne che circondano come un anello la più ampia vallata del Canton Berna. Con il loro passaggio le nubi coprono e scoprono il sole formando una strana intermittenza che modifica il rossastro del campo da gioco. Entra Mikhail Youzhny, che a simile volubilità è abituato da tempo; per anni è stato conosciuto anche per gli eccessi di rabbia, la rottura di racchette (anche in fronte, magari) e la sua partecipazione viscerale, quasi ostile a qualsiasi game del match. Ultimamente il russo, 31 anni, ha ritrovato un maggiore equilibrio che, dopo un periodo buio, sta ritrovando una discreta solidità, segnata quest’anno con gli ottavi a Wimbledon e al Roland Garros e la finale sull’erba di Halle, persa in tre set contro Federer. In questo torneo, dopo aver battuto Andujar e Monaco pare il favorito alla vittoria del titolo. Certo, il pur ottimo Victor Hanescu, che ieri aveva eliminato con brillantezza quel che restava dell’esecutore di Federer Daniel Brands.

Il russo inizia ad unire a una grande efficacia di servizio una classe veramente purissima e un tocco che solo alcuni primi della classe sanno avere. Youzhny credo abbia, nelle buone giornate, una capacità di controllo di palla attualmente forse superiore a qualsiasi altro giocatore, soprattutto nel rovescio a una mano, che sa direzionare dove vuole, coperto e in slice. Mikhail passa avanti 3 a zero e break. Hanescu però contrasta bene e approfitta del passaggio a vuoto del russo e recupera i break, risalendo 3-2 grazie a un clamoroso schiaffo al volo sbagliato della tds n. 6. Il russo inizia a biascicare le prime imprecazioni in lingua cirillica, suscitando l’ilarità del pubblico, ma ritrova la concentrazione e porta a casa il primo parziale per 6-3.

Nel secondo set Hanescu parte tenendo il servizio e aggiudicandosi una palla break, eliminata però dal provvidenziale servizio del russo, che si aggiudica il turno di battuta chiudendo con una meravigliosa démi-volèe che fa esplodere lo stadio. Youzhny, dopo aver strappato la battuta del rumeno, vola 4-2 e ottiene altre tre palle break, che però il rumeno annulla una per una con coraggio e determinazione. Il russo grida, scalpita, facendo presagire i segni di un ribaltamento; invece, Mikhail domina nel game successivo (con ben 3 aces e un dritto vincente) e strappa l’ultimo break che le regalerà la partita.

In finale ogni caso il pubblico di Gstaad tiferà per lui: l’unico rimasto ad avere un gioco simile, per eleganza e tecnica, all’amato Wawrinka – costretto al ritiro dopo una partita drammatica contro lo spagnolo – e all’idolatrato Federer, la vera grande perdita di un torneo che voleva nella sua vittoria l’inizio per una nuova rinascita professionale.

Nonostante questo, gli svizzeri hanno preso in molta simpatia l’olandese Robin Haase, 26 anni e n. 57 del mondo, che aveva fino a qui approfittato di un tabellone abbastanza agevole per fare l’exploit. Haase aveva superato il cadavere ambulante Janko Tipsarevic e il ‘randellatore’ spagnolo Marcel Granollers. In questa semifinale lo attendeva un iberico ben più talentuoso, un Feliciano Lopez in grande forma, il quale aveva eliminato la seconda stella di casa Stan Wawrinka in un pomeriggio che si era risolto con un triste ritiro dell’elvetico a metà del terzo parziale.

Robin ha un buon servizio, è molto agile nonostante il suo metro e novanta e a rete se la cava per nulla male, offrendoci molti scambi di grande intensità. Se nel primo è Lopez che pare tenere il controllo della partita, nel secondo set c’è un decisivo cambiamento di rotta e Haase sfrutta di un momento di confusione dell’iberico per chiudere addirittura 6-1. Il ‘cicciobello’ di Toledo, inizia a giocar male, a sparacchiare di qua e di là improbabili vincenti e a muoversi poco o nulla, non arrivando mai nella zona della rete per contrastare le volée o i dropshot avversari. Scopriremo che Feliciano ha un problema fisico, abbastanza debilitante visto il decorso della partita, tanto che, a inizio del terzo set, perde un servizio, che poi non riuscirà mai più a riacciuffare. Sul 5-4 e battuta Haase non trema e chiude a 15 il match che gli regala la sua prima finale di Gstaad.

“Sono molto contento di essere arrivato sin qui – confida ai giornalisti – credo di aver fatto una bella settimana e mi sento molto in fiducia su questa superficie. Certo con Youzhny sarò decisamente sfavoritoammette l’olandese residente in Belgio – ma ce la metterò tutta”.

Quando gli diciamo che il tabellone di Gstaad ha lasciato un varco a causa dell’eliminazione dei beniamini di casa Stan Wawrinka e Roger Federer, confessa: “Sì, è vero, succede a volte che si aprano ‘corridoi’, persino negli slam, ma è importante essere bravi ad approfittarne. Stan ha disputato una bellissima partita contro Feliciano, peccato non fosse al meglio. Spiace a tutti l’eliminazione di Roger Federer, ammetto che da quanto ho sentito non ha giocato molto bene contro Brands, che d’altronde è un ottimo giocatore. E’ in crisi, ma credo che prima o poi, se lo vuole davvero, ce la farà a ritornare ad alti livelli. Non è il tipo che molla facilmente“.


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