L’ACROBATA MONFILS E IL SUO SHOW A TORONTO

Il solito Gael ha fatto impazzire il Canada e... Novak Djokovic (prima che quest'ultimo venisse colpito e affondato da Tsonga). In un video le imprese del parigino.

DI GIULIA BANFI

Tennis. Al secondo turno della Rogers Cup (dunque prima di essere schiantato da Tsonga…), Novak Djokovic vince con il punteggio di 6-2 6-7(4) 7-6(2) su Gael Monfils. A quest’ultimo va però sicuramente l’ammirazione del pubblico per tutte le “acrobazie” che è riuscito ad eseguire durante il match. Ma questa non è una novità per il francese, uscito tra gli applausi anche a Toronto.

 I traguardi. Attualmente alla 22a posizione del ranking ATP, Monfils, parigino classe 1986 residente in Svizzera, diventa professionista nel 2004 conquistando poi cinque titoli ATP (Sopot 2005, Metz 2009, Montpellier 2010, Stoccolma 2011, Montpellier 2014).

Un risultato importante arriva nel 2008, quando il francese raggiunge la sua prima semifinale slam al Roland Garros, battendo Ivan Ljubičić e David Ferrer prima di arrendersi a Roger Federer. Nel 2009 raggiunge la finale del Master 1000 di Parigi, dove viene sconfitto proprio da Djokovic dopo una lunga battaglia; l’anno successivo raggiunge di nuovo la finale ma Gael, ancora una volta, non concretizza, lasciando il titolo allo svedese Robin Soderling.

Il transalpino conquista il suo best ranking (n. 7) nel 2011, dopo aver centrato un terzo turno agli Australian Open, i quarti al Roland Garros, la semifinale al torneo di Halle ed un terzo turno a Wimbledon. Su una scia di risultati positivi, ottiene il quarto titolo ATP battendo in finale al torneo di Stoccolma il finlandese Jarkko Nieminen.

Non una stagione del tutto positiva quella del 2012 per Monfils che, a causa di un problema al ginocchio destro, è costretto più volte a fermarsi.

Nel 2013, i risultati arrivano nella seconda parte di stagione: un terzo turno al Roland Garros, la semifinale ad Umago dove viene battuto da Fabio Fognini, e la finale persa a Winston-Salem contro Jurgen Melzer.

In questa stagione ha ottenuto il suo quinto titolo ATP, a Montpellier, sconfiggendo in finale il connazionale Richard Gasquet.

L’acrobata. Chi non ha mai visto le acrobazie di Gael Monfils? È raro che il giocatore, durante un match, non esegua un salto o una scivolata folle per recuperare una pallina; lui stesso è consapevole che qualsiasi altro avversario darebbe per persa quella palla. Comportamento istrionico che strappa applausi a non finire, ma anche qualche occhiataccia dall’altra parte della rete.

Il segreto di tanta elasticità? Molto stretching prima e dopo l’allenamento, poi yoga e hip hop.

“Tra un dritto e un rovescio, non si molla una pallina”: questa sembra essere la filosofia di Monfils. Il funambolo transalpino ci aveva già deliziato di un recupero estremo, durante il match di secondo turno del Roland Garros 2014, contro Jan-Lennard Struff capace di angolare perfettamente la pallina con un dritto che sarebbe risultato vincente se Monfils non si fosse tuffato praticamente sul pubblico per recuperare la palla. Questo episodio si può catalogare nelle “acrobazie semplici” del francese.

Il match contro Novak Djokovic, a Toronto, è invece di tutt’altra categoria. Ricorderete quando, nel 2010, i due giocatori sono comparsi nel video di “Hello” del deejay francese Martin Solveig. Le spassose immagini mostrano una partita di tennis tra Solveig e il collega Bob Sinclair. Sul 6-0 5-0 Sinclair, viene chiamata fuori una risposta di Solveig; entra allora in campo Nole che costringe l’arbitro a verificare il segno per decretare dentro la palla. Si riprende la partita, Solveig recupera e, giunto sul match point a proprio favore, vede entrare come spettatore il rubacuori Gael, il quale bacia appassionatamente la ragazza di cui è segretamente innamorato. Il dj, per “colpa” di Gael, getta allora la spugna e abbandona il campo.

Forse Monfils a Toronto aveva ancora in mente il ritmo della canzone perché, oltre a dare spettacolo e mettere Nole alle corde non si è guadagnato altro. Ha messo in scena un vero e proprio show durante tutto il match: una palla colpita tra le gambe, un salto in corsa a rete per spaventare l’avversario che ha chiuso lo stesso il punto; altri due “salti mortali” sotto rete e il volo della racchetta. Ma per finire non poteva mancare una pallina colpita con la testa e una scivolata a metà campo.

Una cosa è certa: gli avversari del francese non possono mai chiudere il punto in modo tranquillo.

Gael Monfils dimostra una buona tecnica, ma soprattutto una naturale elasticità e un’ottima velocità nei movimenti: con lui il divertimento e lo spettacolo sono assicurati.

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