ADDIO A ELENA BALTACHA, INDOMITA GUERRIERA

E’ morta la britannica Elena Baltacha. "Bally", nota per la sua tenacia in campo, da alcuni mesi lottava contro l’avversario più duro, un tumore al fegato che le ha tolto la vita a soli trent’anni. Il prossimo 15 giugno si terrà in suo ricordo "Rally for Bally", esibizione di beneficienza con Martina Navratilova e Andy Murray.

Non ce l’ha fatta Elena Baltacha. La tennista britannica, ritiratasi dalle competizioni il novembre dello scorso anno, è stata sconfitta dall’avversario più duro della sua vita: un tumore al fegato, diagnosticato a inizio anno e dichiarato due mesi fa, che l’ha uccisa ieri, a soli trent’anni.

Elena Sergeevna Baltača, questo il suo nome completo, era nata a Kiev, nell’ex Unione Sovietica, il 14 agosto 1983. La passione per lo sport proveniva dai genitori, due grandi atleti sovietici: il padre, Sergej Baltača, aveva fatto parte della nazionale di calcio nei mondiali del 1982; la madre, Ol’ga, era stata campionessa olimpica nel pentathlon e nell’eptathlon.
Elena si era trasferita in Gran Bretagna a sei anni, nel 1989, quando il padre era stato chiamato a giocare presso l’Ipsich Town Football Club e quindi in Scozia, all’Inverness, dove aveva terminato la sua carriera e dove aveva scelto di vivere con la sua famiglia.
La figlia aveva iniziato a giocare proprio in terra scozzese, diventando subito molto promettente. Tra i suoi primi allenatori compare anche la figura di Judy Erskine, madre di Andy Murray.

Nel 1992, ad appena 19 anni, le era stata diagnosticata una malattia incurabile: la colangite sclerosante primitiva. Tale sindrome produce un’occlusione dei dotti biliari a causa di un’infiammazione che provoca cicatrici. Questo restringimento ostacola il deflusso della bile che si accumula nel fegato, danneggiando irreversibilmente le sue cellule.

Nonostante la malattia, che obbligava Baltacha a ingerire otto pastiglie al giorno, Elena ha avuto una buona carriera, altalenante ma ricca di soddisfazioni. Diventata pro nel 1997, uno dei suoi risultati migliori risale Wimbledon 2002, dove aveva raggiunto il terzo turno, fermata da Elena Lichovceva; stesso risultato agli Australian Open 2005 e 2010, quando era stata sconfitta dalla russa Dinara Safina. Quello stesso anno era riuscita ad entrare in top-50, posizionandosi al n. 49, e aveva battuto per tre volte una top ten: Na Li (a Indian Wells e Eastbourne) e la nostra Francesca Schiavone (Istanbul).

Per lungo tempo n. 1 britannica, Baltacha aveva preso parte a ben 49 sfide tra singolo e doppio (33 successi e 16 sconfitte) nella Federation Cup; la sua ultima partecipazione risale all’aprile dell’anno scorso, quando aveva perso in tre set contro l’argentina Maria Irigoyen. La sua ultima partecipazione nel WTA risale invece allo scorso Us Open: dopo si era fermata al terzo turno delle qualificazioni per mano di Michelle Larcher de Brito, dopo due belle vittorie su Melanie Oudin e Olga Savchuk.

Il suo volto diafano e fragile incorniciato da capelli biondissimi tradivano un po’ la sua energia da indomita guerriera che mostrava puntualmente in ogni match. Ma Elena era anche una ragazza dolce e incline alle emozioni: lo aveva dimostrato a Wimbledon, nel 2012,quando aveva appena scoperto di aver ottenuto la possibilità di partecipare alle Olimpiadi di Londra ed era scoppiata in lacrime di gioia per un sogno finalmente realizzato. Lei, straniera di nascita, poteva rappresentare il suo paese a Wimbledon, nelle gare olimpiche – proprio come aveva fatto sua madre una trentina di anni prima.

Il 2013 coincide con il ritiro, quest’anno con il dramma. Nonostante questo Elena aveva continuato a portare avanti nuovi progetti. Un anno fa, insieme al suo coach e nuovo marito Nino Severino, a Ipswich aveva fondato la Elena Baltacha Tennis Academy; pochi mesi più tardi era diventata ambasciatrice della Children Liver Disease Foundation, fondazione no profit contro le malattie infantili del fegato, operativa in Gran Bretagna dal 1980. Lo scorso marzo aveva resa nota la sua malattia, destando una grande solidarietà nel mondo del tennis internazionale.

“Il cancro è un avversario da combattere: i miei pensieri ora vanno a Elena e a ciò che sta passando in questo periodo. E’ bellissimo che il mondo del tennis si riunisca per sostenerla” aveva dichiarato un mese fa Martina Navratilova, che nel 2010 era guarita da un tumore al seno, fortunatamente diagnosticato in tempo.
Proprio la grande Martina prenderà parte, con Anne Keothavong, Tim Henman, Jamie e Andy Murray, a “Rally for Bally”, un evento benefico in programma il prossimo 15 giugno e che prevede tre doppi misti in tre diverse località: Londra (nel Queen’s), Birmingham e Eastbourne. Gli incassi dell’iniziativa verranno ripartiti tra la Elena Baltacha Academy of Tennis e la Royal Marsden Cancer Charity (associazione che sostiene il Royal Marsden, un centro di cura che assiste circa 50.000 malati di cancro ogni anno).

Alla esibizione parteciperanno anche l’attuale direttore del torneo del Queen’s Ross Hutchins, doppista britannico cui fu diagnosticato nel dicembre 2012 un linfoma di Hodgkin (per il quale venne organizzata un’iniziativa simile lo scorso anno) e  Judy Murray – capitano della squadra inglese di Fed Cup. “Tutti nel mondo del tennis conoscono Bally e vogliono aiutarla. – aveva dichiarato – Sfortunatamente la vita di ognuno di noi è toccata, a vari livelli, da situazioni di questo tipo; il Royal Marsden aiuta moltissime persone colpite da questa malattia. Con la sua Accademia, Elena insegna a giocare a tennis a bambini svantaggiati, e questo dice molto di lei, di quanto sia speciale”.

Eppure, al contrario delle speranze di tutti, Elena Baltacha non sarà presente all’iniziativa, lasciando una ferita profonda nel tennis britannico e internazionale; perché non solo era una grande professionista, ma una ragazza con grinta e coraggio eccezionali, che mostrava di amare follemente il tennis e la vita, strappata via troppo presto, a soli trent’anni.
Il presidente della LTA Cathie Sabin, l’Associazione Britannica di Tennis, ha dichiarato: “Oggi abbiamo perso una luce splendente nel cuore del tennis britannico, una vera atleta-modello, una grandissima agonista ed un’amica fantastica. Abbiamo tantissimi ricordi da poter raccontare, ma questo avvenimento lascia una sensazione terribile di vuoto per tutti i nostri atleti, sia maschili che femminili e le parole semplicemente non possono esprimere quanta tristezza noi proviamo con questa notizia. I nostri pensieri vanno al marito Niño ed al resto della famiglia Baltacha. Ci mancherai Elena”.

Noi abbiamo deciso di ricordarla con una breve intervista, fatta durante l’Australian Open 2012. Addio, guerriera Elena, ovunque tu sia ora, che il tuo spirito continui a rimanere con noi, ruggente e mai domo.

 


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