AL BONFIGLIO CALA IL SIPARIO

Si è conclusa oggi la 51esima edizione degli Internazionali d’Italia juniores. Tra le donne trionfa l’italo-americana Capra, al russo Biryukov il torneo maschile
domenica, 23 Maggio 2010

Milano – Le future stelle del tennis mondiale salutano i campi in terra battuta del Tennis Club Milano “Alberto Bonacossa”. Con le finali di oggi si è conclusa l’edizione numero 51 del Trofeo Bonfiglio, unanimemente riconosciuto, nel circuito juniores, come il quinto torneo per ordine di importanza dopo gli Slam. Se in campo femminile il nome della vincitrice era ampiamente preventivabile, dato che Beatrice Capra era giunta a Milano con l’etichetta di campionessa annunciata, c’è un pizzico di delusione per come si è conclusa l’edizione maschile, con una finale finita anzitempo per il ritiro del ceco Jiri Vesely, messo ko da una congestione.

Capra regina. Dopo il derby rumeno tra Iona-Raluca Olaru e Sorana Cirstea, disputatosi nel 2007, è stato nuovamente uno scontro “fratricida” ad assegnare il Trofeo Bonfiglio in campo femminile. Si trattava, tra l’altro, di un derby nel derby dato che le due ragazze non sono solo connazionali, ma anche grandi amiche. Beatrice e Lauren, infatti, si allenano insieme alla “Evert Tennis Academy”. Pronti e via: la finale si rivela subito un monologo della ragazza di origine brianzole, che archiviava il primo set in un baleno col punteggio di 6-1. La Capra non soffriva i colpi anticipati della Davies che aveva messo in crisi la portoricana Ruig in semifinale, anche se bisogna pur sempre ricordare la desuetudine della Davies a giocare sulla terra battuta dato che questo era soltanto il suo quarto torneo stagionale disputato sulla superficie più lenta del circuito. Il match a senso unico continuava nel secondo set fino al 5-2 per l’italo-americana: a quel punto la Capra tirava un po’ indietro il braccio mentre la Davies iniziava a giocare in modo aggressivo e coraggioso. La Capra falliva tre match point, uno dei quali salvato con un rovescio lungo linea giudicato largo dall’italo-americana ma reputato buono dall’arbitro. Beatrice subiva il break della Davies che si faceva sotto sul 4-5. Dopo aver fallito un quarto match point sul proprio servizio, la Capra chiudeva il match al quinto tentativo, grazie ad un dritto anomalo. La Capra, che succede nell’albo d’oro ad un’altra americana, Sloane Stephens, è la quinta giocatrice statunitense a trionfare al Bonfiglio. La numero 434 del ranking Wta ha così espresso la propria soddisfazione nel dopo match ai microfoni di Supertennis: “Il match è andato bene fino a quando non ho avuto un leggero calo e la mia avversaria è stata brava ad approfittarne. Fortunatamente ho ripreso in mano la partita. Festeggerò in serata con i miei cari e poi andrò a disputare il Roland Garros juniores”.

Vesely ko. La finale maschile metteva di fronte due grandi talenti del circuito juniores: da un lato il ceco Vesely, numero 5 del seeding e già ad un passo dalla top ten del ranking Itf, benché ancora sedicenne; dall’altro il russo Biryukov, 18 anni, definito il nuovo Kafelnikov per le notevoli somiglianze fisionomiche e di gioco. Proprio il russo strappava subito il servizio al mancino ceco, che era poi bravo a riconquistare il break e portare la gara sul filo dell’equilibrio. Sul 5-4 in suo favore, però, Biryukov otteneva il break decisivo che gli consentiva di chiudere il set, approfittando anche delle imperfette condizioni fisiche del boemo e di una bassa percentuale di punti sulla seconda di servizio (21%). Nel secondo set il russo otteneva nuovamente il break nel secondo game portandosi sul 3-0: qui, purtroppo, finiva la partita perché i problemi di congestione costringevano Vesely ad arrendersi, con grande rimpianto del pubblico milanese che avrebbe sperato in una finale lottata punto su punto. Intervistato dopo il match, Biryukov ha così chiosato: “Mi spiace aver vinto in questo modo ma sono contento per la mia prestazione odierna. Vincere qui era un sogno”. Biryukov è il secondo russo ad aggiudicarsi il Trofeo Bonfiglio dopo Kafelnikov e a tal proposito il giovane vincitore del torneo ha dichiarato che “sarebbe bello diventare numero 1 del mondo come il mio predecessore”. Sul talento non si discute, staremo a vedere.


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