AL CANOTTIERI ANIENE SALE LA FEBBRE OLIMPICA RICORDANDO ROMA 1960

In attesa di Rio 2016 il Sodalizio di Giovanni Malagò ha dato spazio all'amarcord ospitando la presentazione de "I Giorni dell'oro", un romanzo di Francesco Pinto che ripercorre i giorni olimpici di Roma 1960
martedì, 26 Luglio 2016

Roma  –   Al  Circolo Canottieri Aniene  il  countdown  verso  Rio 2016  è scattato  da  tempo,  non  fosse  altro  perchè  il  Club  del  presidentissimo  Giovanni Malagò  sarà  la  società  sportiva  più  rappresentata  con  14  suoi  atleti  tra  i  297  ai  quali  sono  affidate  le  speranze  azzurre  nella  31.ma  edizione  dei Giochi Olimpici.  A  guidarli  ci  sarà  la  reginetta  dei  colori  gialloblu  Federica  Pellegrini,  portabandiera  della  spedizione  italiana  che,  oltre  a lei,  vedrà  protagoniste  altre  141  donne,   la  più  numerosa  rappresentanza  femminile  di  sempre.

La  febbre  per  le  Olimpiadi  è  però  anche  nel  segno  dell’amarcord,  come  la serata  culturale  ospitata  lunedì  18  luglio  nel  salotto  del  glorioso  Sodalizio  capitolino  quando  è  stato  presentato  il  nuovo  libro  di  Francesco  Pinto,  direttore  del  centro  di  produzione  Rai di  Napoli,  dal  titolo  “I Giorni dell’oro“.  Screenshot-2016-07-13-10.27.19

Quelli  in  questione  sono  i  giorni  magici  dell’agosto  1960,  anno  delle  prime  e  uniche  Olimpiadi  ospitate  nella  Capitale,  raccontati  in  versione  romanzesca  attraverso  gli  occhi di  tre  personaggi  e  altrettante  esperienze  che  vivono  parallelamente  alle  imprese  di  Livio Berruti Abebe Bikila: Pietro, un  tenebroso  commissario  in  servizio  alla  questura  di  Roma  che  fatica  a  lasciarsi  coinvolgere  dall’atmosfera  olimpica;  Vittorio,  inviato  di  “Paese Sera”,  che  al  contrario  vive  l’esaltazione  per  un  evento  destinato  a  segnare  la  storia  di  Roma;  infine  Elsa, brillante  ragazza  di  Bolzano  in  trasferta  nella  Capitale  appositamente  per  le Olimpiadi  come  interprete  del  Coni.  Tre  esperienze  che  si  intrecciano  in  ogni  maniera  durante  i  17  giorni  olimpici  che  cambieranno per  sempre  le  loro  vite.  Un  romanzo  nel  quale  il  lettore  potrà  trovare  anche  un  tratteggio  dettagliato  del  nostro  Paese  nella  sua  prima  e  unica  esperienza  olimpica  da  ospitante che  coincise  anche  con  il  miglior  medagliere  di  sempre  dell’Italia,  un  terzo  posto  alle  spalle  delle  inarrivabili  Usa  e  Urss.

Ho  provato  a  raccontare  una  storia  –  ha  spiegato  Francesco Pinto –  che  non  parla  solamente  di  sport,  ma  è la  storia  di  un Paese  intero  che  si  fa  tutti  insieme.  Soltanto  sapere  quello  che  siamo  stati  ci  consente  di  ragionare  su  quello  che  possiamo  e  potremo  essere”.  Accolti  dal  presidente  Giovanni Malagò,  hanno  partecipato  al  dibattito,  moderato  da  Fernando Masullo,  due  storiche  firme  sportive  come  Gianni  Minà  e Marino Bartoletti,  oltre  allo  scrittore  e  conduttore  televisivo  Umberto Broccoli e  al  condirettore  di Sky Sport Giovanni Bruno.  Nel  parterre   Simona  Agnes,   presidente  della  Fondazione  Biagio  Agnes  che  ha  promosso  l’incontro,  il  segretario  generale  del  Coni  Roberto Fabbricini, la  giurista  Paola  Severino  e  l’oro   olimpico di  equitazione  alle  Olimpiadi  di  Tokyo  1964  Mauro Checcoli.  

Nella foto, il numero uno del Canottieri Aniene Giovanni Malagò, pronto a vivere la sua prima esperienza olimpica da presidente del Coni


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