ALEX CORRETJA: “DJOKOVIC IL PIU’ GRANDE DOMINATORE”

Puntodebreak ha intervistato Alex Corretja trattando diverse questioni che interessano il tennis. Lo spagnolo sottolinea il dominio di Djokovic e la scomparsa degli specialisti nel tennis moderno.
martedì, 10 Maggio 2016

Tennis – Alex Corretja vanta un palmares inviadiabile: Coppa Davis nel 2000, finalista al Roland Garros, 17 titoli nel circuito Atp fra cui la vittoria a Roma nel 1997 e la medaglia olimpica per la Spagna, che gli sono valsi un ruolo di analista ed intervistatore nel circuito Atp. Durante il Mutua Madrid Open, conclusosi con la vittoria di Novak Djokovic su Andy Murray, Corretja è stato intervistato dal team iberico di PuntodeBreak su diverse questioni diverse che interessano il tennis.

Alex ha detto di essere stato travolto dall’accettazione per il suo nuovo lavoro di commentatore  “Sento che faccio quello che mi piace. Commentando le parti in TV dei tornei internazionali su Eurosport,  intervistare i migliori giocatori mi fa stare bene”.

Con le collaborazioni con varie trasmissioni sportive, le quote di Alex con Enric Molina e suo fratello Ivan Corretja sono in crescita: “Ho un business di rappresentanza per atleti con mio fratello Ivan da anni, siamo specializzati sui tennisti. Cerchiamo di dare consigli utili a Feliciano Lopez, Pedro Cachin, Santiago Giraldo, Alvaro Lopez, Olga Danilovic, futura promessa serba. Io dedico ai consigli tennistici, Enric si occupa dei contratti e della parte più tecnica, ma ogni giocatore ha i suoi allenatori“.

La nuova generazione di giocatori va instradata, l’ATP è alla ricerca di un sostituto per il futuro. Si punta molto sui vari Kyrgios, Zverev, Coric, Fritz, ecc “Questi ragazzi hanno bisogno di tempo perchè ad oggi il livello del tennis è esageratamente alto. I ragazzi hanno le armi fisiche, ma mentalmente devono ancora fare tanta strada. Oggi i giocatori si somigliano quasi tutti ed esprimono il loro miglior tennis su ogni superficie, ai miei tempi non era così. Non esiste più la figura dello specialista”.

I paragoni fra le varie epoche sono sempre difficili, che si tratti di giocatori, dei maestri o delle attrezzature, “Mettere a confronto i tempi è molto complicato. Quello che succede ora è che i giocatori giocano tutti molto simili tra loro e su tutte le superfici. Molto è cambiato dall’introduzione dei Maeser 1000. Prima un giocatore potreva impostare il calendario con 14 tornei su terra, se voleva. Ora deve giocare bene su tutte le superfici, e si è persa la figura dello specialista . Questo ti rende più completo, ma ha fatto si che i giocatori giochino molto simile: forza fisica, rovescio a due mani ed è meno piacevole da guardare”.

Corretjz ha le sue preferenze: “Mi piace il tennis più elaborato, i giocatori devono mostrare una usura fisica e intellettuale, devono sapersi difendere ma anche sapere come attaccare. Ci sono svariati giocatori in grado di fare la differenza. Djokovic, Nadal, Murray e Ferrer sanno essere aggressivi facendo della difesa una loro arma. Federer è un’artista, ma non pensate che non sappia difendersi. Lui usa il taglio ed i cambi di traiettoria, per difendersi non bisogna per forza essere un pallettaro. In quanto a Djokovic dico che secondo me è il più grande dominatore della storia in quanto a facilità. Lui strapazza tutti ovunque, senza cambiare tattica. E’ una roccia sotto tutti gli aspetti”.

Sulla figura di un dominatore del circuito, l’ex n ° 2 al mondo pensa che sia un fattore positivo: “Per me è molto importante avere punti di riferimento, le persone devono avere idoli con cui  si identificano.  Djokovic sta attraversando un momento sensazionale, è il più grande dominatore, sul cemento, la terra rossa, l’erba. Bisogna essere un roccia, essere molto preparato a tutti i livelli. E in questo contesto credo che sia interessante vedere quanto tempo durerà il suo dominio “.


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