ALLA RICERCA DELL’OUTSIDER DI MELBOURNE

Il tennis, come tutti gli sport, non è mai scontato. Chi potrebbe quindi essere l’outsider dell’Australian Open capace di spezzare una volta tanto il dominio del duo Nadal Djokovic? Lo spagnolo e il serbo sono sicuramente favoriti per il primo slam della stagione. Ma gli outsider sono sempre in agguato.

TENNIS – Rafael Nadal e Novak Djokovic, sono loro i superfavoriti dell’Australian Open, il primo major della stagione 2014 che comincerà fra una settimana. E ci sono pochi dubbi sul fatto che uno dei due possa arrivare più o meno tranquillamente alla finale di Melbourne. Tuttavia, il tennis come lo sport tutto ci ha insegnato non dare mai le cose per scontate. L’outsider è sempre dietro l’angolo. E anche se negli ultimi anni l’epopea dei Fab Four, soprattutto nei major, ha lasciato poco spazio agli altri, è bene tenere in considerazione alcuni nomi che possono riservare sorprese. 

Ad avvalorare l’ipotesi secondo cui questo AusOpen potrebbe avere una maggiore probabilità di essere un torneo per nulla scontato ci sono le dichiarazioni del rientrante Andy Murray: “È irrealistico che io possa vincere Melbourne”. E poi c’è la sconfitta di Roger Federer in finale a Brisbane contro Lleyton Hewitt che ricorda ad appassionati e tifosi che il pallone, anzi la pallina, è rotonda.

Proprio Roger Federer potrebbe essere l’outisder di lusso a Melbourne 2014. Lo svizzero viene da una stagione non certo esaltante dal punto di vista dei risultati ed è stato beffato nella finale di Brisbane da Lleyton Hewitt. Il nuovo cambio di racchetta, il tempo avuto per allenarsi con il nuovo attrezzo e anche con il nuovo componente dello staff tecnico Stefan Edberg, uniti alle motivazioni sempre forti che lo svizzero ha detto di avere (“Mi sento bene, so cosa fare per migliorare. Ho ancora fame e voglio fare bene agli Australian Open”) possono aiutarlo a compiere l’ennesima prodezza di una carriera fantastica ma, indubbiamente, in fase calante.

Lo stesso Lleyton Hewitt potrebbe avere qualche ambizione. Sicuramente la vittoria a Brisbane contro il campione di Basilea può insinuare nella mente del tennista di Adelaide l’idea di non essere completamente finito. C’è poi la sua voglia di non mollare mai, sempre dimostrata nei campi del globo. E c’è lo slam di casa, mai vinto ma sfiorato con la finale del 2005 persa contro il russo Marat Safin. Sembra una grossa provocazione pensare a un Lleyton Hewit ancora in finale a Melbourne. Ma forse il destino potrebbe riservargli una passerella in terra natìa.

Al di là dei facili romanticismi, i potenziali outsider rimangono sempre i tennisti che chiudono o che sono a ridosso della top ten. Il primo di questi è Stanislas Wawrinka, numero otto del mondo, che viene dalla seconda vittoria in carriera nel 250 di Chennai. Lo svizzero viene da una stagione molto positiva in cui ha dimostrato di poter lottare ad alto livello contro i top players. Gli manca solo l’acuto, il momento in cui si passa da ottimo giocatore a vero campione. I colpi e il talento non sono in discussione e la vetrina di Melbourne, lo slam forse meno prevedibile della stagione, potrebbe consentirgli il vero salto di qualità.

E poi c’è Juan Martin Del Potro. Il gigante di Tandil si appresta a giocare il suo primo match a Sidney. Il suo obiettivo stagionale è il rientrare nella top 3 del ranking, il che varrebbe come consacrazione definitiva di un talento da non sottovalutare. In più, dalla parte di Del Potro c’è la consapevolezza di essere stato l’unico tennista ad aver vinto uno slam nell’epoca dei Fab Four, quello Us Open 2009 in cui battè in finale Roger Federer e che lo elevò a talento emergente del tennis mondiale. Di anni ne sono passati più di tre, gli infortuni seri sembrano accantonati e per il gigante argentino dal diritto micidiale potrebbero aprirsi le porte di nuovi successi di alto profilo.

Da tenere in considerazione ci sono poi i vari David Ferrer, a cui però manca sempre sul più bello il cosiddetto killer instinct, Thomas Berdych che le potenzialità da grande le ha da sempre, ma che deve fare i conti con una mentalità mai del tutto vincente, Jo Wilfred Tsonga che una finale a Melbourne l’ha già giocata contro Novak Djokovic nel 2008 e Richard Gasquet che rimane uno dei tennisti più talentuosi e divertenti del circuito e vorrà sicuramente arrivare all’appuntamento di febbraio col nuovo allenatore Sergi Bruguera con un trofeo di prestigio in bacheca. Sicuramente i tornei di Sidney e Auckland diranno di più sullo stato di forma dei tennisti del circuito Atp nell’attesa del grande outsider dell’Australian Open.


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