ANA IVANOVIC: “A VOLTE PIANGO DOPO UNA SCONFITTA”

Tennis – Intervista della splendida Ana Ivanovic rilasciata nel mese di Febbraio, durante il torneo WTA di Dubai, alla rivista mensile Jumeirah Magazine e pubblicata nel numero di Maggio. La bella serba parla di sé, del tennis e delle sue passioni off-court.
martedì, 21 Maggio 2013

Ci ha regalato solo un match Ana Ivanovic nell’ultima edizione degli Internazionali BNL d’Italia conclusisi due giorni fa al Foro Italico. La bella serba non ha saputo sfruttare lo slancio acquisito durante la semifinale del torneo di Madrid, della scorsa settimana ed è stata fatta fuori dalla numero 35 del mondo Ursula Radwanska.

Ma, per goderci questa bella intervista della 25enne uscita sul numero di Maggio del Jumeirah Magazine, dobbiamo tornare a Febbraio, nel periodo del Dubai Duty Free Tennis Championship. Durante il suo soggiorno negli Emirati, la Ivanovic ha partecipato a varie iniziative, tra le quali la presentazione dell’Hotel Jumeirah che accoglie e ospita i tennisti del torneo. E proprio in quell’occasione la serba si è raccontata a cuore aperto.

“Tutto è cominciato poco prima del mio quinto compleanno. Mi ricordo di essere stata a casa a Belgrado e guardavo il tennis in TV. C’era Monica Seles che giocava e sono rimasta affascinata da questa nuova attività che stavo guardando per la prima volta, sembrava divertente” racconta Ana. “Hanno mostrato uno spot per un tennis club, ho scritto il numero e per molti giorni ho continuato a chiedere a mia madre di portarmi lì. Dopo circa un mese, ho avuto la mia prima lezione di tennis e mi sono immediatamente innamorata di questo gioco. Ricordo che mio padre mi regalò la mia prima racchetta da tennis per il mio quinto compleanno. Si tratta di uno dei più bei ricordi della mia vita.

Abbiamo forse letto tante volte come la bella Ana Ivanovic ha iniziato a giocare a tennis. Ma il successo non è arrivato subito, dopo molti anni di lezioni e tornei giovanili la svolta è arrivata dopo una fantastica stagione nel circuito ITF, nel 2004.

“Avevo 16anni ed ero imbattuta. A fine stagione mi sono qualificata per gli Zurich Open, in un certo senso il mio torneo di casa (ricordiamo che la Ivanovic è residente in Svizzera, ndr). Sono andata sotto 5-1 contro la Golovin al primo turno, poi ho perso 7-6, 7-6 contro Venus Williams nel turno successivo. Ho perso così tanti punti! Penso siano stati 11 o qualcosa di simile. Andando così vicina alla vittoria contro una grande campionessa come Venus mi ha dato fiducia per il futuroricorda la 25enne. “Penso che questo torneo ha rappresentato la mia svolta. Ho anche giocato il mio primo Grande Slam agli Australian Open pochi mesi più tardi.”

Ogni tennista ha il suo stile di gioco, i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza da tenere nascosti e sui quali lavorare allenamento dopo allenamento. Per esempio la Ivanovic possiede una prima di servizio che spesso e volentieri raggiunge i 190 km/h.

Ho un gioco aggressivo. Mi piace dominare, soprattutto col dritto, mi piace incrociare il campo e dettare i punti. Di sicuro il mio servizio può essere una grande arma per me quando funziona. Sto cercando di migliorare la mia coerenza sul servizio e penso che stia andando meglio” confessa Ana. Mi piace venire a rete, non molte ragazze lo fanno di questi tempi, quindi credo che possa essere una sorpresa per l’avversaria. Mi piace usare i drop che possono anche prendere un’avversaria alla sprovvista, ma nel complesso mi piacerebbe vincere punti con più potenza e precisione.”

Secondo la serba non è da sottovalutare l’emotività, che contraddistingue soprattutto le donne tenniste quando si trovano sotto pressione.

Siamo ragazze, siamo emotive! Di sicuro le emozioni giocano un ruolo, nel bene e nel male. Quando sei giù, può capitarti di avere più determinazione, le emozioni ti aiutano. Dall’altra parte, anche i nervi possono incidere. Credo che i ragazzi siano meno emotivi rispetto alle ragazze, sia dentro che fuori dal campo” sottolinea. “Io provenendo dalla Serbia ho le emozioni nel sangue. Ammiro molto Federer, Nadal e Novak Djokovic perchè  fanno un grande lavoro per controllare le proprie emozioni, concentrandosi su ogni punto. Questo è qualcosa a cui sto ancora lavorando e sono sicura di poter migliorare sotto questo punto di vista. Allo stesso tempo però, le mie emozioni mi hanno aiutato ad affrontare alcune partite difficili nel corso degli anni.”

Ma i tennisti devono avere tempra e carattere. Il loro sport è impegnativo più di qualsiasi altro, vari luoghi, diversi climi e un anno intero di competizioni da affrontare, con un ciclo che riparte dopo appena un mese di relax.

“Può essere difficile, la stagione è lunga, con poche possibilità di tornare a casa o di visitare la famiglia. Ma insieme alla mia squadra faccio un calendario equilibrato: tra competizioni, allenamenti e riposo. Ho la fortuna di lavorare con alcuni grandi professionisti che mi danno un sacco di sostegno e di assistenza” dice Ana. Per quanto riguarda la pianificazione e gli allenamenti per i tornei, cerchiamo sempre di dare la priorità ai Grandi Slam, così abbiamo scelto gli eventi in base a questo obiettivo. Per esempio, io cerco di non giocare la settimana prima di un Grande Slam, in modo da potermi allenare meglio.”

Non è l’unica a preferire gli slam ai tornei del circuito e il motivo è condiviso dalla maggior parte dei suoi colleghi.

“Amo l’eccitazione dei Grandi Slam. Gli eventi WTA sono belli, ma non c’è niente come un Grande Slam che dura due settimane. E’ speciale perché ci sono tutti i migliori giocatori del mondo e ci sono solo quattro possibilità in un anno per giocare con loro. Mi piace il ritmo che si tiene: si gioca una partita per poi avere un giorno di riposo, in cui si fa allenamento e lavoro di recupero.”

La Ivanovic è molto legata al suo team e al suo coach Nigel Sears. Di seguito spiega l’importanza della collaborazione col suo team sia negli eventi WTA che nei suoi impegni off-court. Senza tralasciarte l’apporto fondamentale della sua famiglia, che l’ha sostenuta da sempre.

“Il mio staff tecnico è composto dal mio allenatore, dal fisioterapista e dal mio hitting partner. Lavoro anche con un istruttore di fitness ma part-time, lontano dai tornei, quando interrompo gli allenamenti. Poi c’è il mio management, che si prende cura dei miei affari, mi consiglia su molte questioni e mi aiuta con il mio programma fuori dal campo” spiega la bella serba. “Fanno un ottimo lavoro. Poi c’è la mia famiglia che gioca un ruolo importante nella mia carriera: sono di sicuro i miei più grandi sostenitori. I miei genitori guardano i miei match in qualunque momento. Ho giocato nel Monterrey Open in Messico all’inizio di quest’anno e mi hanno messaggiato subito dopo la partita, mi avevano visto alle 4 del mattino!”

Godendo dei migliori sponsor sul mercato sportivo, Ana Ivanovic si avvale di un kit gara di tutto rispetto.

E’ molto importante potersi fidare della propria attrezzatura. È già abbastanza difficile vincere le partite, senza doversi preoccupare di questo. Fortunatamente ho grandi sponsor come Adidas e Yonex, che lavorano a stretto contatto con me per fare in modo che mi trovi bene con le mie racchette e con il mio abbigliamentospiega la Ivanovic. “Il mio allenatore mi aiuta con la stringatura delle racchette: in tutti i tornei c’è una sala incordatura, che appare quasi come una fabbrica, dove i ragazzi stringano tutte le racchette dei giocatori, dove eseguono qualunque tensione tu chieda.”

L’estate di fuoco si avvicina, come il periodo degli Slam ai quali Ana punta come obiettivo dichiarato, spesso e volentieri e anche pocanzi in questa stessa intervista. Già vincitrice del Roland Garros nel 2008 Ana non è mai stanca di vincere e non vede l’ora di tornare a farlo.

Mi piacciono tutte le superfici, ma preferisco la terra. Questa è la superficie sulla quale ho vinto l’Open di Francia e sulla quale sono cresciuta. Anche lo slam che preferisco sono gli Open di Francia. Li ho già vinti, ed è anche il luogo dove ho raggiunto per la prima volta i quarti di finale in uno Slam e anche la prima finale. Sarà sempre un posto molto speciale per me, e mi piace troppo Parigi come città.”

La competitività non le manca di certo, l’obiettivo di Ana è ritrovare la continuità per tornare a vincere.

“La cosa che preferisco dell’essere una giocatrice di tennis è la competizione sul campo, in modo che vincere sia l’obiettivo primario. Questo fa si che tutte le ore di duro lavoro ne siano valse la pena” spiega. Perdere fa parte del gioco purtroppo, anche i migliori giocatori del mondo di solito perdono più di 10 partite all’anno. Alcune sconfitte sono più difficili da digerire rispetto ad altre: a volte io piango nello spogliatoio dopo una sconfitta, è solo uno sfogo di emozioni. Cerco di imparare qualcosa da ogni sconfitta per diventare una giocatrice migliore. Io in realtà imparo di più dalle sconfitte, e discuto ognuna di esse con il mio allenatore.”

Manca ancora qualcosa per tornare competitiva ai livelli della varie Williams, Azarenka e Sharapova. Ma Ana non demorde, anzi, prende atto della forza delle sue avversarie.

Serena Williams è la migliore giocatrice del mondo attualmente e lei è sicuramente l’avversaria più dura. Colpisce la palla molto forte ed è una grande atleta. Il suo servizio è straordinario. E’ incredibile quello che sta facendo, anche dopo aver compiuto i 30 anni.”

Ma la splendida Ana Ivanovic non è solo una tennista di successo. Ha dei sogni e delle attitudini che vanno anche oltre i verdi campi, il cemento veloce e il fuoco dell’argilla.

Amo la psicologia, se non giocassi a tennis forse farei qualcosa legata a questo settore, o forse anche nel campo delle lingue, che mi piacciono molto” dice ipoteticamente. E continua parlando della vita privata di un’atleta, difficile da sviluppare e mantenere. “Credo di avere tutto in buon equilibrio. Non c’è tempo per le relazioni, anche quando sei in viaggio e ovviamente la fiducia è un fattore importante. Mi riconoscono spesso in alcuni paesi, specialmente quando sono lì per un torneo, a volte questo significa che le persone chiedono foto e autografi, ma questo fa parte del lavoro che mi piace ed è un onore.”

Ma anche le campionesse come Ana Ivanovic si riposano, di tanto in tanto, e anche se per poco tempo si godono la tranquillità di casa e delle piccole cose di tutti i giorni.

Mi piacciono le cose semplici come guardare DVD, ascoltare musica e, soprattutto, la lettura. Porto sempre almeno un paio di libri con me. Ho letto un sacco di narrativa moderna. Il mio libro preferito su tutti è ‘La ragazza con il tatuaggio del Drago’. Mi piacciono anche i libri di Paulo Coelho. Mentre durante la off-season mi piace rimanere a casa e godermi una bella cena con la mia famiglia. Può non sembrare molto eccitante ma non arrivo a farlo spesso, quindi è una vera delizia.”

Il prossimo impegno di Ana sarà in quel di Parigi per quello slam che tanto ama, il Roland Garros, che prenderà il via il prossimo 26 Maggio. Il countdown è già iniziato.


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