ANA IVANOVIC: IERI, OGGI E DOMANI

E' il compleanno di Ana Ivanovic, ex numero uno del mondo e vincitrice del Roland Garros nel 2008. La serba, dopo un'infanzia terribile, ha visto il paradiso e l'inferno. A 7 anni dal titolo più prestigioso della sua carriera ha ritrovato la felicità, in campo e fuori
venerdì, 6 Novembre 2015

Tennis – Talentuosa, bella, intelligente, fragile. Una tigre in campo, una gattina nella vita. Regina delle copertine, prima nemica di se stessa. Audace, ma anche impavida. Vincente, ma troppo spesso fuori forma. Di chi parliamo? Di Ana Ivanovic, naturalmente. L’infanzia di Ana, vissuta tra la paura della guerra e l’affetto dei cari, cambia improvvisamente grazie un in incontro di Monica Seles visto in tv. Una bambina fino ad allora timida e poco attenta inizia a vedere il mondo da un’altra prospettiva e a chiedere una racchetta per Natale. I genitori l’accontentato immediatamente e, malgrado la mancanza delle strutture necessarie per giocare, Ana combatte con le unghie e con i denti per superare le avversità.

Una bambina travestita da donna che, secondo quanto raccontato da Martina Navratilova qualche tempo, pianse per quattro ore dopo aver perso la sua prima partita in un torneo Juniores. Precisa, metodica, affamata. Ana esordisce come una professionista nel 2003, ma si mette in mostra l’anno dopo a Wimbledon. Raggiunge, senza trionfare, la finale a Wimbledon, gioca il suo primo torneo WTA qualche mese dopo a Zurigo, arrendendosi solamente dopo due tie break a Venus Williams. Sulle ali dell’entusiasmo e trascinata da un fisico e da un talento spaventoso, la serba inizia a macinare successi e a scalare la classifica. Nel 2005 il primo sigillo, in Australia, nel 2007 la prima finale Slam, a Parigi. Vince il primo game, poi si perde. Una Justin Henin spaziale non le lascia il tempo di respirare, Ana non riesce a sbloccarsi e chiude con appena tre game all’attivo il match più importante della sua vita.

Una fine, un inizio. La serba si rimbocca le maniche e nei successivi dodici mesi si toglie anche lo sfizio di vincere a Indian Wells, prima di coronare il sogno di una carriera intera. Arriva a Parigi da favorita, anche grazie ai tanti piazzamenti della prima parte di stagione, disintegra tutte le avversarie e si prende contemporaneamente il primo Slam della carriera e la prima piazza del Ranking.

Un inizio, una fine. La gioia è illusoria, le aspettative diventano troppe, la pressione tanta. La realtà vede una giocatrice scomparire piano piano e diventare sempre più piccola, fino al crollo totale. Ana si perde, scende in classifica, non tiene il livello degli anni precedenti e al Roland Garros ottiene la miseria di due game al secondo turno contro Alisa Kleybanova. Gli anni passano, le incertezze rimangono tante e i successi stentato ad arrivare. Qualche torneo vinto fino al 2011, poi gli spettri dell’anoressia o di qualcosa in più. Ana, a questo punto, si ritrova per l’ennesima volta ad un bivio. Così cambia staff, accantona il progetto moda per un po’ e si dedica di nuovo al tennis come nei primi anni di carriera, quando la voglia di arrivare superava tutto.

Il presente. Una giocatrice del suo talento non poteva che rinascere. Con quei colpi, quel servizio e quella struttura fisica, il tempo di ricominciare a vincere era dietro l’angolo. E allora il 2014 diventa l’anno dei quattro sigilli, tre sul cemento e uno sull’erba, della Top 10 ritrovata e del fidanzamento con il calciatore Bastian Schweinsteiger. Diventa l’anno della felicità, dei nuovi stimoli e di una nuova consapevolezza per una giocatrice ancora giovanissima, costretta a crescere troppo in fretta e a fare i conti con una vita spietata.

Ana, oggi, compie 28 anni. L’augurio è sempre quello di poterla vedere danzare in campo. Perché sarà anche vero che i limiti al servizio la rendono vulnerabile, sarà anche vero che l’atteggiamento in campo non è dei migliori, ma lo stereotipo della giocatrice che pensa solo alle copertine, dopo gli anni bui che ha vissuto, non rende assolutamente giustizia ad una carriera da numero uno del mondo e vincitrice Slam.


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