ANA IVANOVIC, UN RITORNO IN TOP 10… CON STILE

Ana Ivanovic torna tra le migliori 10 e non ha paura di sfidare nessuno: un ritorno con stile, in questo 2014, documentato sui social network
martedì, 19 Agosto 2014

Tennis. Ana Ivanovic ancora una volta in finale. Stavolta era Cincinnati: dopo aver battuto Sorana Cirstea, Christina Mchale, Svetlana Kuznetsova ed Elina Svitolina, nella semifinale con Maria Sharapova la serba ha rischiato di fare i conti con i rimpianti a fine partita: non ha colto l’occasione di servire per il match al secondo set, e così si è ritrovata a dover annullare un match point alla russa e a vincere per 7-5 al terzo. In finale non c’è stata storia con Serena Williams. La serba ha perso per 6-4 6-1, salvo poi ritrovarsi all’indomani al numero 9, in top 10. Quella top 10 che aveva lasciato lo scorso 11 agosto, dopo Montreal, dopo una brusca sconfitta da Coco Vandeweghe (numero 51): 6-7, 7-6, 6-4 al secondo turno. Un ascensore continuo: il 2008 è stato l’ultimo anno che la bella serba è riuscita a chiudere tra le migliori dieci, precisamente al quinto gradino del ranking WTA.

Cinque le finali giocate quest’anno, tre vinte e due perse: ad Auckland ha vinto contro Venus Williams; a Monterrey si è imposta nel derby serbo con Jovana Jaksic; al terzo match decisivo ha però perso la Porsche, il premio di Stoccarda, arrendendosi alla Sharapova; sull’erba inglese di Birmingham ha vinto contro Barbara Zahlavova Strycova; fino ad arrivare all’epilogo in Ohio, opposta alla numero uno al mondo. Una finale per ogni superficie. Forse questo si era detta ad inizio anno la serba.

Con stile. Il numero 9 del ranking è frutto anche dei quarti raggiunti agli Australian Open, a Madrid, a Stanford e della semifinale a Roma. Non è certo la sua miglior classifica; nel già citato 2008, la 27enne di Belgrado che risiede a Basilea, in Svizzera, vince il primo slam sulla terra rossa di Parigi e si ritrova in testa al mondo. Una gioia che però dura poco. Quello è un periodo d’oro anche per la sua connazionale amica/nemica Jelena Jankovic; vittorie su vittorie portano quest’ultima sul trono scalzando Ana dopo 8 settimane. Gioia che dura ancora meno per Jelena che rimane lì per una settimana. E allora è staffetta con Ana. Jelena adesso è decima: si riaccenderà il derby serbo per un posto al sole? In un’intervista entrambe dichiarano che la loro rivalità è cosa passata, ora più mature e consapevoli dei loro successi; in Fed Cup l’occasione per sistemare il rapporto.

L’idolo di Ana Ivanovic bambina era Monica Seles, che vedeva spesso in tv. La sua famiglia, sempre presente, a 5 anni le regalò una racchetta da tennis. Professionista dal 2003, da allora ha conquistato 14 titoli WTA.

La sua carriera è raccontata a tutto tondo attraverso il sempre aggiornato sito web ufficiale, ma soprattutto dai suoi profili Facebook, Twitter e Instagram: troviamo molte foto, ad esempio insieme alle sue amiche del circuito Sorana Cirstea, Donna Vekic, Kristen Flipkens; o selfie scattati ai player party a cui Ana non manca praticamente mai. Tweet scambiati con i suoi colleghi: proprio di questi giorni è la ALS Ice Bucket Challenge, la sfida (per beneficenza) a colpi di secchiate di acqua gelata che ha coinvolto anche Ana. Tutta colpa della nomination di Petra Kvitova.

Appassionata di moda, film, libri e cibo (“Quando si è a Roma bisogna fare come i romani” il commento di Ana ad una delle sue foto su Instagram, in cui era impegnata a mangiare bucatini direttamente da una padella). Tra le città preferite appunto Roma, ma anche Parigi e Melbourne.

Nelle foto non manca mai il suo team tutto serbo, ultimamente rinnovato: da pochi mesi ha iniziato la collaborazione con il coach Dejan Petrovic, lasciando Nemanja Kontic dopo molto tempo e dopo le prestazioni nei tornei slam di quest’anno, non ai livelli dei precedenti anni. L’Ivanovic affronterà quindi l’ultimo slam, gli Us Open, con il nuovo coach. Altra figura sempre presente è il suo preparatore atletico Zlatko Novkovic.

 Bella, simpatica e determinata. Ad Ana Ivanovic piace stare al gioco, in qualsiasi occasione si trovi; ha sottolineato più volte quanto sia importante per lei stare bene dentro e fuori dal campo: socialmente attiva non isolata solo nel suo tennis.

In vetta al ranking nel 2008, ma fuori dalle prime 50 nel 2010: risultati che arrivano a fasi alterne, in particolare nel 2009 una serie di uscite ai secondi e terzi turni fanno perdere alla giocatrice molte posizioni.

Con i riflettori sempre puntati addosso. Soprattutto per le sue love story: prima con lo spagnolo Fernando Verdasco, poi con il golfista Adam Scott e infine alcune foto la vedevano impegnata con l’ex tennista Mark Stillitano, grazie all’amicizia in comune con Novak Djokovic. Proprio con quest’ultimo molti hanno immaginato qualcosa più di una semplice amicizia; l’intesa che i due avevano dimostrato partecipando alla Hopman Cup nel 2013 avevano portato fuori strada molte voci di corridoio: tra un dritto e un rovescio avevano iniziato a scherzare tra di loro, il serbo imitava le mosse della sua compagna di doppio… Colpa di Nole che, lo conosciamo, è un tipo vivace.

 La serba non ha mai concluso l’anno oltre la trentesima posizione del ranking dalla prima volta che vi è entrata. Ora il momento della rivalsa: gli Us Open, a cui parteciperà da numero 8 del seeding a causa del ritiro della cinese Li Na.


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