ANCORA DJOKOVIC-TSONGA, KYRGIOS TENTA L’IMPOSSIBILE CONTRO NADAL

Interessanti i match che si sono delineati agli ottavi di finale qui a Wimbledon. Spicca Djokovic-Tsonga, sembra chiuso invece Robredo che affronterà Federer. Curiosità nel vedere contro Rafa Nadal la sorpresa assoluta del torneo, Nick Kyrgios.

Gli ottavi di finale di Wimbledon edizione 2014, in gran parte delineati, lasciano in eredità interessanti spunti di riflessione. Come ad esempio i 17 precedenti tra il campione di Belgrado, Novak Djokovic e il possente ‘toro’ di Le Mans, Jo-Wilfried Tsonga. Questa prima settimana ha infatti detto e in gran parte ribadito che, contro determinati avversari basta e avanza un Nole al 70-75%. Il serbo non ha infatti sciorinato un tennis degno della sua immensa classe ma tant’è bastato per accedere lo stesso, per il nono anno consecutivo, agli ottavi di finale. Certo è che ad affrontarlo sarà uno che sull’erba può metterlo in difficoltà. Parliamo ovviamente di Jo-Wilfried Tsonga, che dopo un 2011 e parte del 2012 extra lusso si è un po’ eclissato, concedendosi suo malgrado pause, a volte, preoccupanti. Il francese che ha fatto semifinale qui all’ England Club per due anni consecutivi non parte per assurdo battuto anche se, scavando nell’aridità dei numeri col 71% delle probabilità dovrebbe avere la meglio Novak. Percentuale che però resta quantomeno in sospeso dopo l’infortunio occorsogli alla spalla proprio nel match contro Gilles Simon che per qualche attimo ha tenuto tutti, ma proprio tutti, col fiato sospeso. Lo stesso però a fine match si è affrettato a tranquillizzare tutti i suoi fans: “E’ stata sicuramente una caduta spaventosa, fortunatamente per me ha avuto un effetto minimo sull’articolazione e sui muscoli intorno, e non ha causato danni significativi. Sembra stia bene”. Sulla stessa falsariga anche il suo coach Boris Becker: ” Fondamentale il fatto che Nole abbia dei giorni per recuperare al meglio e assorbire il dolore anche se già va molto meglio rispetto a ieri. Sarà pronto per la battaglia contro Jo-Wilfried”. 

Va bene tutto, vanno bene i precedenti tra i grandi del tennis, i colpi spettacolari di Federer, le movenze feline di Tsonga e Djokovic ma la vera sorpresa del torneo risponde al nome di Nick Kyrgios. Fino ad oggi Kyrgios, un esempio riuscito del melting-pot australiano – papà greco-australiano, mamma malese – non aveva mai passato due turni consecutivi in uno Slam, ieri ha fatto capire anche agli appassionati meno attenti quali sono le sue potenzialità. Di origini greche proprio come Mark Philippoussis (l’ultimo finalista australiano di Wimbledon, battuto da Federer nel 2003), Nick è il prototipo del giocatore moderno: servizio devastante, anche grazie all’altezza (193 centimetri), diritto percussivo.  Da ragazzino amava il basket e lo ha praticato «ad un livello decente», come dice lui (anche se non ha mai giocato per le giovanili dell’Australia come è stato scritto) ma già a sette anni mamma Norlaila, programmatrice di computer, gli aveva messo una racchetta in mano. Lui alla fine ha scelto il tennis e ha cominciato presto a fare sfracelli vincendo il tabellone under 18 dell’ Australian Open – contro l’altro australo-greco Kokkinakis – e diventando numero 1 del ranking giovanile.  Ha solo un anno più del nostro Quinzi, ma è già n.144 del mondo e dopo Wimbledon salirà ancora. Fino a quanto lo capiremo già dal match di domani in cui sfiderà un mostro sacro del tennis come Rafa Nadal, finalmente scrollatosi di dosso i due anni orribili qui sull’erba londinese. Pronostico che sembra chiuso ma guai a distrarsi, del resto per la felicità degli aussies di oggi e di ieri, Kyrgios ha chiarito qual è il suo obiettivo: «gioco per diventare il numero 1 del mondo». In molti scommettono che non si tratti affatto di presunzione.

Soltanto due sono invece i precedenti tra il campione in carica dei Championships Andy Murray e Kevin Anderson. Il primo sembra davvero calato alla perfezione nel suo ‘giardino’. Settimana perfetta (fondamentale per costruirsi poi una seconda settimana di grande intensità), zero rischi, poche energie sprecate e tanta fiducia attorno a se. Sfiderà il sudafricano Anderson che ha eliminato al terzo turno il nostro Fabio Fognini in una partita decisamente equilibata mostrando un piano tattico di gioco ad ogni modo interessante e che, pensiamo, possa riproporre anche contro lo scozzese. Il precedente (l’unico peraltro agli Australian Open con vittoria del figlio della Bretagna) e la voglia matta di Andy di riconfermarsi qui fanno pendere decisamente i favori del pronostico in direzione UK anche se, avessimo un centesimo lo butteremmo in modo totalmente folle sul buon Kevin. Eresia?

Grigor Dimitrov e Leonardo Mayer. Storia dei due rovesci più belli che il circuito del tennis possa proporre attualmente. Il ‘patinato’ bulgaro ha rischiato davvero l’eliminazione contro l’istrionico Dolgopolov al terzo turno riuscendo in un modo o nell’altro grazie alla classe che, si sa, lo contraddistingue a venirne fuori. Leo Mayer per chi mastica di tennis non è una sorpresa. Ai recenti Roland Garros è stato uno dei pochi a mettere in seria difficoltà quel rullo compressore che risponde al nome di Rafa Nadal. Gioca molto profondo (cosa che può dar fastidio a Grigor) e dispone di colpi in grado di far male. I bravi scommettitori direbbero 60-40 per il fidanzato di MaSha e potremmo essere con loro in quest’analisi. Partita da seguire.

Le dieci vittorie ad una negli undici precedenti tra Tommy Robredo e Roger Federer ci obbligano a stare attenti se solo volessimo provare a mettere in dubbio le opportunità dello svizzero di farcela. Certo è che sono due giocatori in grandissima forma ma il buon Tommy dovrebbe passare la mano sull’erba, non esattamente il suo habitat naturale. Il sette volte campione di Wimbledon va per l’ottava meraviglia e c’è da scommettere (stavolta per davvero) che renderà dura, durissima la vita al suo dirimpettaio.

 

 


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