FATTORE CAMPO

Ivan Dodig e Kevin Anderson conquistano i loro primi ATP nei tornei di casa. A Santiago prevale invece Robredo che punisce l'inesperienza di Giraldo
domenica, 6 Febbraio 2011

Si conclude la prima settimana di Febbraio, dedicata a tornei non precisamente altisonanti per tradizione e partecipazione, ma che han regalato il primo successo nel circuito maggiore a Kevin Anderson ed Ivan Dodig. Per un pelo Santiago Giraldo non è riuscito a raggiungere i due compagni ed a formare un terzetto di  neo-vincitori. Come vedremo più avanti, il colombiano è stato vicinissimo al successo a Santiago del Cile, ma alla fine si è fatto sorprendere da Tommy Robredo, che arriva così a dieci titoli in carriera. Santiago è stata anche l’eccezione al “fattore campo” che ha visto tennisti di casa aggiudicarsi i titoli di Johannesburg e Zagabria.

Kevin, missione compiuta. Nativo di Johannesburg, Kevin Anderson sapeva di avere una grandissima occasione nel torneo di casa. Solo tre giocatori lo precedevano nel seeding, nessuno dei tre particolarmente temibile (ci scusino i fan di Feliciano Lopez, Lu e Tipsarevic), e comunque tutti usciti al primo turno. L’ostacolo principale per il numero 59 del mondo sembrava la capacità di gestire un ruolo, per lui inedito, di favorito. Dopo una corsa convincente, ma non trionfale, con un paio di set lasciati per strada, Kevin oggi ha affrontato il finalista per caso Somdev Devvarman, numero 110 del mondo, e giunto in finale superando ben tre Wild Cards sudafricane (sarà un record?) ed il pavido Jesse Huta-Galung che si era premurato di eliminare Janko Tipsarevic. L’indiano ha però saputo onorare la sua buona sorte ed ha giocato una finale di ottimo livello, creando più di un problema ad Anderson. Il primo set è infatti finito nelle mani di Devvarman per 6-4 grazie ad un break sul 3-3 (dopo un primo break recuperato dal Sudafricano). Purtroppo per Somdev, il break nel settimo game è stato l’ultimo del match. Appoggiandosi ad un servizio tornato al meglio, Anderson ha conquistato il secondo set grazie ad un solo break, per poi dilagare nel terzo set, confezionando il 4-6 6-3 6-2 finale.

Ivan, e Zagabria rimane croata. Per il terzo anno consecutivo (e per la sesta su otto edizioni complessive) il torneo di Zagabria rimane in mani croate. Dopo l’inopinata sconfitta di Marin Cilic per mano di Florian Mayer, il compito di mantenere il titolo in casa era affidato ad Ivan Dodig, che aveva guadagnato il rango eliminando Ivan Ljubicic. E l’Ivan meno conosciuto ha onorato a pieno il suo compito, ieri rimontando Guillermo Garcia-Lopez, ed oggi regolando con un secco 6-3 6-4 Michael Berrer, sconfitto in finale proprio come un anno fa. 16 ace per Dodig fanno sorgere spontaneo il confronto con il suo mentore Goran Ivanisevic, vincitore delle prime edizioni del torneo croato.

Il ventiseienne nativo di Medjugorje continua così la sua tardiva ma dirompente esplosione (basti pensare che Ivan ha terminato il 2008 al numero 387, il 2009 al 181, il 2010 all’88 e che questo successo volerà vicino al numero 60 del mondo) ed ottiene un titolo ATP che solo un anno fa sembrava solo un miraggio.

Tommy di esperienza. A Santiago del Cile la possibilità di un successo casalingo era sfumata da tempo, complice il declino dei migliori tennisti cileni, e la mancanza di un adeguato ricambio. A contendersi il titolo Santiago Giraldo e Tommy Robredo, ieri vincitori in rimonta sui nostri Starace e Fognini. Dopo due ore di battaglia l’ha spuntata Tommy Robredo, numero 40 del mondo, che ha così conquistato il decimo successo della sua onorevole carriera. Deve rimandare l’appuntamento con il primo titolo Santiago Giraldo, che ripenserà molto alle fasi finali del terzo set. Dopo un primo set nettamente iberico, concluso per 6-2 da Robredo, Giraldo era infatti riuscito a far girare completamente la partita, conquistando il secondo set con identico punteggio e portandosi avanti di un break nel terzo.Break difeso fino al 5-3, ma restituito proprio nel momento della verità, quando il colombiano era chiamato a servire per il match. E così il match si è concluso al tie-break, che è lentamente scivolato nella mani del ventottenne spagnolo, sancendo il 6-2 2-6 7-6(5) finale.


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