ANDY MURRAY, LE PRIORITÀ DOPO GLI US OPEN

Il tennista britannico interromperà il suo consueto lavoro invernale sui campi di Miami e trascorrerà più tempo con la sua Kim, in attesa della fase più delicata della gravidanza. Il suo coach Amelie Mauresmo capirà...
domenica, 30 Agosto 2015

TENNIS – La situazione si complica, quando hai a che fare con una carriera tra le più brillanti della tua disciplina e ti si presenta il dovere familiare. Ma Andy Murray è uno dei tennisti più in vista del circuito ATP e, come successe a Djokovic esattamente un anno fa, dovrà riuscire a conciliare al meglio l’ultima parte di stagione e i suoi oneri domestici.

Probabilmente, il giocatore britannico non ha scelto esattamente il momento più opportuno per parlarne. Domani comincia l’avventura agli US Open e c’è l’ultima prova dello Slam a cui tentare l’assalto, nonostante un’agguerrita concorrenza dei primi due della classe. Lo scozzese esordirà contro un chiacchieratissimo Kyrgios, che vorrà scrollarsi di dosso tutte le polemiche delle ultime tre settimane: la concentrazione sul cemento di Flushing Meadows dovrà essere altissima fin dalle prime battute.

Ma cosa succederà dopo le due settimane newyorkesi? Per Murray si prospetterebbe il classico trasferimento a Miami, location nella quale prepara abitualmente la stagione invernale, ma i sopraggiunti impegni di famiglia potrebbero rimescolare le carte in tavola. L’idea del campione di Wimbledon 2013 sarebbe quella di interrompere l’allenamento in Florida, in modo da trascorrere accanto alla sua Kim le festività natalizie: con un primogenito in vista, la cui nascita è prevista a febbraio, Andy non può permettersi di badare soltanto a quello che gli riserverà il circuito maschile. Sua moglie, ovviamente, non potrà affrontare le traversate alle quali erano abituati fino a poche settimane fa, quindi sarà necessario rivedere le strategie insieme al suo coach Amelie Mauresmo.

Già, la Mauresmo. Anche l’ex giocatrice francese ha recentemente fatto i conti con una gravidanza, ragion per cui dovrebbe sedersi a tavolino con Murray e discutere molto serenamente del restyling del programma: anche lei sarà impossibilitata per qualche tempo, quindi servirà lavorare in modo molto attento con il resto del team. Lo stesso tennista di Glasgow ha già spiegato i suoi programmi al Guardian: “Penso di trascorrere gli ultimi giorni dell’anno accanto a Kim, quindi non mi tratterrò a Miami. I miei obiettivi, subito dopo gli US Open, saranno Indian Wells, Hopman Cup e Australian Open. A febbraio ci sarà ancora da riflettere sul da farsi, voglio essere presente in famiglia per un evento così importante“.

Il cemento americano, comunque, rimane la prima preoccupazione sul piano agonistico. Qui arrivò una vittoria nel 2012, che dimostra il feeling tra la superficie veloce ed un Murray a caccia di conferme sul podio del ranking maschile. Tuttavia, un’affermazione in uno Slam manca da quella storica avventura a Wimbledon 2013: cosa bisogna aspettarsi dalle prossime due settimane?

L’auspicio, ovviamente, è che Andy renda ancor più frizzante la corsa al successo a Flushing Meadows. Un Federer già gasato dagli ultimi sorrisi americani e un Djokovic che deve smaltire la delusione dello scorso anno sono i primissimi candidati a sollevare il trofeo. Proprio da Nole, però, Murray può trarre suggerimenti su come comportarsi in una situazione a metà tra la racchetta e la famiglia. Il serbo ne è uscito rafforzato, lo scozzese spera di cogliere lo stesso sentiero.


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