ANDY MURRAY: “MI PIACEREBBE LAVORARE ANCORA CON IVAN LENDL”.

Il numero 3 del mondo, dopo la separazione da Amelie Mauresmo, è alla ricerca di un nuovo coach. Ma il primo nome che fa è quello di un suo vecchio mentore, Ivan Lendl: “Mi è piaciuto lavorare con lui”.
giovedì, 12 Maggio 2016

Tennis – Se non è un atto d’amore è un vero e proprio ritorno di fiamma. Andy Murray, a pochi giorni dalla separazione da Amelie Mauresmo, l’allenatrice che lo ha accompagnato nelle ultime stagioni, è ufficialmente alla ricerca di un nuovo coach. Ma, sollecitato sulla questione dal Daily Mail, sembra avere la testa più al passato che al futuro. Non a caso, uno dei nomi che in queste ultime ore vengono sempre più spesso affiancati allo scozzese è quello del suo vecchio allenatore, Ivan Lendl.

L’ex numero uno del mondo, dal canto suo, non è mai stato tipo di tante parole e ha sempre preferito programmare con attenzione ogni sua mossa e quindi anche ogni sua dichiarazione. Recentemente gli è stato chiesto se se la sentirebbe di allenare ancora una volta il tennista di Dunblane. Si sa bene che uno dei motivi principali alla base dello scioglimento del sodalizio che aveva vinto due Slam e l’oro olimpico di Londra 2012 era stata l’incapacità del coach nato a Ostrava di reggere i ritmi frenetici della vita da allenatore. E infatti, dopo la separazione da Andy Murray, Ivan Lendl si è dedicato anima e corpo alla sua accademia in Florida, a qualche torneo di golf e soprattutto alla sua famiglia.

E infatti la risposta del vincitore di otto titoli del Grande Slam rispetto alla possibilità di tornare nel box del recente finalista di Madrid è stata molto concisa, quasi lapidaria: “Non mi piace parlare di queste cose. Sono molto felice di lavorare con tanti ragazzi della Usta, godendomi il tennis e non viaggiando molto. Capisco le speculazioni, ma ho l’impressione che troppe persone si stiano facendo prendere la mano. Non mi piace essere parte di questo gioco”.

Dichiarazioni che lasciano davvero poche speranze ai nostalgici. Parole che vanno sommate al fatto che Ivan Lendl, dopo l’addio a Murray, ha rifiutato offerte di ingaggio da parte di Tomas Berdych e più recentemente da Grigor Dimitrov. Non certo due tennisti di basso livello. I suoi estimatori diranno che è rimasto coerente con quanto dichiarato alla fine del 2014, nel periodo post separazione da Murray. I suoi detrattori diranno che non ha saputo né probabilmente voluto rimettersi in gioco dopo i trionfi nel suo box.

Qualunque sia la vera motivazione, a mettere in difficoltà il vincitore degli Us Open 1985, 1986 e 1987 potrebbero essere le parole del suo vecchio pupillo: “Mi è piaciuto lavorare con Ivan Lendl. Ho ottenuto grandi risultati con lui. Mi piacerebbe tornare a lavorare con lui, ma è sempre difficile allenarsi con gli ex giocatori. Non possono concedere abbastanza tempo”. Una frase nostalgica ma anche evidentemente rassegnata. Murray e Lendl si conoscono bene. Andy sa che Ivan detesta volare e Ivan sa che Andy potrebbe sentirsi limitato dalla prospettiva di tornare indietro al biennio 2012/2014. Al momento il vincitore di Wimbledon 2013 e Us Open 2014 ha manifestato chiaramente la volontà di ponderare con calma la prossima scelta da fare.

Un altro nome che gli viene affiancato è quello di Roger Rasheed, che ha lavorato con tennisti di grande personalità come Lleyton Hewitt, Gael Monfils, Jo-Wilfried Tsonga e che, tra l’altro, viene da un’esperienza poco positiva con Grigor Dimitrov. C’è anche un precedente. Andy Murray fu vicino a ingaggiare Rasheed già verso la fine del 2011, ma poi la sua scelta ricadde su Lendl. Per il momento, comunque, dopo aver battuto quel Mikhail Kukushkin che, ironia della sorte, è uno dei pochissimi tennisti allenati da una donna – un altro era proprio Andy Murray – lo scozzese deve soltanto limitarsi a dribblare le domande sui motivi della fine del rapporto con la Mauresmo: “Roger Federer ha smesso di collaborare con Edberg alla fine dello scorso anno perché Stefan voleva passare più tempo con la famiglia e non voleva viaggiare tanto. Nessuno ha battuto ciglio quando è stata annunciata la loro separazione” ha detto il numero 3 del mondo, cercando più volte di indirizzare l’attenzione verso i benefici che la collaborazione con la francese ha portato al suo tennis. Resta tuttavia un vuoto importante nel suo box. E il Roland Garros incombe.

Foto: Andy Murray e Ivan Lendl, un sodalizio che ha portato nella bacheca dello scozzese due Slam e l’oro olimpico di Londra 2012.


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