ANDY MURRAY: “QUESTO PREMIO MI RIEMPIE D’ORGOGLIO”

TENNIS – Lo scozzese Andy Murray si dice commosso e orgoglioso della vittoria a Wimbledon e del conseguente riconoscimento della BBC come Personalità Sportiva dell’Anno.
martedì, 17 Dicembre 2013

Tennis. Andy Murray ha ricevuto il premio della BBC Sports Personality of the Year domenica scorsa, dopo un anno straordinario che lo ha visto diventare campione a Wimbledon. Il 26enneha ha rubato il cuore del Regno Unito diventando, per l’appunto, il primo uomo britannico a vincere Wimbledon dalla vittoria di Fred Perry nel 1936. Lo scozzese non ha potuto partecipare alla premiazione in quanto impegnato sul campo d’allenamento per recuperare al più presto dall’intervento chirurgico alla schiena, ma si è presentato da Miami in videoconferenza, in diretta, ed è stato insignito del prestigioso premio dalla straordinaria Martina Navratilova. Di seguito le parola di Murray dopo l’assegnazione del premio, riportate dal Daily Mail.

D. E’ stata la pressione a cui sei stato sottoposto per vincere Wimbledon che ti ha fatto vincere questo premio?

R. “E’ difficile da dire. Penso solo che per anni come nazione siamo stati molto, molto vicini ad avere un vincitore a  Wimbledon. Tim ci è andato vicino un paio di volte e io sono arrivato in semifinale un paio di volte e poi in finale. Ogni volta che ci vai vicino ovviamente la pressione cresceva, non riguarda solo questo paese. Nel tennis tutti i giocatori scherzano sempre negli spogliatoi riguardo la pressione alla quale i giocatori inglesi sono sottoposti a Wimbledon. È stato difficile da affrontare, so che ero molto sotto pressione. Un sacco di altri atleti sono stato sotto pressione ma non so come si sentono gli altri.”

Il pubblico ti ha conosciuto fuori dal campo, così come su di esso?

“Penso che il documentario, probabilmente mi ha aiutato. Non so se conoscete Matt Gentry, mi è stato dietro per cercare di farlo per più di un anno ma io non ero particolarmente preso perché sono abbastanza timido e non mi piace avere un sacco di telecamere intorno. Mi ha convinto a farlo e mi sono davvero divertito. Credo che probabilmente questo mi ha aiutato e credo che dopo Wimbledon l’anno scorso tutti hanno visto quanto significava per me. Ero molto toccato. Il sostegno che ho avuto a Wimbledon quest’anno è stato di gran lunga il migliore che abbia mai avuto, nessuno degli altri Wimbledon che ho giocato si può paragonare a questo. Anche alle Olimpiadi, mi stavano tutti dietro. È stato un buon anno.”

È stata difficile la decisione di non partecipare alla premiazione?

“È stata una decisione molto difficile. So che alcune persone penseranno che non mi tocca, ma ho passato un sacco di tempo a discutere con il mio fisioterapista ed il mio medico. Mi sarebbe piaciuto essere lì, molti miei familiari erano lì, non li vedo da molto tempo e non volevo perdere l’occasione di non rivederli per altri quattro o cinque mesi. Non potrò vederli nel periodo di Natale. Vorrei essere a casa a Natale ma, purtroppo, per fare le cose per bene devo fare questo sacrificio. La decisione facile sarebbe stata quella di venire e mi sarebbe piaciuto molto. Avrei preferito essere lì che correre intorno ad un campo da tennis per tre ore. Ma è stata la decisione giusta per la mia carriera, per la mia schiena e per i miei preparativi per l’Australia.”

Ti senti come se avessi vinto un premio Oscar?

“Sicuramente è molto diverso. Vincere qualcosa di simile a Wimbledon è qualcosa alla quale ho dedicato un sacco di anni e questo è un riconoscimento del mio successo dal pubblico britannico. È molto bello ma sono due cose molto diverse. Sono contento di aver vinto. Se guardo i nomi sul trofeo non c’è un atleta che non sia davvero speciale. Sono molto orgoglioso di aver vinto.”


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