ANDY MURRAY: “TUTTO IL POSSIBILE PER ELENA BALTACHA”

TENNIS - Dopo aver aiutato l'amico Ross Hutchins a sconfiggere il linfoma di Hodgkin, lo scozzese esprime la solidarietà nei confronti della sfortunata collega colpita da un cancro al fegato e si dice pronto a fare tutto ciò che può per aiutare la Baltacha nella sua battaglia
mercoledì, 12 Marzo 2014

Tennis. A pochi giorni dalla notizia sconvolgente riguardante la oramai ex tennista britannica Elena Baltacha cui è stato diagnosticato un cancro al fegato, si è espresso il numero uno di Gran Bretagna Andy Murray. Lo scozzese si è dimostrato come prevedibile molto sensibile alla notizia, così come la madre Capitano della squadra di Fed Cup che Baltacha la conosce molto meglio. Ebbene la prima dichiarazione di Murray è stata laconica: ” È uno schifo”.

La tennista di origine ucraina, nata a Kiev, ma naturalizzata britannica, si era ritirata dopo 16 anni di duro lavoro nel circuito Wta in cui ha raggiunto il suo best ranking nel 2010 quando divenne numero 49 del mondo, sebbene sia stata per lungo tempo la numero uno del suo paese. Una carriera che l’ha sempre messa di fronte a sfide non solo agonistiche ma anche fisiche avendo dovuto fronteggiare diversi infortuni come anche malattie croniche che l’hanno tenuta lontana dai campi per molto tempo. Appesa la racchetta al chiodo si era dedicata alla vita familiare, sposata nel 2013 con Nino Severino, seguendo i suoi figli che muovevano i primi passi nella sua accademia di Ipswich. Poi la brutta notizia che ha scosso il mondo del tennis britannico.

Le dichiarazioni di Murray a riguardo dimostrano sano realismo, ma anche grande speranza: “Notizie del genere ti aiutano a vedere le cose nella giusta prospettiva. Certe persone mi chiedono a volte ‘Oh! Hai perso una posizione nel ranking mondiale’, ma è una cosa che non ti sconvolge l’esistenza alla fine della giornata. La cosa più importante è sempre la salute ed è proprio in situazioni come questa che inizi ad apprezzarla e rispettarla, perché la vita a volte è davvero ingiusta. Non ti aspetteresti mai infatti che una cosa del genere possa capitare a qualcuno che è così giovane ed in salute. Ha lavorato duramente per tutta una vita: è un’atleta, ha fatto tutte le cose nel modo giusto…è uno schifo” ci tiene a ribadire il campione di Wimbledon il quale dunque mette in risalto l’importanza di notizie del genere che evidenziano quali siano davvero le priorità nella vita di una persona, non certo vincere questo torneo o quell’altro, quello è solo lavoro.

Ho sentito la notizia di Bally [così è soprannominata Baltacha nell’ambiente] da mia madre un paio di settimane fa – lei era andata a trovarla in ospedale. Ovviamente queste sono notizie che ti lasciano scioccato. Conosco Bally da moltissimo tempo. Certo non la conosco come conosco Ross [Hutchins], ma è comunque scioccante. Lei è così giovane, si è appena ritirata, l’unica cosa che ti saresti potuto aspettare da lei era che si godesse una vita felice serena e tranquilla. Si era anche sposata da poco. La vita è ingiusta. È un incubo“. Il Ross citato da Murray è quel Ross Hutchins doppista britannico che ha da poco vinto la sua battaglia con il linfoma di Hodgkin diagnosticatogli nel 2012 quando insieme al suo partner Colin Fleming era in corsa per le Finals di quell’anno.

Proprio Hutchins organizzò lo scorso anno l’evento “Rally Against Cancer” , un charity match con l’obiettivo di raccogliere fondi per l’ospedale che l’ha avuto in cura per sei mesi. L’iniziativa pare aver preso piede e quest’anno avrà luogo la seconda edizione dove Murray vorrebbe ci fosse anche Baltacha: “Se c’è qualcosa che posso fare, sono sicuro che chiunque nel Tour, se c’è qualsiasi cosa che tutti noi possiamo fare per dare un aiuto la faremo. Quando faremo quest’anno il Rally Against Cancer al Queen’s, sarebbe grandioso se anche Bally ne facesse parte. Credo che questo aiutò molto Ross quindi sarebbe una bella cosa da fare“. In ogni caso lo scozzese si dimostra molto fiducioso sul positivo decorso della malattia della ex collega di cui mette in evidenza la grande positività: “Penso che Bally abbia la giusta personalità. Anche mia madre mi ha confidato che è incredibilmente positiva a riguardo anche subito dopo aver scoperto della malattia. Penso che non sia molto facile quando inizialmente vieni informato della diagnosi, ma lei è stata da subito molto positiva. Ha sempre avuto questa peculiarità anche quando giocava. Ha lavorato molto duramente – lo dicevano tutti. E spero vivamente ne venga fuori“. E questa è una cosa che speriamo tutti.


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