ANDY MURRAY, UN BRITANNICO IN SCOZIA

Sarà un weekend importante il prossimo per Andy Murray, che torna nella sua Scozia per giocare la Coppa Davis come numero uno britannico, dopo le famose parole a favore dell’indipendenza del suo paese e le conseguenti polemiche
mercoledì, 4 Marzo 2015

Il prossimo sarà un weekend decisamente importante per Andy Murray. Lo scozzese infatti tornerà a casa, a Glasgow, per giocare, insieme ai suoi compagni di squadra della Gran Bretagna, il primo turno della Coppa Davis 2015 contro gli Stati Uniti. Nel team con Andy, ci sarà anche suo fratello Jamie.

Proprio lui, che ha giocato, soprattutto quando ha perso, da scozzese, in Inghilterra, per una volta giocherà da britannico, in Scozia. È soltanto la seconda volta che Andy gioca sul suolo natio sotto l’egida della Union Jack. Accadde nel 2011, quando il numero 5 del mondo contribuì con due vittorie al successo della sua squadra contro i modesti ungheresi.

Questa volta però, Andy tornerà a casa, a difendere i colori britannici, dopo essersi esposto in prima persona nel referendum sull’indipendenza scozzese dello scorso mese di settembre, rendendo nota la sua predilezione per un’eventuale vittoria del sì e per il conseguente distacco della Scozia dalla Corona britannica e scatenando una pletora di polemiche e insulti da parte degli inglesi. “Amo giocare per la Gran Bretagna”, si è affrettato a dichiarare Murray. “I risultati che ho raggiunto da quando ho 12 anni sono lì a testimoniarlo. Alle olimpiadi, rapprensentando la Gran Bretagna, ho giocato forse il miglior torneo della mia vita. E non penso nulla di diverso sui britannici dopo la storia del referendum. L’idea che io odii gli inglesi è totalmente priva di senso. Lavoro con loro tutti i giorni, vivo in Inghilterra e sto per sposare una ragazza inglese”.

A Glasgow la febbre del tennis non è mai stata così alta come in questi ultimi anni ed in queste ultime settimane soprattutto. Ci sono voluti appena 10 minuti perché i biglietti per la Emirates Arena finissero sold out. “Immagino che ci sarà una grande atmosfera”, ha commentato Murray. “Non so se la notizia dei biglietti esauriti in dieci minuti sia o meno vero, ma comunque immagino che la folla sarà entusiasta”. Rispetto alla sfida dello scorso anno, vinta dai britannici sulla terra rossa di San Diego, cambierà la location, la superficie e anche l’avversario, visto che gli Usa ritroveranno John Isner, assente nel 2014. “Il cemento indoor è una superficie abbastanza neutrale, che non favorisce nessuno. Rispetto allo scorso anno loro ritrovano Isner e la superficie sarà diversa. Il ricordo della vittoria però ci aiuterà. Sarà sicuramente dura, ma vincere è possibile”.

Murray ha vinto 19 delle 21 partite giocate in Coppa Davis e sul cemento non ha mai perso in sette occasioni. La Gran Bretagna, prima dell’anno scorso non superava un turno di World Group dal 1986. E in casa, non batte gli Stati Uniti dal lontano 1935, quando il 5-0 ottenuto sul centrale di Wimbledon, regalò alla squadra della Regina l’ottava insalatiera della sua storia. Da allora le cose sono molto cambiate, la Gran Bretagna non ha, probabilmente, una squadra che possa ambire al trionfo finale, ma può contare su un top player assoluto come Murray, che per una volta potrà scendere in campo, libero dal “peso” di essere considerato solo uno scozzese in Gran Bretagna.

Nella foto, Andy Murray in campo con la Gran Bretagna nel match perso a Napoli contro l’Italia (foto Associated Press)


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