AO. NOVAK DJOKOVIC VS ROGER FEDERER. CONTA SOLO VINCERE

È la prima semifinale degli Australian Open 2016, ma nella più classica retorica è una finale anticipata. In campo ci sono 27 Slam e due tennisti che si sono affrontati 44 volte in carriera con un bilancio di 22 vittorie a testa. Ma nel 2015 è stato Djokovic a chiudere l’annata in positivo.
mercoledì, 27 Gennaio 2016

TENNIS – Melbourne. È la semifinale più attesa e anche la più scontata. Non è difficile immaginare che si tratta della più classica finale anticipata e che il vincitore si candida di diritto alla vittoria finale di questi Australian Open 2016. Si gioca alle 19.30 ora di Melbourne e in Italia saranno le 9.30 di mattina. Il teatro è la Rod Laver Arena e in campo ci sono il numero 1 del mondo Novak Djokovic e il numero 3 Roger Federer. Ma ci sono anche 27 titoli del grande Slam, una sfilza impressionante di Master 1000, premi in denaro conquistati che ogni umano avrà difficoltà a concepire. In campo c’è l’intero edificio del tennis contemporaneo con due dei suoi più robusti pilastri.

Due tennisti, Roger Federer e Novak Djokovic, che si sono affrontati ben 44 volte in carriera, con un bilancio che al momento dice 22 vittorie per lo svizzero e 22 per il serbo. Insomma, chi vince domani va in vantaggio. E va anche in finale. Il 2016, ad ogni modo, si apre con una delle sfide più avvincenti, una partita che lo scorso anno è stata, togliendo il match durante il round robin delle Atp Finals, sempre finale di torneo.

E qui viene la nota dolente per Roger Federer. È stato Novak Djokovic a chiudere il 2015 con un bilancio decisamente positivo negli scontri diretti con lo svizzero. In otto occasioni il serbo ha portato a casa la vittoria per cinque volte. Ma più che la quantità, conta la qualità. Il tennista di Belgrado ha vinto nella finale dei Master 1000 di Indian Wells e di Roma, nella finale di Wimbledon e degli Us Open e poi ancora nel match conclusivo delle Atp Finals di Londra. Roger Federer si è dovuto accodare, quasi rassegnare, allo strapotere fisico e mentale del Djoker serbo, ma ha sempre cercato di restargli attaccato con i denti alle caviglie. Il campione di Basilea, tuttavia, mantiene salda la certezza di potersi giocare le sue chance. Nelle occasioni in cui è uscito vincitore da questo scontro tra titani ha dimostrato di avere le armi per mettere in difficoltà il suo avversario. A Dubai ha vinto in maniera assolutamente spettacolare e lo stesso è accaduto alla O2 Arena di Londra durante il round robin. Ma la vittoria più bella è stata sicuramente quella ottenuta nella finale del Master 1000 di Cincinnati, quando FedExpress ha sfoderato persino la Sabr in un paio di occasioni, lasciando di stucco il malcapitato Novak Djokovic.

Veniamo alla questione tattica, perché in questo tipo di match nulla può passare in secondo piano. Il discorso è semplice. Novak Djokovic tenterà di allungare gli scambi e il match il più possibile, cercando quel ritmo insostenibile per tutti gli umani – e anche per il non umano Federer – e martellando lo svizzero dalla parte del rovescio. Per toglierli certezze dal lato sinistro, per aprirsi il campo e fare punti. Conterà tanto anche il servizio perché Federer ha dato in più di un match l’impressione di voler rispondere per fare il punto, per iniziare ogni scambio all’attacco e non soltanto per iniziarlo e basta. Importante anche l’orario di gioco. Tutti i tennisti sono d’accordo sul fatto che nelle ore notturne i campi siano meno veloci, una condizione che sicuramente agevola il gioco costante del pupillo di Boris Becker.

Neanche dal punto di vista dello svizzero dovrebbero esserci troppe novità tattiche. La nuova cura a firma Ivan Ljubicic, che sembra una degna continuazione di quella messa in atto da Stefan Edberg, gli ha portato maggiori sicurezze dalla parte del rovescio, un colpo che ormai porta in cascina una quantità consistente di punti, come hanno mostrato alcuni lungolinea giocati sia contro David Goffin sia contro Tomas Berdych. Lo svizzero, al contrario del suo avversario, la cercherà di metterla sulla discontinuità, giocando palle sempre diverse, con spin diverso e con diversa profondità e tentando di controllare il match dal punto di vista dei tempi. Logico poi considerare anche il servizio come una variabile fondamentale del match. Il numero 3 del torneo non ha servito molte prime nel match contro Tomas Berdych e non a caso ha perso i game in battuta in più di un’occasione. Ma con Novak Djokovic le cose potrebbero essere diverse perché non servire al massimo gli darebbe sin da subito l’opportunità di entrare in campo e iniziare lo scambio con un’inerzia positiva. Inoltre, Federer dovrà puntare a fare punti diretti con la battuta anche per risparmiare forze ed essere lucido nei rari momenti in cui il suo avversario gli darà opportunità.

Altra variabile: il pubblico. Come in occasione della finale degli Us Open, il pubblico potrebbe essere tutto dalla parte dello svizzero. Ma a Flushing Meadows il tifo quasi imbarazzante per il rossocrociato non era servito a nulla. Novak Djokovic sa che fin quando Roger Federer non deciderà di appendere la racchetta al chiodo le cose staranno sempre così. E ha dimostrato – non dimentichiamoci nemmeno la finale di Wimbledon – che le prese di posizione degli spettatori non fanno altro che renderlo più forte. E anche più vincente.

Domanda legittima. Chi è il favorito? Impossibile dirlo. I siti di scommesse quotano meno il serbo, dunque per la matematica e la statistica e Novak Djokovic il primo finalista degli Australian Open. I sentimenti di molti tifosi, invece, vorrebbero Roger Federer finalista, anzi probabilmente vincitore del primo Slam della stagione. Vedremo se sarà la ragione o il cuore a prevalere.

Foto: Roger Federer e Novak Djokovic si sono affrontati 44 volte in carriera, con 22 vittorie per parte (www.zimbio.com)


Nessun Commento per “AO. NOVAK DJOKOVIC VS ROGER FEDERER. CONTA SOLO VINCERE”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.