ARKADIUSZ KOCYLA: “VOGLIO CHE IL MONDO SAPPIA CHE SONO PULITO”

Parla uno dei tennisti polacchi sospesi dalla Tennis Integrity Unit e racconta la sua versione dei fatti: “Il video di un incontro è una prova. Ma un sms dal tuo cellulare può inviarlo chiunque”.
venerdì, 25 Settembre 2015

Tennis – Piotr Gadomski e Arkadiusz Kocyla sono i personaggi del momento. Il circus del tennis mondiale attraversa un momento di relativo relax dopo le fatiche degli Us Open e in attesa che il mese di ottobre apra il sipario sui 500 di Pechino e Tokyo e sul Master 1000 di Shanghai. Così i due tennisti polacchi sospesi e multati dalla Tennis Integrity Unit (Tiu) per aver “violato molte regole” – come risulta da una nota della stessa Tiu – si godono, si fa per dire, il loro momento di gloria.

Piotr Gadomski, 24 anni, è stato sospeso per 7 anni e multato di 15mila dollari. È andata leggermente meglio al collega Arkadiusz Kocyla che si è beccato una sospensione di 5 anni con multa di pari entità di quella del connazionale. Proprio quest’ultimo, in un’intervista rilasciata al portale lastwordonsports.com, ha deciso di raccontare la sua versione: “Sono stato contattato per la prima volta nel mese di marzo, quando si giocava il Futures di Sharm el Sheik. Mi è stato chiesto se avessi mai venduto una partita di tennis, se avessi mai ricevuto un’offerta per farlo e se conoscessi qualcuno che lo faceva”.

Domande chiare e risposte altrettanto chiare. Con una piccola omissione: ”Non l’ho mai fatto e naturalmente ho risposto di no. Ma una volta ho ricevuto un’offerta e non li ho avvertiti. Non sapevo nemmeno che si dovesse fare. E poi ho 18 anni, sono giovane e non ho capito bene le regole Itf” confessa il giovane tennista, che non esita poi a fornire dettagli della proposta che gli era stata inoltrata durante il torneo di Bytom, in Polonia: “Due persone mi hanno svegliato in albergo. Era la prima volta in vita mia che li vedevo. Mi hanno detto che mi avrebbero dato metà dei soldi prima di un match e metà dopo. Ma io sono tornato indietro con il malloppo e ho detto loro che non volevo perché ero in grado di mantenermi con il tennis e non ne avevo bisogno”.

“Non mi è stato chiesto né il cellulare ne il computer” prosegue Arkadiusz Kocyla. “Erano sicuri che avessi fatto qualcosa di sbagliato, ma non avevano prove”. Poi rivela che i rappresentanti della Tiu gli hanno mostrato un sms inviato dal suo cellulare nel dicembre 2012. Un sms realmente inviato, ma non da lui: ”Sì, è vero ma non sono stato io a scriverlo. Il messaggio diceva «Skype» e il nome di un’altra persona tipo «Skype Felix» «Skype Mathias». Non ricordo il nome esatto, ha tutto il mio avvocato. L’sms è stato inviato a un uomo di nome Sergei, ma non lo conosco”.

Tra le violazioni imputate a Kocyla c’è anche l’accusa di aver combinato alcune partite. E anche su questo il 18enne prova a dare la sua versione: “Successivamente mi hanno detto che ero sospettato per aver truccato partite”. Ma non si tratterebbe di match in singolare: “Mi hanno detto che erano tre match di doppio in coppia con Piotr Gadomski. Non sono sicuro, ma credo che un match era contro Evgeny Karlovskiy e Victor Baluda (quarti di finale del Futures di Hong Kong 2012), e l’altro contro Marcus Daniell e Kaden Hensell (semifinale di un altro Futures di Hong Kong sempre nel 2012). Nessun match di singolare. In ogni partita della mia carriera ho sempre voluto vincere” si sfoga Kocyla.

Ad ogni modo, la seconda chiamata da parte della Tiu non ha tardato ad arrivare. Kocyla dice di essere stato contattato a qualche mese di distanza: “Mi hanno detto che si aspettavano una confessione o una difesa. Io ho risposto che avrei lottato perché consapevole del fatto di essere pulito. Queste prove non erano importanti. Non sono andato a Londra e non li ho più contattati perché ero sicuro che non avessero niente in mano”. E qui si lascia andare a un’accusa neanche troppo velata: “Nel telefono di Gadomski (suo compagno di doppio) c’erano più messaggi come quello trovato nel mio cellulare”.

La domanda è d’obbligo. Potrebbe essere stato lo stesso Gadomski a inviare i messaggi dal telefono di Kocyla? Il numero 786 del mondo non sa dirlo: “Non so. Non ci sentiamo più a causa della sua ragazza” confessando di aver saputo della sospensione leggendo su internet e di aver scoperto anche di non poter assistere a partite da tennis per tutta la durata della sospensione: “È una cosa ridicola. Il video di un incontro è una prova. Ma un sms non lo è perché chiunque può prenderti il cellulare e scrivere”. Infine lancia un appello ai tifosi di tennis e a tutti gli appassionati: “Voglio che il mondo sappia che sono un giocatore pulito”.

Foto: Arkadiusz Kocyla, il più giovane dei tennisti sospesi dalla Tiu per aver truccato alcune partite (www.poznan.sport.pl)


Nessun Commento per “ARKADIUSZ KOCYLA: “VOGLIO CHE IL MONDO SAPPIA CHE SONO PULITO””


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.