ARMENULIC AL VELENO: “NOLE? BECKER È INSTABILE”

L'ex capitano della Serbia sulla separazione più chiacchierata del circuito maschile. Le accuse sono tutte per l'ex campione tedesco, Armenulic non risparmia le cartucce
lunedì, 12 Dicembre 2016

TENNIS – Senza la possibilità di concentrarsi sul campo, vista l’assenza di tornei e l’imminente inizio della preparazione atletica, la cassa di risonanza diventa ancor più ridondante sia dal punto di vista mediatico, sia sotto l’aspetto delle mere analisi professionali. Novak Djokovic e Boris Becker si sono resi protagonisti dello split più clamoroso e discusso del 2016, dando adito ad una serie di ipotesi, congetture e previsioni che chiamano in causa più di un personaggio del circuito maschile e non. L’ultimo in ordine cronologico è Radmilo Armenulic, ex capitano della Nazionale della Serbia.

Gli strascichi dopo la notizia, emersa in tempo comunque utile per preparare la stagione 2017, hanno trovato pronti due schieramenti che si sono posti a favore o contro Becker, che già aveva spiegato come lo stress di Nole si stesse ripercuotendo su alcune prestazioni sottotono che poi, con la costanza di Murray, si sono trasformate nell’abdicazione nel ranking. Obradovic, attuale selezionatore dei balcanici, ha avvalorato la tesi del coach tedesco, ma il suo predecessore Radmilo Armenulic dimostra di avere un’impressione ben diversa sulla sua versione dei fatti: “Per me si tratta di assurdità, Becker si è dimostrato instabile e contraddittorio. Adesso la famiglia di Novak è diventato un peso ed un ostacolo? Eppure fino a qualche tempo fa era un punto di forza che gli ha dato la spinta per respingere l’assalto di Federer. Inoltre non si sarebbe allenato a sufficienza: ammesso che sia vero, la percentuale di colpa dell’allenatore dovrebbe essere quantomeno pari con quella del suo assistito“.

Armenulic, dal canto suo, prova ad analizzare la questione prendendo in esame i punti cardine della stagione: “La bacheca di Nole è diventata satura dopo il Roland Garros. Adesso ha bisogno di rilassarsi e non pensare a ciò che è successo negli ultimi mesi: deve ripartire con la consapevolezza di tornare lì dov’è stato finora, con l’entusiasmo di dover affrontare una nuova sfida con un avversario che gli ha tolto la corona“. La ricetta? “Mantenere Marijan Vajda – spiega l’ex capitano – ed avviare una collaborazione con Pete Sampras. Credo che andrebbe a formarsi un box davvero armonioso, tipico della famiglia che sostiene il proprio pupillo. Tutto sta nelle scelte di Nole, ma sono certo che tornerà numero uno del mondo“.

La nuova alba di Djokovic è prevista per il 5 gennaio, quando tornerà in campo per il torneo di Doha e dovrà arrivarci con la giusta convinzione psico-fisica e tecnica, oltre che con uno staff che sappia essere all’altezza di quello precedente. Le potenzialità, oltre all’esperienza pluriennale nel campo, ci sono tutte.


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