ARMI SEGRETE: GLI INCORDATORI

Marco Giustarini e Daniele Zonta: sconosciuti al grande pubblico, sono tra i migliori armieri del tennis. Ci svelano i segreti di Nadal, Federer, Volandri, Serena Williams e Andre Agassi
giovedì, 21 Luglio 2011

Orbetello. La racchetta, questa sconosciuta. Sponsor, esigenze personali, esperienza, o semplice scelta estetica. Ogni giocatore sceglie la sua racchetta per cercare di trovare il giusto feeling sul campo da gioco. A «coccolare» le loro «armi» all’Atp Orbetello Challenger, ci sono due veterani dei tornei internazionali, Marco Giustarini e Daniele Zonta, veri e propri artisti delle incordature.

Parlare con loro ci ha aiutato a capire il loro mondo, a conoscere un po’ meglio le esigenze che ogni singolo atleta possiede per cercare di migliorare il suo tennis.

Ciao Marco, iniziamo con te. Quanto è importante incordare racchette in tornei come questi?
Importantissimo. Confrontarsi con giocatori di livello mondiale ci permette giorno dopo giorno di essere sempre aggiornati sulle nuove tendenze, da poter poi portare a giornalieri che tutto l’anno ci seguono.

Cosa cambia tra il circuito maschile e quello femminile?
Quasi niente, semplicemente cambia il tiraggio delle corde; anzi, se devo essere sincero le donne sono meno esigenti…

Ciao Daniele, adesso tocca a te. Ho notato che in tutti i circuiti capita molto meno spesso di veder rompersi le corde ai giocatori: questo dipende dall’evoluzione dei materiali utilizzati?
Sicuramente. Oggi le corde non si rompono quasi più, piuttosto si allentano e perdono efficacia.

Quanti tipi di corde esistono in questi circuiti?
I tipi di corde più utilizzate sono due, entrambe Luxilon: la prima si chiama Alu Power e la seconda Original. Questi due tipi di corde sono utilizzate da una grandissima percentuale di giocatori. C’è poi una distinzione tra tre tipi di corda: il monofilamento, il multifilamento e il budello. Il multifilamento non si usa più, mentre il monofilamento si usa in quasi tutte le racchette, sia da solo sia combinato con le corde di budello: in questo caso ci riferiamo ad un tipo di incordatura chiamata «ibrida».

Cioè?
Nell’incordatura ibrida vengono messe in verticale un tipo di corde (budello o monofilo), mentre in verticale vengono messe le altre: in generale con il budello verticale si guadagna in potenza, mentre in orizzontale avremo più controllo. Questo perché la corda che comanda è quella verticale. Se un giocatore ad esempio predilige un gioco in top spin allora monterà il monofilo in verticale per avere più spinta in rotazione. Il multifilamento invece si utilizza per i giocatori di club.

Marco, spesso quando guardiamo il top player leggiamo sulle loro racchette il simbolo P1. Di cosa si tratta?
P1 è un gruppo di tre incordatori che segue i primi 20 giocatori della classifica Atp.

Perché questi giocatori hanno bisogno di essere «seguiti» dal questo team?
Per un giocatore è fondamentale avere lo stesso incordatore ovunque, sia per una questione psicologica che per un modo diverso di lavorare di ognuno di noi. Per esempio, qui ad Orbetello, i giocatori ai quali incordo le racchette io li seguo fino alla fine del loro torneo, e lo stesso vale per Daniele, perché in alcuni casi i giocatori sentono la differenza di mano: sapete, non vorremmo sentir dire «ho perso per colpa dell’incordatura…».

Per quel che riguarda la tensione invece, cosa puoi dirci Daniele?
La tensione è una variabile molto soggettiva tra giocatore e giocatore, anche se si basa su delle regole fisse: più bassa è la tensione, maggiore sarà la potenza a scapito del controllo, mentre viceversa le corde tese di più daranno un maggior controllo ma faranno perdere potenza ai colpi. Inoltre, molto dipende dal tipo di telaio che utilizzano, ed in base a questo i tennisti scelgono i tipi di corde e la tensione.

Una domanda a tutti e due. Ci sono delle curiosità sui giocatori attinenti al mondo dell’incordatura?
Be’ – risponde Marco – ci sono dei giocatori che incordano le racchette con tensioni anomale rispetto allo standard: per esempio Andujar, nella finale dello scorso anno tirava le corde a 17, mentre Filippo Volandri tende le corde a 14 avendo da par suo una grandissima velocità da polso che gli da la possibilità di coprire la palla in maniera perfetta. Sempre nel torneo il doppista Cerretani incorda a 13 kg. In generale gli estremi massimo vanno da 12 kg a 33 kg, in base al piatto corde e al tipo di telaio utilizzato.

E tra i big?
Rafa Nadal utilizza una corda speciale, un monofilo esagonale accordato a 23/25: questa forma della corda gli permette di caricare all’inverosimile il suo top spin, che rappresenta un colpo anomalo e straordinariamente efficace. Roger Federer invece utilizza un ibrido con il budello verticale e l’Alu Power orizzontale, con una particolarità: Federer è l’unico giocatore del circuito che utilizza un piatto di 90 cm², mentre la media va da 95 a 105 cm².

Serena Williams invece utilizza corde di budello tirate a 30 e, se torniamo indietro negli anni, dobbiamo fare una menzione sull’incordatura di Andrè Agassi, la cui tensione delle corde arrivava addirittura a 33 kg.


1 Commento per “ARMI SEGRETE: GLI INCORDATORI”


  1. vincenzo ha detto:

    Salve
    nel leggere l’articolo ho notato quello che deve essere un mero errore. Nella parte riguardante l’incordatura IBRIDA si parla di Budello o Monofilo sulle verticali e le altre sempre sulle verticali . Mancano le orizzontali.
    Questo a titolo di collaborazione per rendere il giusto valore ad un articolo che secondo me é ben fatto.

    Distinti Saluti

    Vincenzo


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