ASPETTANDO GLI US OPEN…

Ormai manca pochissimo all'inizio della 134esima edizione degli Us Open. In attesa del fischio d'inizio guardiamo cosa combinano Milos Raonic, Maria Sharapova, Serena Williams e Novak Djokovic...
venerdì, 22 Agosto 2014

Flushing Meadows sta per aprire i suoi cancelli. La 134esima edizione degli Us Open, l’ultimo Slam della stagione in un’estate che si trascina verso la fine, è contrassegnato dall’assenza di due n. 2 del mondo: Rafael Nadal e Na Li. Due forfait il cui peso si fa sentire già da settimane. La scelta della trentaduenne cinese di saltare i tornei nordamericani, a causa di quel maledetto dolore al ginocchio che si prolungava dallo scorso marzo, ha fatto emergere un enorme punto interrogativo sul suo futuro. Con la separazione dal coach Carlos Rodriguez e alcune voci che dalla Cina parlano di un ipotetico ritiro non lontano, le prospettive di vederla a lungo sui campi da gioco si fanno sempre più nebulose. Preoccupazioni che, tuttavia, non sembrano trasparire dalle parole della tennista di Wuhan, che qualche giorno fa ha rilasciato un’intervista molto positiva al magazine Want China Times, dichiarando di non sentire affatto il peso dei suoi anni:  “molti credono che i giocatori comincino il declino a partire dai trent’anni, mentre io credo invece che maturando si acquistino più esperienze e si riesca ad affrontare con maggiore capacità ciò che avviene in campo”. Nike ha appena costruito in suo onore la sua sede a Shanghai e tra appena un mese si terrà il Wuhan Tennis Open (Premier 5 che ha sostituito quello di Tokyo) nella sua città natale, dove riprenderà a giocare: segnali che ben si distanziano dall’immagine di una campionessa sull’orlo di gettare la spugna.

Anche per l’altro escluso, Rafael Nadal, è tempo per guarire, riposare e meditare. Il male al polso destro l’ha frenato per due mesi, ma lo spauracchio dell’operazione è stata scongiurata proprio oggi dal suo manager, Benito Perez Barbadillo, il quale ha rassicurato: “Non c’è alcun rischio di intervento. Rafa ha bisogno di riposo, ma non è stanco di combattere infortuni e vuole ritornare al più presto. Probabilmente lo rivedremo in campo in Asia o per la Coppa Davis“. Intanto il maiorchino ha trovato il tempo per accettare la sfida e gettarsi un secchio d’acqua ghiacciata in testa per l’ormai notissimo Ice Bucket Challenge, iniziativa benefica contro la sclerosi laterale amiotrofica. Eccolo qui, tra le sue palme, che nomina gli amici Carlos Moya e Cristiano Ronaldo e la nuotatrice Mireia Belmonte Garcìa prima della solita doccia gelata. Che, forse, lo aiuterà a schiarirsi le idee:

Con Nadal fuori dai giochi è indubbiamente il n. 1 del mondo Novak Djokovic il primo favorito per la vittoria a New York. Malgrado le enormi aspettative e un tabellone non propriamente agevole (ipotetici quarti contro Jo Tsonga e semi contro Wawrinka o Raonic), il serbo non sembra proprio sentire la pressione. Ieri sera Novak, a New York già da qualche giorno, ha preso parte a un match di esibizione insieme all’attore Edward Norton contro John McEnroe e l’hockeista su ghiaccio svedese Henrik Lundqvist. L’evento, a scopo benefico, è stato organizzato per raccogliere fondi per il Johnny Mac Tennis Project, organizzazione no-profit con l’obiettivo di rendere lo sport accessibile ai bambini più poveri di New York. Tra gli altri illustri presenti, oltre alla semifinalista di Wimbledon Lucie Safarova, c’erano Danny De Vito, l’ex sindaco della cittù David Dinkins e naturalmente Boris Becker. Inutile dire che il match è stato un vero e proprio show, per la gioia del pubblico. Ecco qui un assaggio:

Tre giorni fa il vincitore dell’ultimo Wimbledon era stato ospite al Late Show di David Letterman, rilasciando un’intervista molto spassosa, tutta da gustare. D’altronde, che Nole sia un istrione e che se la cavi bene davanti alle telecamere quasi quanto sul campo da gioco ce ne eravamo accorti dai tempi degli sketch al Fiorello Show. Ma qui lo scambio di battute tra il serbo e Letterman è stato talmente brillante da sembrare preparato. Qualche esempio? David: “Sembri in condizioni fisiche tremende. Ti senti al top?”
Novak: “Mi stai chiedendo di togliermi la maglietta? Sapevo che me l’avresti chiesto, per questo me ne sono messo due”. David: “Se ti senti a tuo agio, fai pure”. Oppure. David: “Ti droghi?” Novak: “Per ora no. Mi metto nella camera iperbarica, però, quando dormo.” David: “Ma ora sei sposato!” Novak: “Eh già…”. Qui l’intervista integrale:

E già a New York anche Roger Federer, che proprio oggi si è allenato nell’Arthur Ashe Stadium. Difficilmente le cose potrebbero andargli meglio: di nuovo n. 3 del mondo, fresco titolo in saccoccia a Cincinnati, uno stato di forma superlativo e un tabellone decisamente favorevole. Tanto che non stupirebbe più di tanto se il Re riuscisse a vincere il suo diciottesimo Slam, soprattutto con spauracchio-Nadal fuori dai giochi. Roger, che ieri – pure lui – ha accettato la sfida del secchio d’acqua gelata, un paio di giorni fa ha rilasciato una bellissima intervista a Sport Illustrated, parlando a tutto tondo di sé, della sua infanzia e delle sue aspettative. “Non riesco a credere a quanti anni ho – ha confessato l’elvetico – il tempo passa troppo in fretta stando nel Tour. Mi sento molto meglio dell’anno scorso, poi con la famiglia è tutto ancor più bello. Io e Mirka amiamo viaggiare, anche se adoro la Svizzera, dove vivo bei momenti con amici e parenti. Vediamo sempre i lati positivi. Organizzarsi è la cosa più difficile”. Federer ha ammesso che da ragazzo non gli piacevano gli allenamenti: “non volevo andare ad allenarmi neanche per 45 minuti alcuni giorni. Mi chiedevo: perché sto facendo questo quando potrei farlo domani? In un certo senso sono contento di non aver avuto molta pressione tra i 16 e i 21 anni. Quando avevo allenamento alle nove del mattino giocavo sempre male. Mi ricordo che una volta facemmo un match di allenamento e un’ora più tardi ero sotto 6-1 4-1. Ho avuto tanti momenti di questo tipo, fino a un certo punto, dove dissi a me stesso: ‘non ho più intenzione di sprecare così tanti allenamenti, voglio essere come un professionista’. Da lì ho iniziato ad apprezzare questo sport. Oggi amo allenarmi, soprattutto quando non c’è gente che mi guarda. Quando non c’è nessuno sono realmente me stesso. Quando c’è una folla, mi sento troppo osservato. Ciò non significa che non mi piace avere gente intorno, anzi, sono contento che le persone possano essere felici guardandomi e ammirare il mio tennis”. Federer ha poi spiegato com’è conciliare la sua vita e la sua famiglia e la sua carriera: “Ovviamente ha un enorme impatto sulla mia vita. Penso sempre ai miei quattro figli, ovviamente non so sempre cosa stanno facendo. Gli impegni sono numerosi: farli mangiare, metterli a letto, leggerli le storie della buonanotte, anche se devo dire che non influiscono sulla mia programmazione giornaliera tennistica. Sento molto la mancanza della mia famiglia quando non sono con loro, ma va bene così. Sono felice che la mia vita tennistica con loro non sia cambiata, quando invece cinque anni fa pensavo il contrario. Credevo di non poter allenarmi per quanto ne avessi bisogno, oppure che i miei impegni potessero essere tagliati per il 30%. Non è successo, anzi: gioco a tempo pieno e sono in grado di gestire il tutto. E’ stata una sorpresa per me”. Qui l’intervista in lingua originale.

Ha di che sorridere anche il canadese n. 6 al mondo Milos Raonic. Appena ieri ha ricevuto un tweet di congratulazioni dal profilo degli Us Open per essersi aggiudicato le Us Open Series grazie ai risultati ottenuti nei tornei di Washington (vittoria in finale contro Pospisil), Toronto (quarti persi contro Feliciano Lopez) e Cincinnati (sconfitta in semi contro Federer). Ciò vuol dire che se Milos vincesse New York si aggiudicherebbe l’astronomica cifra di 4 milioni di euro (3 per il torneo e uno in più di bonus per le Series). Un incentivo in più per il ventiquattrenne nato in Montenegro, che per aggiudicarsi il suo primo Slam potrebbe avere davanti gli ostacoli di Stan Wawrinka ai quarti e Novak Djokovic in semi. Ma ci penserà più avanti, il bel canadese, che ieri ha visitato il Calvin Klein Showroom di New York, improvvisandosi modello. Di certo la stoffa non gli manca.

Già nella Grande Mela anche l’ex ‘altro svizzero’ Stan Wawrinka, che proprio qui intende ripartire per dare una scossa al suo anno iniziato alle stelle e proseguito in calando. Ieri su Instagram ha pubblicato una foto della città, con il ponte di Brooklyn in lontananza e rischiarato dal primo chiarore dell’alba, che ha scattato prima di andare verso i campi per allenarsi. “Good morning New York!” scrive: perchè essere positivi è la cosa più importante.

Ma non c’è solo tempo per gli allenamenti, qui in NYC, capitale della moda, del glamour e dell’arte. Questo lo sa bene Maria Sharapova, che ieri ha visitato la retrospettiva dell’artista yankee Jeff Koons al Withney Museum of American Art. Eccola qui fare capolino di fianco a una statua tutta curve, visibilmente ripresa dopo lo psycho-match contro Ana Ivanovic nella semifinale di Cincinnati. Maria ha da poco annunciato che sarà il volto di una campagna contro il cancro al seno organizzata dalla Council of Fashion Designers of America.

Dopo la vittoria a Cincinnati è già a New York anche Serena Williams. La n. 1 del mondo cercherà di vincere il suo diciottesimo Slam in carriera, il suo primo dell’anno, lei che ne ha sempre vinto almeno uno per stagione dal 2007. Per evitare passi falsi sarà necessaria concentrazione e tanta, tanta cattiveria. Deve essere proprio questo che ha pensato la Nike quando ha disegnato il suo outfit da ‘combattimento’: abito e polsini che più leopardati non si può. Roba da far tremare di paura qualsiasi avversaria.

 


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