IL “FILO” RITROVATO

Volandri batte 6-2, 6-4 Granollers e torna in semifinale dopo tre anni; affronterà Feliciano Lopez. Nell'altro match, "serby" tra Tipsarevic e Djokovic
venerdì, 29 Aprile 2011

Belgrado (Serbia) – Altra grande prestazione di Filippo Volandri che regola in due set lo spagnolo Marcel Granollers e stacca il biglietto per le semifinali in programma domani.

Si alza l’asticella (ieri Marchenko numero 108 del mondo, oggi Granollers numero 52) e aumentano le difficoltà, in quanto lo spagnolo è certamente più terraiolo dell’ucraino, ma il “Filo” non si interrompe e l’avvio della partita è identico a quello di ieri. Sotto un pallido sole che si rafforzerà durante l’incontro, l’azzurro rompe gli indugi nel terzo game, dopo che in quello precedente aveva già dato un saggio delle sue capacità con una palla corta perfetta sulla risposta dello spagnolo. I colpi di Granollers non fanno male e il passante fuori misura vale il 15-40 per Filippo, che sfrutta la seconda palla-break forzando un rovescio lungo linea sul quale Marcel sbaglia.

Volandri preferisce insistere sul rovescio dell’avversario, che Granollers gioca bimane con il braccio destro molto vicino al corpo. Nel quarto gioco però lo spagnolo ha due palle per tornare in parità ma Filippo annulla con un pregevole gesto atletico (jump-smash indietreggiando) e con pazienza (serie di dritti incrociati a buttare fuori dal campo Granollers per poi infilarlo in lungo linea con il rovescio) per poi salire 3-1 con la combinazione palla corta e passante.

L’italiano si porta da casa il rovescio e non ha alcuna difficoltà a duellare con armi diverse. Rinfoderata la sciabola, con il fioretto c’è ancora meno partita e la sintesi è tutta nel punto che vale il doppio-break per l’italiano: due recuperi prodigiosi e un lob con le spalle alla rete sul quale Marcel non trova la palla (4-1). La lezione di bel tennis di Volandri prosegue anche nel sesto gioco e il rovescio anomalo dal centro del campo si trasforma in un vincente imprendibile per lo spagnolo. Granollers tampona la ferita con un paio di vincenti e incamera il secondo gioco del set ma Filippo estrae dal cilindro ancora un coniglio bianco (demi-volee di rovescio accarezzata) e chiude 6-2 con il servizio.

Il timore, all’inizio del secondo set, è che Volandri ripeta il mezzo-incubo di ieri (subito 0-5, poi 1-6) e invece l’italiano resta sul pezzo e piazza il break che risulterà determinante nel terzo game. Una palla corta, un doppio fallo di Granollers e due rovesci vincenti mandano Filippo al cambio di campo in vantaggio 2-1, che diventa subito 3-1 con nove punti consecutivi grazie alla battuta tenuta a zero nel quarto gioco. La condizione fisica di Volandri è strepitosa e lo dimostrano alcune ottime difese ma Granollers non vuole mollare l’osso e rimane aggrappato alla disputa fino al momento decisivo.

Filippo serve per la semifinale avanti 5-4 e la pressione si fa sentire. Un passante di rovescio dello spagnolo decreta il 15-30 ma l’azzurro si porta a due punti dal successo con l’ennesimo rovescio. Tra “Filo” e la vittoria ci sono ancora due palle-break da annullare, di cui la seconda con l’aiuto di Granollers che spedisce in corridoio un dritto d’attacco a campo semi-aperto, ma il match-point arriva in seguito a un rovescio lungo linea doc doppiato da una smorzata imprendibile; il dritto largo di Granollers premia la grande partita di Volandri, che torna ad assaporare il profumo della semifinale dopo più di tre anni (Buenos Aires 2008).

Volandri conosceva già, in caso di qualificazione, il nome del suo prossimo avversario. Infatti, nel match che aveva inaugurato la giornata dedicata ai quarti sul centrale sotto un cielo carico di nubi e qualche goccia di pioggia, il mancino Feliciano Lopez si era imposto al connazionale Albert Montanes con un doppio 6-4 senza mai cedere il servizio e salvando cinque palle-break. Il bilancio dei confronti diretti tra Volandri e Lopez è quasi completamente favorevole allo spagnolo: 5-1 nel circuito maggiore (7-1 se si considerano anche le prime due sfide, disputate a livello di challenger e tabelloni di qualificazione) con l’unica vittoria italiana che risale ad Amburgo 2005. Sulla terra però c’è più equilibrio (1-1 e 2-1 con il challenger di Sassuolo) ed è su questo che “Filo” deve fare affidamento.

Nella parte alta del tabellone invece la semifinale sarà un derby di Serbia, quindi un “Serby”, tra Janko Tipsarevic e Novak Djokovic. Il primo aveva un conto in sospeso con l’irriducibile indiano Devvarman, reo di averlo battuto in marzo nel primo turno di Coppa Davis e aver così insinuato il dubbio qualificazione nella squadra detentrice del titolo, poi regolarmente vittoriosa per 4-1. Janko è partito bene ma Somdev, che veniva da una sorta di maratona durata oltre tre ore il giorno prima contro Garcia Lopez, ha mostrato doti difensive e di resistenza davvero inusuali. Perso il primo set 6-3, Devvarman ha reagito prontamente nel secondo aggiudicandoselo con lo stesso score. Nel terzo il serbo ha annullato quattro palle-break su cinque mentre l’indiano ha fatto 0 su 2 e si è piegato dopo più di due ore e mezzo: 6-3, 3-6, 6-4 lo score.

Funestato dalla pioggia l’ultimo quarto, disputato in serata davanti a un pubblico finalmente degno e partecipe. Djokovic ha controllato agevolmente l’incontro fino al 4-1 pesante del secondo parziale, poi si è messo a “bisticciare” con le cattive condizioni atmosferiche e di conseguenza si è disunito. Nole era arrivato a quel punto ricorrendo all’artiglieria pesante e alla profondità dei colpi ma l’unico break della frazione è arrivato anche grazie a due doppi falli del suo avversario, lo sloveno Blaz Kavcic, nel quarto game. Djokovic è andato anche a cercarsi qualche punto nei pressi della rete ma è stato soprattutto con l’intensità da fondo campo che ha comandato le operazioni. Dal 4-1 in poi Nole, sospinto dal pubblico ogni volta che il punteggio accennava anche minimamente a complicarsi, si è limitato a giocare al meglio i suoi turni di servizio fino al 6-3.

Nel secondo parziale Djokovic è risalito da 0-30 nel secondo gioco e in quello dopo ha subito punito lo sloveno strappandogli la battuta con troppi errori di Kavcic. Blaz ha pensato bene di commettere un doppio fallo anche sulla palla-break del quinto gioco (4-1) e  a quel punto solo l’intensificarsi della pioggia avrebbe potuto salvarlo. In parte è stato così, con Novak che ha smarrito per la prima volta il servizio nel match palesando un nervosismo eccessivo, forse dovuto alla preoccupazione di infortunarsi data la scivolosità del terreno. Kavcic però non ha saputo approfittare della situazione, ha rinnovato l’abbonamento con il doppio fallo e si è concesso alla sconfitta, arrivata nell’ottavo game al terzo match-point: 6-2. Domani sera giocherà da favorito il “Serby” con Tipsarevic, che ha già battuto due volte su due (tra cui una proprio qui a Belgrado, nel 2009).


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