ATP: CAMBIAMENTI E NUOVI COACH DEI TOP10, COME STA ANDANDO?

La off-season ha portato consigli ad alcuni dei giocatori presenti tra le prime 10 posizioni del ranking, che hanno optato per nuovi coach e alcuni cambiamenti; ma come stanno andando?
mercoledì, 18 Gennaio 2017

Tennis. Gli Australian Open sono il primo vero test per tutte le decisioni prese nella off-season: l’appuntamento con il Grand Slam di Melbourne è un trampolino per la nuova stagione ormai entrata nel vivo. Da Carlos Moya, nuovo componente dello staff di Rafael Nadal, alla fine della collaborazione tra Boris Becker e Novak Djokovic, ecco la top10 con il punto della situazione.

Novak Djokovic. Chi aveva fatto parlare molto di sé, proprio per la decisione di rompere con l’ex tennista tedesco, era stato il serbo, in un momento apparentemente negativo della carriera. Non era e continua a non esserlo tuttora il Djokovic di prima: spensierato, bello e vincente. Cosa sarà mai successo all’ex numero 1 Atp? A formare il nuovo staff, con la mancanza di Boris Becker, il serbo ha optato per non sostituire con nessuno la sua figura, ma semplicemente lasciando Marian Vajda e il sostegno morale di Pepe Imaz. A Melbourne il tennista di Belgrado ha raggiunto il secondo turno, dove ora c’è Denis Istomin ad attenderlo.

Rafel Nadal. Cambiamenti importanti anche nello staff di Nadal: il maiorchino dopo la decisione di allargare la sua squadra, con l’entrata di Carlos Moya, sembra aver recuperato la grinta e la forma fisica. Per il momento sono solo i quarti raggiunti a Brisbane e il secondo turno di Melbourne vinto contro Florian Mayer a provarlo, ma la stagione è ancora lunga.

Milos Raonic. Anche il canadese ha ascoltato i consigli della off-season: lasciato lo spagnolo Moya, subito conquistato da Nadal, ha inserito nella sua squadra, guidata sempre da Riccardo Piatti, l’ex tennista olandese Richard Krajicek. Iniziata la nuova stagione, Raonic è arrivato in semifinale a Brisbane sconfitto da Grigor Dimitrov, agli Australian Open invece dovrà disputare il suo secondo turno. Ma il salto di qualità? Raonic ormai non si può più attendere.

Discorso diverso invece per i top10 che avevano da poco rinnovato lo staff o si sono affidati ai soliti noti:

Andy MurrayContinua sulla stessa strada il numero 1 Atp che si è affidato ancora alla guida di Ivan Lendl e del suo connazionale Jamie Delgado, ex tennista specializzato nel doppio. Una scelta ragionata, vista la difficile stagione che attende il britannico: con Novak Djokovic alle spalle, Murray può permettersi di sbagliare davvero poco se vuole tenere il posto in vetta. Con il primo torneo dell’anno, a Doha, è andata subito in scena un’anteprima tra i due rivali: il titolo vinto dal serbo, fa pensare ad un avvertimento per il numero 1. A Melbourne intanto il britannico è giunto al terzo turno con il brivido, a causo di una caduta durante il match di secondo turno contro Andrey Rublev.

Thomas Berdych. Aveva già fatto un passo indietro il tennista ceco, quando ad Agosto aveva richiamato nel suo staff Goran Ivanisevic, lasciando Daniel Vallverdu. I primi miglioramenti già si vedevano, con alcune modifiche nel proprio stile di gioco. Stabile tra le prime 10 posizioni, il ceco ha iniziato il 2017 con la semifinale raggiunta a Doha; agli Australian Open, invece, tutto liscio fino al terzo turno, ma ora il prossimo avversario è nientemeno che Roger Federer.

Marin Cilic. Da n.7 della classifica Atp, il croato già dalla scorsa stagione aveva rotto con Ivanisevic, passato infatti con Berdych. Ad affiancarlo l’ex tennista svedese Jonas Björkman, sembra trovare il giusto modo di spronarlo e incoraggiarlo a fare sempre meglio. Agli Australian Open però è terminata troppo presto la sua avventura, rimasto sconfitto al secondo turno da Daniel Evans.

Stan Wawrinka. Lo svizzero non ci pensa proprio a cambiare e rinnovare il suo staff: la continua collaborazione con Magnus Norman, sembra portare buoni risultati e soddisfazioni. Dalla vittoria degli Australian Open, a quelle del Roland Garros e Us Open, Wawrinka punta al prossimo inaspettato colpo, nel pieno del suo stile silente. A Melbourne, dopo aver superato il povero Martin Klizan, colpito violentemente al corpo da una palla dello svizzero, si è imposto anche nel secondo turno contro Steve Johnson.

Kei Nishikori. Anche il giapponese in perfetta sintonia con l’ex tennista Michael Chang, sembra alla ricerca di quel salto di qualità, sfiorato nel 2014 agli Us Open. Da n.5 della classifica Atp, Nishikori ha iniziato la stagione sfiorando il titolo a Brisbane perso contro Grigor Dimitrov; mentre a Melbourne ha raggiunto il terzo turno battendo Jeremy Chardy.

Gael Monfils. L’istrionico francese non cambia neanche in questo 2017: con la coppia Mikael Tillström e Gaëtan Olivier, continua per tutta la nuova stagione alla ricerca di una continuità. Nel primo slam dell’anno è approdato senza troppi problemi al secondo turno, dove ora se la vedrà con Alexandr Dolgopolov.

Dominic Thiem. Infine, il giovane tennista austriaco sotto la guida del suo allenatore connazionale Günter Bresnik, che lo ha finora spronato, a Melbourne è sulla strada dell’azzurro Fabio Fognini, che incontrerebbe se vincessero entrambi il secondo turno.

Foto: Rafael Nadal allenamento Australian Open (zimbio.com)


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