ATP DOHA: DJOKOVIC FA 60

Una finale che non è mai esistita. Djokovic chiude 61 62 e si prende a Doha il titolo numero 60 in carriera. Nadal ha vinto solo sette volte contro un top 10 dal Roland Garros 2014.
sabato, 9 Gennaio 2016

TENNIS – Extraterrestre vienimi a cercare voglio un pianeta su cui ricominciare. Si deve sentire così Rafa Nadal, contro un Novak Djokovic in versione marziano che alla sedicesima finale consecutiva (terza miglior serie di sempre dietro alle 18 di Lendl e le 17 di Federer), conquista il titolo numero 60 con una debordante impressione di superiorità, e vince almeno un titolo per l’undicesima stagione di fila. Vince 61 62 in meno di un’ora e un quarto, non è solo autorevole, è autoritario, dominante, spietatamente perfetto: 30 vincenti e 13 gratuiti son lì a dimostrarlo. Nadal, arrivato in finale senza affrontare teste di serie ma perdendo due set, contro Kuznetsov e Carreno Busta, non entra mai davvero nel match. Esce di scena senza aver salvato nemmeno una delle quattro palle break concesse, si arrende alla 24ma sconfitta su 47 incontro contro il numero 1 del mondo e alla 13ma sconfitta in 19 sfide contro un top-10 dal suo ultimo Slam, il Roland Garros del 2014.

Djokovic, più che mai Robonole, da quello stesso torneo di top-10 ne ha battuti 45, con sole sei sconfitte. Il resto è storia di una partita mai nata, di una morte (sportiva) annunciata, che matura in soli 73 minuti, è una serie che si allunga a 11 set di fila vinti contro il maiorchino, è il primo titolo di Djokovic in un ATP 250 dal torneo di Belgrado del 2011. Niente di nuovo, sotto il sole del 2016.

Pronti via e palla break Nadal al primo game. Il maiorchino però la manca, con un dritto che avrebbe fatto meglio a giocare in diagonale. Ancora non lo sa, ma il suo match praticamente si chiude qui. Nel primo turno di battuta mette una prima su cinque, e ne paga subito le conseguenze. Djokovic, piazza il break e allunga 3-0 (parziale di 12 punti a 3) con il suo terzo ace e una prima vincente.

Il maiorchino subisce il gioco di Nole, incredibilmente fluido dalla parte del rovescio, e da subito in grado di comandare anche sulla diagonale sinistra: il numero dei dritti anomali, anche contro il dritto di Rafa, danno la misura della presa del serbo sulla partita e di un Nadal costretto a un match reattivo molto più che proattivo.

Rafa mette un ace e sei prime su sei nel quinto gioco, ma la sostanza non cambia. Nadal perde troppo campo già dal primo colpo dopo il servizio, e Djokovic si prende anche il secondo break di vantaggio, con un tracciante di rovescio in controtempo, icona e sintesi di una superiorità tanto tecnica quanto strategica e di un Nadal disarmato e per certi aspetti disarmante. Non è un caso che due terzi dei vincenti di Djokovic nel primo set arrivino contro il dritto dello spagnolo. Il 61 è solo inevitabile questione di tempo.

Djokovic converte anche la terza palla break su tre, grazie a un altro regalo di Nadal che mette lungo un dritto a campo aperto. La partita, se mai è davvero iniziata, finisce al quinto gioco del secondo set. Nadal continua a non cancellare lo zero alla voce palle break salvate, può rimpiangere un altro dritto non chiuso sul 15-0, e Djokovic continua a fare praticamente quel che vuole: quattro break su quattro occasioni, Rafa sempre più indietro, sempre più passivo, in attesa dell’inevitabile, e smash a campo aperto che sa di fine di un match e di un’era.

 


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