ATP FINALS, BOLELLI E FOGNINI KO SULLO SCOGLIO BRYAN

Come da pronostico, passano i gemelloni californiani, ingiocabili per gli azzurri. Vittoria-passeggiata in due set (55 minuti!)
martedì, 17 Novembre 2015

TENNIS – Davide contro Golia e Davide, per giunta, ha la fionda scassata. Lo dicevano i precedenti – 3-0 in favore degli americani – ma anche quell’abisso sul piano dell’esperienza. Si sapeva alla vigilia, il tutto viene confermato da un successo schiacciante da parte di Bob e Mike Bryan su Fabio Fognini e Simone Bolelli: 6-3, 6-2 in cinquantacinque minuti. Golia, allora, rilancia le proprie quotazioni nel gruppo “Ashe-Smith” alle spalle di Bopanna-Mergea. Mentre Davide, la coppia azzurra, si prepara a fare i bagagli, aspettando il confronto proprio contro Bopanna e Mergea. Insomma, la “O2 Arena” di Londra, le Atp Finals, regalano una nuova delusione all’Italia.

Fabio e Simone sono al loro secondo match in un Masters; i gemelloni a quello numero 53. Come se non bastasse, nelle fasi iniziali Fognini sbaglia troppo a rete ed è manna per i Bryan. Perché, si sa, non fanno sconti. Almeno non quelli di oggi: tengono dunque agevolmente i primi due turni di servizio e breakano gli azzurri con Bolelli alla battuta. Pata-pim e pata-pam (citando un celebre trio del piccolo schermo) e il 3-0 è servito. Arriva il 3-1, ma provare a dettare la propria legge, per i due italiani, è impresa titanica. Preferibile lavorare in maniera certosina, costruire e sfruttare i pochissimi spiragli. Ad ogni modo, gli statunitensi mantengono quel break di vantaggio e in 26 minuti portano a casa il primo set. Inaffondabili.

Non c’è storia nemmeno all’inizio del secondo set. Servizio strappato a Bolelli, mentre il percorso netto di Bob, sulla riga di battuta, prosegue: altro allungo da 2-0. Cercasi contromisure in casa del duo ligure-emiliano. Ma Fabio e Simone, soprattutto, non riescono ad arginare il dominio a rete dei californiani. Che da par loro, invece, crescono ulteriormente. Tanto che le battute finali del secondo set sono giocate a velocità impossibile. Sfoggiando tra l’altro tutto il repertorio: dal ritmo forsennato alla precisione al servizio. Un meccanismo semplicemente perfetto. Altro break sul 3-1; poi Mike va a servire per il match sul 5-2. C’è una gran risposta di Simone, ma è soltanto l’ultima goccia di un oceano. Surclassati dai maestri, per gli italiani non resta altro che raccogliere i cocci.


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