ATP FINALS: IL PAGELLONE

Si è concluso anche l’ultimo grande torneo della stagione e come di consueto, tennis.it torna a dare i voti. Vediamo chi sono i promossi e i bocciati del Masters 2012
martedì, 13 Novembre 2012

NOVAK DJOKOVIC 9

L’anno si conclude, giustamente, allo stesso modo di come si era aperto, con Novak Djokovic trionfatore e numero uno. La sua stagione, seppur meno vincente dello straordinario 2011, è stata sicuramente la migliore per continuità di risultati. Alle Finals ha confermato di essere il più forte innanzitutto mentalmente, operando due super rimonte contro Murray e Del Potro e vincendo una finale tiratissima contro Federer, in cui decisivo è stato il rendimento nei punti più importanti. Le sue doti di concentrazione e di resistenza alla pressione, ormai ci fanno dubitare della sua reale natura umana. Marziano

ROGER FEDERER 8

Lo svizzero nel suo torneo non tradisce mai. Alzi la mano chi, dopo la parentesi asiatica e la sconfitta a Basilea, lo avrebbe immaginato in finale al Masters, o anche soltanto chi lo avrebbe pronosticato vincente contro Andy Murray. Roger invece ha dimostrato che a dispetto dei 31 anni suonati, lui è ancora lì a giocarsela con i virgulti di oggi, che se vogliono batterlo devono mettere in campo tutto quello che hanno in corpo. È vero contro Djokovic ha sprecato tanto nelle fasi più calde, ma con il muro che c’era dall’altra parte, anche una macchina perfetta può incepparsi, figuriamoci un uomo, per quanto molto simile ad un dio (del tennis). Evergreen

JUAN MARTIN DEL POTRO 8

L’argentino è forse la nota più lieta delle Finals e dell’ultimo scorcio di stagione. Con la vittoria a Basilea e la semifinale quasi vinta al Masters, Palito ha dimostrato di essere tornato ad altissimo livello e di essere pronto, l’anno prossimo a dare battaglia ai primi quattro della classifica nei tornei più importanti. L’unica cosa che al momento gli manca è un pizzico di resistenza fisica in più, ce gli permetterebbe di reggere per più di due set contro Djokovic, anche se a parziale discolpa dell’argentino, bisogna dire che il giorno prima della semifinale, aveva già dovuto sudare per battere Federer, senza avere, contrariamente al serbo, alcun giorno di riposo. Lazzaro

DAVID FERRER 7

Il paperino delle Finals è lui. Trionfa a Bercy, si presenta al Masters in gran forma e vince due partite esattamente come Del Potro e Federer, soltanto porta a casa un set in meno e per questo viene eliminato, tra le polemiche per una formula (quella del round robin), mai totalmente digerita, ne dai giocatori, ne dai tifosi. Avrebbe meritato senza dubbio la semifinale, ma la giustizia non è cosa di questo mondo, soprattutto per i giusti (e Ferrer per quanto possa non piacere in campo è un giusto, perché tutto quello che ha ottenuto se lo è preso con il sudore della fronte). Provaci ancora David

ANDY MURRAY 4

Dopo il trionfo allo Us Open, Andy il perdente sembrava finalmente redento, pronto a dominare dopo anni di delusioni. L’ultimo scorcio di stagione invece ci ha riconsegnato lo stesso tennista di qualche mese fa, imbrigliato nel suo essere un bambino cresciuto, incapace di maturare in un mondo che ti mangia a colazione quando mostri il tuo lato debole. Lo scozzese cade proprio contro i primi due giocatori del mondo, mancando nelle fasi più importanti delle due partite, quando la vittoria devi andartela a prendere, anziché aspettare che arrivi per poi arrabbiarti se lo cose non vanno come avevi previsto. Gambero

TOMAS BERDYCH 6-

Fa il compitino e niente più, battendo Tsonga e Perdendo contro Andy e Nole. La finale di Davis è alle porte e forse è quello il reale obbiettivo della sua stagione. Il ragazzo non si impegna, ma potrebbe

JO WILFRIED TSONGA 5-

Il suo master di fatto finisce dopo il primo set, ben giocato e perso forse immeritatamente contro Djokovic, dopo di che conferma di non essere in grande forma e di aver bisogno di un periodo di vacanza, al termine di una stagione molto dispendiosa. Bollito

JANKO TIPSAREVIC 3

L’anno scorso, entrò in gara come riserva e giocò alla morte i suoi due match, vincendone anche uno contro Djokovic. Quest’anno, come titolare, si presenta scarico e forse anche non al meglio fisicamente, raccoglie otto giochi nei primi due incontri, prima di racimolare un set nell’ultima inutile sfida con Ferrer, comunque poi persa nettamente. Non sarebbe stato meglio rimanere a casa e far giocare la riserva Gasquet? Presenzialista

GRANOLLERS/LOPEZ 8

Chiusura dedicata al torneo di doppio. Vince una coppia spagnola per la seconda volta nella storia e lo fa giocando un tennis atipico per la disciplina di coppia, ancorato alla linea di fondo e fatto di scambi prolungati. Tutte le altre coppie di fronte alla novità vanno in tilt e una dopo l’altra regalano il successo agli iberici a suon di errori non forzati e scelte tattiche disastrose. Diabolici  


2 Commenti per “ATP FINALS: IL PAGELLONE”


  1. Rita ha detto:

    Condivido in pieno le pagelle. Non capisco perché su sky tanta ammirazione per Murray che a mio avviso le olimpiadi e gli us open le ha vinte con una buona dose di fortuna ma rimane la solita incompiuta. Grande talento, ma come personalità non ci siamo proprio. E di testa ha ancora da lavorare parecchio. Lontano anni luce da Nole e Roger.

  2. Michael ha detto:

    Non sono d’accordo con i moltissimi che parlano di finale stupenda! E’ stata una finale tesa, tirata e nervosa, ma non bella! Djokovic ha fatto il solito muro, pallettaro eccezionale, ma credo che abbia fatto solo un bellissimo punto, il match point. Roger ha sprecato tantissimo, ha fatto molti errori di dritto, il servizio era ballerino, se guardate le statistiche sugli unforced errors vedrete il numero elevato di Roger, Non una bella partita, ma molto tirata.


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