ATP FINALS, ROGER SCONFITTO E CONTENTO: NOLE CONTRO LA WADA

Federer trae conclusioni positive dalla seconda sconfitta in pochi giorni con Novak Djokovic: che invece sposta l'attenzione sul caso-doping
mercoledì, 6 Novembre 2013

Tennis. Roger Federer lascia sul campo la vittoria al serbo per la seconda volta in 5 giorni, sempre al terzo set. Un copione già visto, che non sembra poter cambiare in futuro, vista l’autonomia sempre decrescente dello svizzero dal punto di vista fisico. Si dice comunque soddisfatto della partita, mentre Djokovic snobba il match e si fionda sulla Wada, rea di aver creato un sistema anti-doping eccessivamente punitivo con gli atleti, sempre meno tutelati.

Ma parliamo prima del match, e viste le premesse lo facciamo col 17 volte campione di uno slam: “Oggi è stata diversa da tutte le altre partite che abbiamo giocato. Era un primo turno, il campo è più lento, senza dubbio, rispetto a Parigi, penso che anche Djokovic abbia fatto fatica ad adattarsi. E’ una sconfitta dura sì, ma anche un match da cui posso trarre molti elementi positivi. Magari su una superficie più rapida avrei potuto perdere 62 62 e trarne meno“. Sulle differenze fra questa partita e la semifinale di Parigi-Bercy, “Il match è stato di qualità più alta. Ma è la prima partita qui, e con la superficie più lenta è più difficile fare dei vincenti. E Djokovic è uno dei migliori difensori del mondo, diverso rispetto a Nadal o a Murray“.

Felice per il sostegno del pubblico, anche ieri tutto o quasi dalla sua parte, ora si trova costretto a vincere con Del Potro per non essere eliminato con un turno d’anticipo. Comunque lo svizzero trova il tempo per non essere soddisfatto di qualcosa del match: “L’unico aspetto che non mi soddisfa della partita è che non sono riuscito a sfruttare le chance che ho avuto. Sono contento di come ho recuperato dopo Parigi, lì fisicamente facevo più fatica dopo aver giocato 9 partite in 12 giorni o giù di lì. Devo cercare di continuare a giocare il mio tennis, la stagione non è ancora finita“.

L’ultima battuta è su Rafa Nadal, che auspica una rotazione annuale fra le superfici in cui giocare il Master finale: “Capisco il punto di Nadal, lui ha le sue ragioni, però abbiamo già perso un Masters 1000 indoor e l’indoor merita un altro grande evento. Il mio parere è che la terra indoor non sia una soluzione a cui guardare e spero si resti su campi duri al coperto“.

Con Novak Djokovic si parla poco di partita e molto di lotta al doping: soprattutto sui casi Troicki e Cilic: “Sono stato molto coinvolto nel suo caso, è un mio caro amico. Dimostra ancora una volta che il sistema della WADA non funziona. Quando vieni selezionato a caso per i controlli antidoping, gli ufficiali della WADA dovrebbero darti chiare indicazioni di quello che devi fare e dei rischi che puoi correre. Certo, lui ha qualche colpa. Ma anche la dottoressa che gli ha detto che avrebbe potuto fare il test il giorno dopo ha sbagliato. Lui viene squalificato per un anno e quella dottoressa così non professionale può tornare al lavoro domani. Io non mi fido più di questo sistema“. Prosegue Nole sulla vicenda del croato: “Anche nel caso di Cilic, l’hanno squalificato per positività a una sostanza e questa sostanza non l’hanno nemmeno direttamente trovata nel suo campione. In questa situazione, sono solo i giocatori a pagare.”

Infine, sulla partita: “Sapevo che sarebbe stato un match duro, non sapevo come mi sarei adattato alle condizioni di gioco, che ho trovato più veloce che a Bercy. Oggi ho giocato praticamente senza servizio per tutto il secondo set. La partita è stata intensa, con molti alti e bassi, lui nel secondo set ha iniziato a giocare meglio, a sbagliare meno. Io ho perso ingenuamente il servizio, e anche se non pensavo certo che avrei vinto facilmente in due set, qualcosa è cambiato”.


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