ATP, I MIGLIORI TORNEI DEL 2016

Indian Wells, Queen's, Stoccolma e Winston-Salem: tra USA, Inghilterra e Svezia ci sono le migliori manifestazioni dell'ATP nella stagione conclusa

TENNIS – Sorprese, a dirla tutta, non ce ne sono, considerando le indicazioni che già arrivavano dai dodici mesi precedenti e quelle che sono arrivate con le prove tangibili dell’annata ormai terminata. L’ATP ha eletto i quattro migliori tornei della stagione 2016, dislocando i riconoscimenti su tre nazioni. Gli Stati Uniti portano a casa due premi, l’Inghilterra e la Svezia si dividono gli altri due a disposizione.

La fase organizzativa a stelle e strisce si conferma una spanna superiore al resto del mondo, ma non grazie al notevole aumento di montepremi garantito dagli US Open. I fiori all’occhiello continuano a rimanere su West Coast e North Carolina: i due scettri, infatti, sono di Indian Wells e Winston-Salem. Per il terzo anno di fila, il BNP Paribas Open si conferma nelle vesti di splendida realtà del tennis californiano e l’edizione di quest’anno, vinta da Novak Djokovic, non ha fatto altro che avvalorare una tesi pluriennale. L’Open della Wake Forest University, invece, rimane polo fondamentale in ottica Flushing Meadows, essendo tra le kermesse di preparazione più ambite dell’estate. L’organizzazione sul piano logistico rende il torneo un autentico gioiello per le prove ATP 250.

Il premio di Winston-Salem è però un ex aequo con Stoccolma. Per la categoria 250, dunque, arrivano due riconoscimenti a pari merito ed uno di questi viene attribuito allo Stockholm Open: è il secondo anno di fila, il quinto complessivo dal 1986, che due manifestazioni si dividono il plauso degli esponenti della federazione. “È il miglior feedback che potessimo ricevere – afferma Simon Aspelin, direttore del torneo scandinavo – e sono contento di poter condividere questo traguardo con lo staff e gli sponsor, sperando di poterci ripetere in futuro“.

Dopo il 1000 di Indian Wells e i due 250 di Stoccolma e Winston-Salem, il premio per il 500 è tutto per il Queen’s. L’eccellenza britannica e londinese non è sull’erba di Wimbledon, ma su quella del torneo di preparazione, che ancora una volta dimostra la sua efficienza in tutte le sue sfaccettature. Dopo il riconoscimento ottenuto nel 2013 e nel 2014 sotto la veste di 250, la promozione di categoria non ha scalfito l’efficienza organizzativa a cura dello staff, che bissa così anche il successo del 2015 ed entra per il quarto anno di fila nello speciale quartetto eletto dall’ATP.

Soddisfazione per Chris Kermode, presidente federale, che indica nei quattro tornei selezionati la chiave per un progresso collettivo: “Questi tornei rappresentano un punto di riferimento nelle rispettive categorie e meritano questi riconoscimenti da parte dei giocatori. Non devono rappresentare un punto d’arrivo per chi li ha ottenuti, né tantomeno devono scoraggiare chi ancora non ha raggiunto la stessa efficienza. Dobbiamo lavorare come un unico team, in modo da portare il marchio ATP su livelli di eccellenza omogenea. È un riconoscimento allo sforzo, ma anche un incoraggiamento ed uno stimolo a migliorarsi sempre di più“.

I ricchi States, insieme a Svezia ed Inghilterra, conquistano la stima e l’approvazione degli organi federali, ma soprattutto dei giocatori che li hanno votati come Best Of del 2016. La prossima stagione potrà accogliere anche una rappresentanza italiana? La concorrenza è agguerrita.


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